Luna piena – 11.novembre

La responsabilità

Come il ferro è corroso
dalla propria ruggine
corroso dal suo stesso agire
è colui che compie il male.

Dhammapada strofa 240

Contrariamente a quanto ci potremmo aspettare, ammettere la parte che svolgiamo nel determinare la qualità delle nostre vite può essere energizzante.
Se non ci è stata insegnata in giovane età la legge del khamma, possiamo facilmente farci l’idea che sono gli altri a definire la qualità della nostra vita. Presumiamo di aver bisogno che gli altri agiscano e parlino in modi che non ci offendano.

Gli insegnamenti del Buddha ci dicono che essere confusi o appagati è il risultato delle nostre azioni. Ovviamente, sperimenteremo sempre il mondo esterno come piacevole o spiacevole.
È però una scelta aggiungere a queste esperienze l’indulgere nel mi piace e nel non mi piace.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 13.ottobre

Stare in silenzio

Chi parla molto
non vuol dire che sia ispirato dalla saggezza.
Il saggio si riconosce
perché è in pace con la vita
libero da ostilità e paura.

  Dhammapada strofa 258

A volte ci sentiamo obbligati ad avere un’opinione assolutamente su tutto.
Cosa accade se, ciononostante, invece di esprimere come di consueto la nostra opinione su qualche argomento, rimaniamo risolutamente silenziosi e ascoltiamo: ascoltiamo intenzionalmente all’esterno quello che dicono gli altri e ascoltiamo all’interno la nostra mente.
Può essere difficile sentirsi in pace con il mondo, specialmente con così tanta disgregazione intorno a noi.
Possiamo tuttavia dare un utile contributo addestrando la nostra attenzione ad ascoltare con delicatezza.
Nel percorso, possiamo per esempio imparare quanto la nostra mente si riempia di rumore a causa del costante essere d’accordo o in disaccordo con tutto quello che udiamo.
Non avere un’opinione su qualcosa non equivale necessariamente a una debolezza.
Con una saggia moderazione, forse una sorta di pace potrebbe emergere dal caos.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 13.settembre

La forza interiore

La forza della pazienza
è la risorsa degli esseri nobili:
possono venire incatenati,
sopportare attacchi fisici e verbali
senza abbandonarsi al rancore.

  Dhammapada strofa 399

Probabilmente abbiamo già familiarità con forme esteriori di forza, ma vale la pena anche allenarsi a riconoscere forme interiori di forza.
In questa strofa del Dhammapada il Buddha chiama la pazienza la risorsa degli esseri nobili.
La disponibilità ad avere pazienza con le situazioni, specialmente quando sembrano insopportabili, è una potente forma di auto-protezione. Non è il modo in cui gli altri si comportano con noi che disturba, la causa dei problemi è come reagisce il nostro cuore non addestrato.
Sono il risentimento e la paura che in realtà turbano e non quello che vediamo e sentiamo accadere.
Chi ha la capacità di restare centrato e vigile, anche quando la sensazione invoglia a reagire, non ne resta turbato.
Quando poi agisce, c’è più probabilità che il suo contributo conduca all’armonia e non semplicemente a intensificare l’agitazione.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 15.agosto

La bontà

Se compi un’azione salutare
falla di nuovo.
Gioisci nel ricordarla. 
Il frutto della bontà è la contentezza.

  Dhammapada strofa 118

Fare il bene è facile: un momento di gentilezza intenzionale o lo sforzo di essere un po’ più pazienti. E il frutto di queste azioni salutari è la contentezza.

Per questo il Buddha ci incoraggia a prenderci del tempo per assaporare i frutti della bontà. Di solito diamo valore a caratteristiche come l’intelligenza e la popolarità ma dovremmo verificare e valutare se investire in queste qualità conduca realmente alla contentezza.

Non è che cercare di essere sempre vincitori e in vista porti a più scontentezza? Non crediate che coltivare la bontà sia difficile o che non abbia effetto.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

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Luna piena – 16.luglio – Asalha Puja

LUNA PIENA – Conseguenze – Asalha Puja – Martedì 16 Luglio 2019

Conseguenze

Evita di parlare agli altri con durezza:
la parola aspra provoca rivalsa.
Chi viene ferito dalle tue parole
può di rimando ferirti.

