Sesto esercizio

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Il sesto esercizio consiste proprio nel godere concretamente delle cose meravigliose che abbiamo:

Inspiro e mi sento felice.

Espiro e mi sento felice.

Inspirando entro in contatto con le condizioni di gioia, provo gioia. Espirando abbraccio la gioia, la assaporo, e la gioia diventa felicità.

La gioia deve condurre alla felicità.

La funzione della gioia e della felicità è quella di nutrirci, non di essere ragioni di sofferenza.

Sono queste la gioia e la felicità sane, non la gioia e la felicità dei desideri dei sensi, come la gioia del potere, del sesso, della buona tavola.

Eppure ci sono persone che passano la giornata pensando solo cose negative su se stessi e sugli altri. E più pensano in questo modo più si arrabbiano, si sentono frustrate.

Per questo il Buddha ha insegnato: “Nutri te stesso con la vera gioia e la vera felicità”.

La pratica del quinto e del sesto esercizio va fatta senza fretta. Vivete concretamente la gioia e la felicità che sono attorno a voi e in voi. Siate in contatto con i vostri meravigliosi occhi, che possono vedere il blu del cielo, il verde della vegetazione. Potete ascoltare il canto della pioggia e degli uccelli, potete godere di molte cose! Per costruire la vostra felicità usate l’intelligenza.

È vero, c’è sofferenza, ma entrate per prima cosa in contatto con le meraviglie della vita e nutritevene. Poi potrete guardare con più serenità ciò che non va bene e prendervene cura per trasformarlo.

La meditazione è cibo, la felicità è cibo. Se la meditazione seduta non dona pace e gioia, ciò significa che nella pratica c’è qualcosa che non va. Ci sono probabilmente degli ostacoli, prodotti dalla nostra mente, che impediscono di essere in contatto con le condizioni per la felicità. Queste ultime sono numerose, ma non riusciamo ad apprezzarle.

Quando succede questo dovremmo incontrare il nostro insegnante o i nostri amici spirituali e chiedere il loro aiuto per rimuovere quegli ostacoli. “Inspiro e provo gioia” è una pratica che andrebbe fatta ogni giorno, perché la gioia dà vita e conduce alla felicità.

Inspirando, sono in contatto con le condizioni per la gioia, provo gioia. Espirando, abbraccio quella gioia. Ed essendo davvero in contatto con essa, la gioia diventa felicità.

Chiediamo anche ai nostri fratelli e sorelle nel Dharma come praticano, in modo da imparare dalla loro esperienza e migliorare ogni giorno la nostra pratica.

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