Primo esercizio

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Nel primo esercizio del Sutra Anapanasati riconosciamo una cosa semplice e miracolosa:

Inspirando, so che sto inspirando.

Espirando, so che sto espirando.

Riportate la vostra mente al corpo e al respiro, e all’improvviso vi rendete conto: “Oh, sto inspirando, sto espirando”.

Riconoscete semplicemente il vostro respiro.

Dire “so che sto…” significa che state portando tutta la vostra attenzione, tutta la vostra mente, sull’inspirazione e sull’espirazione. Poiché l’attenzione della vostra mente è tutta concentrata sul respiro, ecco che senza sforzo potete lasciare andare le preoccupazioni, la rabbia, l’avidità, la paura, la gelosia.

La presenza mentale è come una guardia che controlla i cancelli di una fortezza e che, quando vede una persona che entra o esce dalla fortezza, sa se si tratta di una persona del posto o di uno straniero.

La presenza mentale è la guardia che sa che state inspirando e sa che state espirando. La vostra mente sa riconoscere se una certa energia è salutare o nociva.

Andando avanti, sviluppando sempre di più la pratica, saprete riconoscere “questa è gelosia, quella è compassione”, ma all’inizio esercitate semplicemente la mente a riconoscere il respiro.

Alcuni mettono una mano sull’addome e vi portano tutta l’attenzione: “Il mio addome si solleva (inspirando), il mio addome si abbassa (espirando)”.

Concentrando la vostra attenzione sul sollevarsi e l’abbassarsi dell’addome, tutti gli altri pensieri si arrestano.

Quando ricevete delle notizie che vi agitano, e non riuscite a dormire, portate tutta la vostra attenzione al movimento dell’addome: consentirete così al cervello di riposare, all’agitazione e all’irritazione di calmarsi.

Continuando questo esercizio anche per soli 5, 10 o 15 minuti riuscirete a conciliare un sonno profondo.

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