  Dhammapada strofa 133

 

Che le nostre azioni intenzionali abbiano conseguenze è una lezione di base nella vita.
Questa strofa ci mostra come un linguaggio incurante abbia conseguenze dolorose.
Dovremmo saggiamente considerare come sia vero anche il suo opposto, ossia le conseguenze positive di un parlare rispettoso e ponderato.
Questo insegnamento è così semplice che potremmo trascurare la sua importanza reale.
Per tale motivo concediamoci di soffermarci e cogliere l’occasione di osservare la sua veridicità nella nostra quotidianità.
Come ci sentiamo dopo aver seguito un impulso offensivo? Probabilmente all’inizio potremmo sentirci sollevati essendoci liberati di un risentimento o di una frustrazione repressi. Ma il giorno dopo o la settimana successiva? E al contrario, come ci sentiamo quando ci rammentiamo di esserci impegnati a non causare danno agli altri?

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

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Luna piena – 17.giugno

A poco a poco

A poco a poco
passo passo
il saggio asporta le sue impurità
come l’orafo dall’oro le scorie.

  Dhammapada strofa 239

Questa contemplazione segue armonicamente quella del mese scorso. Suggerisce di nuovo un rallentamento e, potenzialmente, l’apprezzamento di un approccio più gentile alla vita.
Quando siamo di corsa, la nostra lettura della realtà del momento è meno affidabile.
Se abbiamo troppa fretta di arrivare all’oro puro, tendono ad accadere degli imprevisti.
Rallentare non significa per forza essere lenti. Può significare anche adottare una prospettiva che rivela gli aspetti più sottili dell’esperienza.
Noi notiamo senza difficoltà la dimensione di superficie dell’esperienza, ‘il modo in cui le cose appaiono’, ma non siamo capaci di vedere più in profondità.
Per vedere con chiarezza cosa effettivamente determina come ci relazioniamo alle esperienze, ci vuole un certo grado di saggezza. Un approccio graduale è di vantaggio per scoprire di persona cosa conduce a maggior benessere e cosa invece a più impedimenti.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 18.maggio – Vesakha Puja

Il massimo beneficio

Come con un mazzo di fiori
si possono intrecciare ghirlande
con questa nostra esistenza umana
possiamo fare ghirlande
di nobili azioni.

  Dhammapada strofa 53

Tutti noi ben conosciamo quelle fasi della vita in cui ci ritroviamo a dover rallentare. Forse a causa di una qualche limitazione fisica che ci obbliga ad adattarci. O forse per una scelta consapevole, perché sospettiamo che procedere sempre veloci faccia rischiare di perdersi.

Qualsiasi sia la causa, può rivelarsi un dono inaspettato e gratificante scoprire che rallentando possiamo avere una nuova e più significativa prospettiva sull’esistenza umana. Invece di sentire di dover sempre reagire a quello che i sensi registrano, le impressioni sensoriali della vista, dell’udito, dell’olfatto, del gusto, del tatto, e le impressioni mentali, può cominciare a risvegliarsi un interesse nel non dover semplicemente reagire. 

Con questa prospettiva ci troviamo in una posizione migliore per riconoscere il potenziale di generare un vero beneficio per noi stessi e per gli altri. Confrontate la felicità che sorge dall’ottimizzare quello che già abbiamo con l’infelicità associata al voler sempre di più.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 19.aprile

Il perfetto equilibrio

È giusto essere disciplinati nel corpo.
È giusto essere disciplinati nella parola.
È giusto essere disciplinati nella mente.
È giusto essere disciplinati in tutto.
Il rinunciante che disciplina ogni suo aspetto
realizza la libertà dalla sofferenza.

  Dhammapada strofa 361

Nel suo primo insegnamento, La Messa in Moto della Ruota della Legge, il Buddha parlò dei limiti conseguenti all’essere intrappolati dalla tendenza al ‘mi piace non mi piace’. Proseguì poi spiegando i profondi benefici derivati dalla coltivazione della Via di Mezzo, la prospettiva del perfetto equilibrio.

Finché non ci accorgiamo come perderci in stati d’animo piacevoli significhi inevitabilmente perdersi anche negli stati d’animo spiacevoli, rischiamo di fare della vita una battaglia senza fine. Questa lotta apparentemente incessante è il diretto risultato del non apprezzare il potere della moderazione saggia.

Indulgere nel mi piace e nel non mi piace non è l’unica opzione. Se addestriamo l’attenzione a osservare abilmente questi movimenti della mente che chiamiamo ‘attrazione e repulsione’, possiamo scoprire una prospettiva del tutto diversa. E questa prospettiva non diminuisce affatto la capacità di sperimentare le naturali gioie e dispiaceri della vita; proprio l’opposto.

