Luna piena – 14.giugno

La morte

Non c’è luogo sulla terra,
non caverna di montagna,
non oceano né cielo
dove la morte non allunghi su di te la mano.

Dhammapada strofa 128

Tutti gli esseri viventi hanno paura della morte.

Il modo in cui il Buddha desiderava che ci occupassimo di questa paura è di osservarla direttamente; non di negarla attraverso la distrazione. Da qui l’insegnamento irremovibile di questi versi del Dhammapada.

Non c’è molto di sicuro nella vita, se non l’evidenza intorno a noi indicante che un giorno effettivamente moriremo. È naturale cercare di evitare il dolore – e ovviamente la paura è dolorosa – ma non è saggio ignorare una chiara evidenza.

Cosicché come prepararci per riuscire a osservare direttamente la paura? Sviluppando le facoltà spirituali: fede, energia, consapevolezza, raccoglimento, discernimento.

Dobbiamo anche ammettere quanta parte della società umana avvalli un’abituale evitazione dell’inevitabilità della nostra morte. Riconoscere il nostro stesso accumulo di evitazione richiede grande pazienza.

Onestà, pazienza e gentilezza aiutano a dissolvere le abitudini di negazione e conducono alla serenità.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

Ringraziamenti a Chandra per la traduzione.

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