Secondo esercizio

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Il secondo esercizio consiste nell’osservare e prendere atto della lunghezza del respiro:

Inspirando un lungo respiro, so che sto inspirando un lungo respiro.

Espirando un lungo respiro, so che sto espirando un lungo respiro.

Oppure:

Inspirando un respiro breve, so che sto inspirando un respiro breve.

Espirando un respiro breve, so che sto espirando un respiro breve.

Ci sono dei praticanti che cercano di forzare e modificare il proprio respiro. Il Buddha ha detto che questo non è il modo corretto. Non pensate che un respiro lungo sia meglio di un respiro breve, o viceversa.

Prendete soltanto atto della lunghezza del vostro respiro per quella che è naturalmente. A volte il fatto che il respiro sia corto è un bene, come quando, dopo aver fatto un grosso sforzo, abbiamo bisogno di fare dei respiri più brevi. Altre volte, invece, ci può far bene stenderci e fare dei respiri lunghi e profondi.

Un respiro lungo va bene, un respiro breve va bene, tutto dipende da cosa è meglio per il corpo e la mente in quel momento.

Siate dunque semplicemente consapevoli del vostro respiro, senza cercare di intervenire su di esso.

Non fate nulla, se non osservare e riconoscere, senza reprimere o forzare. Quando c’è il sole, la sua luce non fa altro che risplendere sulla terra.

Non cerca di diffondere i suoi raggi ovunque e non obbliga la terra ad assorbirli. Il sole splende e basta.

Cerchiamo di praticare in modo totalmente non violento, in modo amorevole verso il nostro respiro.

Quando siete seduti con la schiena curva non dovete far altro che riconoscere questo fatto: con naturalezza il vostro corpo tornerà nella posizione corretta. Non dobbiamo dire quanti secondi o quanti metri è lungo il respiro! Dobbiamo solo esserne consapevoli durante tutta la sua durata: cominciamo dall’inizio dell’inspirazione e teniamo la mente insieme al respiro fino alla fine.

Quando espiriamo è lo stesso: seguiamo da vicino il respiro finché non ha termine. Il praticante deve dedicarsi diligentemente a questi due primi esercizi, in modo da padroneggiarli.

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