L’attenzione ben addestrata ha il potere di liberarci dalla paura di restare smarriti e confusi dalle vicissitudini della vita. La moderazione accorta ci fornisce quello di cui abbiamo bisogno per trasformare le battaglie in saggezza.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 20.marzo

Uno con l’Increato

Per vite innumerevoli ho vagato
cercando invano
il costruttore della casa
della mia sofferenza.
Ma ora ti ho trovato, costruttore
di nulla da oggi in poi.  
Le tue assi sono state rimosse
e spezzata la trave di colmo.
Il desiderio è tutto spento;
il mio cuore, unito all’increato.

  Dhammapada strofe 153-4

La brama (il costruttore della casa) causa attaccamenti alle idee e alle opinioni (le case) e noi finiamo per sentirci obbligati a spendere una grande quantità di energia nel conservarle. L’attaccamento alle idee e alle opinioni può creare un relativo senso d’identità; tuttavia questo approccio alla ricerca della sicurezza è energia eccessiva e sostanzialmente inaffidabile. Il consiglio del Buddha è invece di investire la nostra energia nel trovare una dimora veramente sicura, un senso d’identità affidabile, e cioè nella consapevolezza stessa: la consapevolezza silenziosa, priva di un sé, spaziosa, il puro conoscere. È questo l’Increato a cui si riferiva il Buddha. Anche avere fiducia in questa possibilità richiede energia, ma lo sforzo non deve esaurirci. In effetti, questa fiduciosa disposizione genera energia riducendo l’impulso a incentivare il ‘me’ e l’’a modo mio’, il che significa che la nostra attenzione è disponibile per ascoltare gli altri.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 19.febbraio – Magha Puja

 

Dipendenza dalla distrazione

Come un pesce trascinato via
dalla sua casa sott’acqua
e scagliato sulla terraferma
si dibatte
così freme il cuore
quando viene rapito
alla corrente di Mara.

  Dhammapada strofa 34

Quando la vita ci appare gradevole, tendiamo a pensare “Le cose dovrebbero essere sempre così.”

Ovviamente, una parte di noi sa che la vita non può essere sempre piacevole, tuttavia l’abitudine all’inconsapevolezza ce lo fa dimenticare. Quando lo dimentichiamo crediamo alle supposizioni su come le cose dovrebbero essere e perdiamo la prospettiva su come effettivamente sono.

Queste abitudini d’inconsapevolezza sono uno dei modi di comprendere cosa il Buddha intendesse con la ‘corrente di Mara’.

Quando non siamo attenti, ci lasciamo distrarre dalle supposizioni e dalle fantasie e queste distrazioni si trasformano in abitudini che può essere difficile lasciar andare. Così, se il nostro impegno nel lavoro spirituale ci fa sentire messi a dura prova, addirittura vacillanti, non deduciamo automaticamente che qualcosa stia andando male.

Ritrarsi da una dipendenza alla distrazione ( Withdrawing from an addiction to distraction ) è un duro lavoro, tuttavia fortunatamente sono in molti ad aver percorso questa via prima di noi e ci dimostrano che è fruttuosa.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 20.gennaio

LUNA PIENA – Domenica 20 Gennaio 2019

Forza e debolezza

Chi ha rinunciato
all’uso della forza
nel rapporto con gli altri
deboli o forti che siano
chi non uccide né fa uccidere
è da ritenere un grande essere.

  Dhammapada strofa 405

La delicatezza con cui terremmo un bambino piccolo chiaramente non è un segno di debolezza.

La sensibilità con cui ascolteremmo un amico che ha subito una perdita ugualmente non sarebbe ritenuta una debolezza.

Comportarsi con umiltà riconoscendo la parte che possiamo aver avuto nel contribuire alla sofferenza di altre persone ugualmente non sarebbe, si spera, considerata un segno di debolezza.

Ciò che talvolta viene visto come debolezza è di fatto forza.

Al contrario, nascondersi dietro un’ostentazione di invulnerabilità, rifiutarsi di chiedere aiuto quando è chiaro che ne abbiamo bisogno, essere incapaci di provare empatia di fronte al dolore degli altri, queste sono di fatto forme di debolezza a cui gioverebbe un’accurata attenzione. 

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 22 dicembre

Volendo essere d’aiuto

Come un fiore            
dal delizioso profumo
è la parola saggia e amorevole
accompagnata dalla retta azione. 

