Gioia compartecipe secondo Fred Von Allmen

Dall’intensivo con Fred Von Allmen ( maggio 1997 )

Il terzo Brahma-Vihara e’ la gioia compartecipe, mudita.

E’ un apprezzamento gioioso del successo, della fortuna, della prosperita’ di altre persone; e’ lo stesso atteggiamento di metta e karuna, ma in questa dimora si guarda alla felicita’ delle persone. Mudita guarda alla felicita’ che gia’ e’ presente; non e’ quindi un augurio per ottenerla, altresi’ e’ un augurio che essa continui e aumenti.

La frase utilizzata soventemente e’:

possa la tua felicita’ e la buona fortuna mai lasciarti

Nella tradizione tibetana questa e’ la pratica piu’ facile e gioiosa perche’ guardiamo alla felicita’ altrui e rispondiamo con la nostra gioia: questo e’ molto bello.

Feci un lungo ritiro di metta e’ fu un’esperienza molto piacevole, e quindi pensai che la volta successiva avrei fatto un ritiro su mudita e sicuramente sara’ ancor piu’ piacevole. Si dimostro’ invece molto difficile, cosa che non mi aspettavo.

Piu’ tardi trovai sui testi la spiegazione che diceva che mudita e’ la piu’ difficile per diverse ragioni: la prima fu che non ero per niente abituato a focalizzarmi sulla felicita’ degli altri. Per molti di noi non e’ naturale mentre viene piu’ naturale mettersi in sintonia con la sofferenza altrui. La seconda difficolta’ fu che il nemico lonato e’ la gelosia e l’incvidia: pensavo che, pur avendo molte emozioni negative, la gelosia e l’invidia non fossero due caratteristiche che albergavano in me. Sbagliato. L’interessante e’ notare che qunado si sviluppa in continuazione queste qualita’ diventano piu’ tangibili e, di conseguenza, anche le qualita’ opposte acquistano un carattere piu’ forte. Venne fuori rivalita’, gelosia ed altro di cui non mi ero mai accorto.

Il grande mistico Rumi si chiede: “All’interno del grande mistero che e’ la realta’ della vita non possediamo nulla. Cos’e allora questa competizione che sentiamo l’uno verso l’altro prima di passare uno alla volta attraverso lo stesso cancello?”.

I nemici lontani sono, quindi, l’invidia e la gelosia.

Quanto al nemico vicino, cioe’ mudita camuffata, non e’ molto facile esprimere di cosa si tratti e come inquadrarla. E’ come una eccitazione senza cuore, qualcosa come una nota alta senza cuore. A volte si sentono complimenti molto fervidi, ma la nota di sottofondo e’ un farli per essere amati o approvati.

Si potrebbe dire che e’ mancanza di schiettezza nel gioire sulle nostre cose e su quelle degli altri. Proviamo ogni sera a ricordare una cosa o due buone che abbiamo fatto durante la giornata. E’ importante perche’ molte volte abbiamo una stima e un rispetto basso nei confronti di noi stessi. Comunque pratichiamo mudita, questa da’ molto colore e calore alla pratica stessa e genera quella leggerezza e freschezza che ci spinge a praticare ancora senza stanchezza.

La pratica, cosi’, ci fornisce elementi ispiratori per rendere la vita piu’ facile nel lungo termine.

Questo ho ascoltato dal Maestro Fred Von Allmen

Ogni bene, Osvaldo Sudhammo

Questa voce è stata pubblicata in mudita: la gioia compartecipe. Contrassegna il permalink.