Dodicesimo esercizio

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In questo consiste il dodicesimo esercizio:

Inspiro e libero la mente.

Espiro e libero la mente.

Cosa vuol dire liberare la mente? “Inspirando mi libero, lascio andare la formazione mentale che è in me, espirando lascio andare la mia formazione mentale”.

Le formazioni mentali, come l’avidità, l’avversione, il sospetto, l’orgoglio, sono corde che ci legano, corpo e mente, e ci rendono la vita infelice.

Quando riusciamo a guardare in profondità in queste formazioni mentali, ad abbracciarle e a lasciarle andare, allora scopriamo la felicità chiamata “liberazione della mente”. “Inspirando, concentro la mia presenza mentale e la mia attenzione sulla formazione mentale che è in me, la abbraccio con tenerezza”.

Se c’è concentrazione, la liberazione avviene in modo naturale, senza sforzo. La preghiera non c’entra. È questione di pratica quotidiana.

Questi quattro esercizi centrati sulle formazioni mentali sono molto importanti. Non dovremmo dire: “Posso farcela di sicuro”. Abbiamo moltissimo da imparare a questo proposito: le formazioni mentali sono una pratica molto vasta da approfondire.

Ogni volta che una di esse emerge, dovremmo riuscire a chiamarla per nome e ad accettarne le cause. “Eccoti qui, ti chiami avidità, ti conosco da tanto tempo, sei una vecchia amica. Ben trovata!”. E le sorridete.

Questo è il metodo per riconoscere le formazioni mentali. Date loro il benvenuto quando si manifestano. Non permettete che arrivino e vadano via senza averle riconosciute, è molto importante! I dodici esercizi che abbiamo visto fin qui devono essere sviluppati a fondo e con diligenza.

Dobbiamo praticarli e condividere la nostra esperienza con gli altri, per aiutare chi arriva dopo di noi a capire come si pratica.

Passiamo ora ai quattro esercizi che riguardano i dharma o fenomeni. Grazie ad essi ci è possibile distruggere le percezioni erronee.

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