  Dhammapada strofa 52

Quando parliamo e agiamo in modo onesto, facciamo un dono al mondo.

Quando parliamo e agiamo in modo disonesto contribuiamo alla confusione.

Il presupposto che ‘tutti mentono’ è a dir poco tragico.

Dire che faremo qualcosa e poi non agire di conseguenza crea sfiducia, come dice il Buddha nella strofa precedente, la 51, del Dhammapada: “Deludenti come un fiore bello ma senza profumo …”.

Per fare la differenza nel mondo non occorre essere estremamente ricchi o influenti. Quello che occorre è abbinare la parola gentile con la retta azione. Questo va ricordato se vogliamo essere d’aiuto.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 7.dicembre

Il saggio 

Il silenzio non esprime profondità
se resti ignorante e non coltivato.
Come avesse una bilancia in mano
l’assennato soppesa le cose
salutari e non salutari
e arriva a conoscere
sia il mondo interiore che quello esterno.
Perciò l’assennato è detto saggio. 

  Dhammapada strofe 268-269

Quando dobbiamo affrontare un dilemma, quando semplicemente non sappiamo cosa fare, è importante riconoscere effettivamente che non lo sappiamo.

Sembra così ovvio che si dà per scontato. Ma se rallentiamo e veramente osserviamo con attenzione l’impulso della nostra attività mentale, riusciamo a sostare in una consapevolezza schietta e limpida dello stato del ‘non sapere’? O forse siamo per lo più intrappolati nel desiderio di sentirci sicuri?

Ci piace sentirci certi e tendiamo ad allontanare le sensazioni di incertezza.

Chi ha una consapevolezza ben allenata è capace di considerare molti diversi aspetti di una situazione. Non si limita a reagire all’incertezza sulla base di una preferenza condizionata.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 22.novembre

LUNA PIENA – Giovedì 22 Novembre 2018

L’assenza di paura

Chi si è liberato da ogni schiavitù
e ha raggiunto l’assenza di paura
chi è al di là degli attaccamenti 
e delle corruzioni                                          
lo riconosco come un grande essere.

  Dhammapada strofa 397

Poter dimorare in uno stato di “non paura” è sicuramente molto attraente, ma come riuscire a raggiungere una tale dimora? L’assenza di paura va trovata proprio nello stesso luogo in cui proviamo paura.

Non abbiamo bisogno che gli altri smettano di comportarsi nel modo in cui si comportano, né abbiamo bisogno di andare noi da qualche altra parte. Ma quello di cui abbiamo davvero bisogno è di guardare più profondamente nella realtà della paura che già sperimentiamo e farlo può incutere molto timore.

La tentazione di voltare le spalle a quello che ci spaventa può essere forte.

Per questo il Buddha voleva che sviluppassimo le qualità spirituali: consapevolezza, moderazione sensoriale, saggia riflessione.

Quando il nostro cuore è sostenuto da un salutare senso di fiducia in noi stessi che sorge quando le facoltà spirituali sono ben sviluppate, non ci sentiremo più tanto intimoriti dalla paura; ci interesserà piuttosto cosa la paura abbia da insegnarci.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 24.ottobre – Pavarana

La trasformazione

Chi trasforma
vecchie e inconsapevoli abitudini
in gesti freschi e salutari
fa luce nel mondo
come la luna libera dalle nuvole.

  Dhammapada strofa 173

Sarebbe un vero peccato considerare tutte le nostre ‘vecchie e inconsapevoli abitudini’ solo come tendenze importune di cui doverci liberare.

Come riciclare oggetti materiali è sensatamente riconosciuto più accorto che buttarli via casualmente, allo stesso modo si può trovare molta saggezza e bontà in quello che prima ci creava sofferenza.

L’arroganza è sempre offensiva, ma una volta purificata e non più presa per definire chi e cosa siamo, può trasformarsi in fiducia in se stessi.

L’ostinazione è sempre sgradevole, ma una volta purificata e non vista come ‘sé’, può esprimersi come risoluta determinazione.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 9.ottobre

LUNA NUOVA – Martedì 9 Ottobre 2018

L’impudenza

La vita sembra facile
per chi non conosce vergogna
per chi è impudente come un corvo,
arrogante, aggressivo
invadente e corrotto. 

  Dhammapada strofa 244

Anche se talvolta le persone elogiano un comportamento sfrontato, non significa che sinceramente lo ammirino. Spesso è solo che un comportamento del genere consente di divertirsi. A seconda dello stato d’animo in cui si trovano, le persone possono essere divertite da ogni sorta di atteggiamenti nocivi: violenza, rudezza, arroganza.

