Luna nuova – 29.novembre.2016

La terra senza tracce

Alcuni rinascono come esseri umani
chi fa del male rinasce in un inferno
chi fa del bene nella beatitudine
e il puro entra nella terra senza tracce. 

  Dhammapada strofa 126

Quali che siano le nostre opinioni sulla possibilità di future rinascite, possiamo essere quotidianamente testimoni del costante nascere e morire dei nostri stati mentali. Un’esperienza gradevole, se ci attacchiamo, può farci pensare che saremo felici per sempre; quando ci attacchiamo a un’esperienza sgradevole, pensiamo di essere all’inferno e che sarà per sempre così. La nostra mancanza di prospettiva fa sì che non vediamo la connessione tra attaccarsi alle esperienze e perdersi in esse. Anche la bontà, se ci attacchiamo, ci porterà sofferenza. Solo quando vediamo con chiarezza che tutte le esperienze sono quello che sono – la gioia è piacevole, la tristezza spiacevole – e che nessuna esperienza dura per sempre, accoglieremo veramente il sentiero della purificazione. Coloro che hanno purificato il cuore e la mente da tutti gli attaccamenti compulsivi conoscono la realtà in un modo che noi non possiamo nemmeno immaginare, perciò la loro realtà può essere chiamata la terra senza tracce.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

Questa voce è stata pubblicata in miscellanea. Contrassegna il permalink.