Quindicesimo esercizio

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Proseguiamo ora con il quindicesimo esercizio:

Inspiro e contemplo la natura di non nascita e non morte di tutti i dharma.

Espiro e contemplo la natura di non nascita e non morte di tutti i dharma.

Il termine nirodha significa “non nascita e non morte”, ma anche nirvana.

Iniziamo a entrare in profondità nell’oggetto della nostra meditazione: dopo aver compreso l’impermanenza e la natura non degna di desiderio dei dharma, giungiamo al nirodha, che è la cessazione, l’estinzione di nascita e morte.

Inizialmente osserviamo che le cose nascono e muoiono, hanno un inizio e una fine, un essere e un non essere. Il più grande dovere di un praticante è proprio andare oltre il mondo di nascita e morte ed essere parte del mondo di non nascita e non morte.

Perché nascita e morte sono soltanto idee.

Il Sutra del Cuore ci insegna che non c’è né nascita né morte, nulla di puro e di impuro. È uno dei discorsi del Buddha che ci mette in contatto con la dimensione ultima, dove non ci sono l’uno o i molti.

Aprire la porta di né nascita né morte, non andare né venire, è come aprire la porta della dimensione ultima ed essere incrollabili e liberi.

Nonostante il quindicesimo esercizio sia d’aiuto per entrare in contatto con la dimensione ultima, ci sono persone che non apprezzano il mio insegnamento, dicendo che spiego soltanto come inspirare ed espirare. In realtà inspirare ed espirare seguendo il Sutra sulla Piena Consapevolezza del Respiro ci può portare molto lontano.

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