Ma quando lo stato d’animo cambia, lo stesso atteggiamento può creare, nella stessa misura, repulsione. Quando la mente è oscurata dall’egocentrismo, qualità come l’empatia e la compassione vengono messe facilmente in secondo piano.

È saggio prestare attenzione a cosa ci consentiamo di trovare divertente.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 24 settembre

LUNA PIENA – Lunedì 24 Settembre 2018

La felicità affidabile

È la saggezza 
che permette di lasciar andare
più lieve felicità
in cambio di più vasta
felicità.

  Dhammapada strofa 290

È innegabile che si possa trovare la felicità nel regno dei sensi. Tuttavia, il Buddha svelò che una felicità più affidabile e durevole si può conseguire all’interno di una consapevolezza ben coltivata. Finché non coltiviamo la consapevolezza, generalmente non vediamo al di là della felicità che nasce dalla gratificazione dei desideri sensoriali. Quando la consapevolezza è coltivata, allora scorgiamo i limiti inerenti in questa ricerca della felicità e arriviamo a conoscere la felicità dell’appagamento. Essere costantemente catturati dal desiderio è in realtà doloroso, ma possiamo capirlo solo quando abbiamo una qualche prospettiva sulla natura del desiderio. Il desiderio è un movimento che ha luogo in una realtà più ampia. L’apprezzare quella realtà più ampia è un’espressione di saggezza.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 9 settembre

LUNA NUOVA – Domenica 09 Settembre 2018

Non più spine

Se segui il sentiero
arriverai alla fine della sofferenza.
Avendolo visto di persona
insegno la Via
che toglie tutte le spine.

  Dhammapada strofa 275

Non è necessario muoversi nella vita nel costante timore di essere trafitti dalle frecciate della difficile interazione umana. Tutti gli esseri, incluso il Buddha, sono soggetti agli otto venti mondani: lode e biasimo, guadagno e perdita, piacere e dolore, ammirazione e indifferenza. Tuttavia, i risvegliati sono così totalmente trasparenti, così assolutamente liberi dalla resistenza, che sono sempre capaci di sintonizzarsi. Vivono senza ostacoli la relazione con qualsiasi cosa e con chiunque. Avendo percorso il sentiero fino alla fine, sanno senza alcun dubbio che attaccarsi significa soffrire. La saggezza gli mostra come tenere la vita senza creare dolore, senza sciuparla.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 26.agosto

LUNA PIENA – Domenica 26 Agosto 2018

L’importanza dei momenti trascurabili

Non ignorare la risonanza del male
pensando che finirà nel nulla.
Come la brocca si riempie
di pioggia che cade goccia a goccia
così col tempo lo stolto è incrinato
dalle azioni malvagie.

  Dhammapada strofa 121

È saggio ricordarci che di solito non ci accorgiamo di come si formano le abitudini.

Forse pensiamo che non sia importante quando chiudiamo un occhio riguardo al comportamento non etico di qualcun altro. Ma, dopo aver scelto più volte di trascurare quel che sta accadendo, scopriamo che ci siamo assuefatti a tale comportamento, in qualche modo siamo diventati insensibili.

Un approccio più accorto consiste nel registrare pienamente come l’essere testimoni di un abuso o di una corruzione ci tocchi nell’intero corpo-mente, e quindi nello studiare le nostre reazioni. È appropriato sentire avversione verso ciò che è errato, l’avversione si trasforma in odio solo quando ci attacchiamo ad essa, quando ci identifichiamo con essa. L’odio è sempre da evitare e non va mai agito, ma non dobbiamo temerlo tanto da diventare ciechi.

Dobbiamo proteggere la nostra sensibilità, sentire pienamente quel che sentiamo, ma imparare a non “diventare” quelle sensazioni.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 11.agosto

LUNA NUOVA – Sabato 11 Agosto 2018

Forma e spirito

Impareggiabile
è il profumo
della virtù
anche per i fiori
e per il legno di sandalo.

  Dhammapada strofa 55

Il semplice ma significativo messaggio di questi versi del Dhammapada è che abbiamo bisogno di fare attenzione a non restare eccessivamente colpiti dalle forme esteriori o dalla dimensione materiale delle cose.

Ovviamente, il profumo delle rose selvatiche può essere meraviglioso, ma la capacità del cuore di lasciar andare il risentimento e di perdonare, anche quando è difficile farlo, è più meravigliosa.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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