Sedicesimo esercizio

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Passiamo infine al sedicesimo e ultimo esercizio:

Inspiro e medito sul lasciar andare.

Espiro e medito sul lasciar andare.

Se non riuscite a lasciare andare, non potete essere liberi.

Abbandonate le vostre idee sulla nascita e sulla morte, sull’esistere e sul non esistere.

Per essere felici occorre lasciare andare ogni convinzione che procura sofferenza.

Molti di noi credono fermamente che “questo corpo è me”, ma se lasciano andare questa convinzione possono smettere all’istante di aver paura. Ancora, abbiamo l’idea che la durata della nostra vita sia di settant’anni, ma se riusciamo ad abbandonarla diventeremo immortali.

Pensiamo di avere un sé separato, crediamo che la nostra felicità non sia la felicità degli altri e che quella degli altri non sia la nostra. Questo ci impedisce di essere felici. Dobbiamo lasciare andare le idee di un sé, di un essere umano, di un essere vivente e della durata di una vita, come insegna il Buddha nel sutra Vajracchedika, il sutra del diamante che recide le illusioni.

Abbandonando queste idee potremo lasciare andare qualsiasi attaccamento e saremo felici.

Guardate bene nella vostra mente per capire se c’è in voi una certa idea di successo, se volete essere in un modo o in un altro, se pensate che starete bene solo quando riuscirete a sposare quella persona oppure a divorziare, se volete essere il numero uno.

Si può perfino morire per idee di questo tipo! Prendete allora quell’idea di felicità, abbracciatela e osservatela in profondità.

Sarete felici solo quando saprete come lasciarla andare. In conclusione, il sedicesimo esercizio è molto efficace e riguarda la pratica del lasciare andare le idee del sé e della durata della vita, condizione essenziale per essere davvero felici e stabili.

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