Luna piena – 5 luglio

LUNA PIENA – Contemplare il mondo – Domenica 5 Luglio 2020

Contemplare il mondo

Vieni, contempla questo mondo.
Guardalo: è un carro addobbato a festa.
Vedi come gli stolti sono rapiti
dalle proprie idee
mentre il saggio non nutre attaccamento.

  Dhammapada strofa 171

Il Buddha ci incoraggia a osservare il mondo in cui viviamo e a non lasciarcene ingannare; vedendo al di là del modo in cui semplicemente appare.

Quando consideriamo le molte sfide che dobbiamo affrontare, è saggio prestare attenzione non solo al livello superficiale dell’apparenza, ma anche a come noi osserviamo le cose. Certamente la fotografia di una spiaggia assolata, con la sabbia bianca e le palme, è affascinante, ma probabilmente non dovremmo dimenticare neppure le zanzare e le meduse.

Finché la nostra consapevolezza non è allenata, le nostre percezioni saranno piuttosto parziali. Tendiamo a vedere quel che vogliamo vedere e non quello che realmente è. E ricordiamo, c’è una differenza tra tenere con cura e l’attaccamento.

Il saggio non ha smesso di vedere la bellezza del mondo, ma non avvinghiandovisi più, ha smesso di rovinarne la bellezza.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

Ringraziamenti a Chandra per la traduzione.

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Luna piena – 5.giugno

LUNA PIENA – Non uscire – Venerdì 5 Giugno 2020

Non uscire

Nessuno è da considerarsi
degno di rispetto
a causa della sua nascita o della sua cultura
o di qualsiasi altra qualità esteriore.
È la purezza
la comprensione della verità
che decide di qualcuno il merito.

  Dhammapada strofa 393

Attribuiamo facilmente moltissimo valore alle apparenze esterne. Ma, poiché l’esperienza soggettiva della nostra esistenza è interiore – non viviamo nel mondo esterno, viviamo ‘dentro’- l’accento va sicuramente messo all’interno.

In particolare in questo periodo, in cui siamo stati soggetti a restrizioni, sappiamo quanto difficile possa sembrare non poter uscire all’esterno. E se vedessimo queste sensazioni di frustrazione come un’espressione di quello che il Buddha definiva ‘uscite compulsive’?

Finché il nostro cuore è inconsapevole dei benefici dello ‘stare a casa’, la nostra attenzione fluirà distrattamente all’esterno, seguendo le immagini, i suoni, gli odori, il gusto e via dicendo, rincorrendo la polvere del mondo.

Quando seguiamo ciecamente gli oggetti dei sensi, ci ritroviamo con la polvere negli occhi. I saggi, invece, hanno imparato a stare a casa, a dimorare come consapevolezza, a vedere il mondo con la limpidezza della comprensione e la sensibilità della compassione.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

Ringraziamenti a Chandra per la traduzione.

Le strofe utilizzate in queste Riflessioni mensili sono tratte da “Dhammapada per la contemplazione”, edizione italiana a cura del monastero Santacittarama. Per una interpretazione più letterale, vi invitiamo a consultare altre traduzioni.

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Luna piena – 7 maggio – Vesakha Puja

Cercare l’appagamento

Far male agli esseri viventi
che come noi cercano appagamento
significa far male a noi stessi.

  Dhammapada strofa 131

È abbastanza ovvio cosa significhi vivere in modo inoffensivo se prendiamo come riferimento la relazione con gli altri esseri viventi, ma cosa significa se rivolgiamo l’attenzione dentro di noi?

Cosa significa vivere in modo inoffensivo quando ci riferiamo a tutti quegli ‘esseri viventi’ che occupano i nostri mondi interiori; come ci relazioniamo a essi?

Se ci sentiamo bloccati da un malumore, o più dolorosamente del tutto sopraffatti da intense emozioni negative, riusciamo a incontrare questi ‘esseri’, a riceverli veramente così come sono, e in questo modo a liberarli? O li giudichiamo e li combattiamo aggravando la sofferenza?

Tutti gli esseri desiderano ardentemente essere liberi, compresi quegli esseri sgradevoli, indesiderati che abbiamo tenuto imprigionati dentro di noi tanto a lungo.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

Ringraziamenti a Chandra per la traduzione.

Le strofe utilizzate in queste Riflessioni mensili sono tratte da “Dhammapada per la contemplazione”, edizione italiana a cura del monastero Santacittarama. Per una interpretazione più letterale, vi invitiamo a consultare altre traduzioni.

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Luna piena – 8.aprile

Visioni distorte

Opinioni distorte
che additano come giusto ciò che è sbagliato
e sbagliato ciò che è giusto
portano gli esseri alla disgregazione.

  Dhammapada strofa 318

Il modo in cui vediamo le cose definisce il modo in cui ci relazioniamo alle cose stesse.
Se per esempio, per noi è gradevole stare sdraiati al sole, potremmo allora passare ore all’aperto immergendoci nel calore. Ma quando veniamo a conoscenza dell’elevato rischio di cancro alla pelle dovuto all’eccessiva esposizione alla varietà dannosa di raggi UV, siamo più disposti a trattenerci, anche se il pensiero di sdraiarci al sole resta attraente.

A livello più sottile, se percepiamo l’aggrapparci a pensieri di risentimento come a qualcosa di nutriente, allora siamo inclini ad attaccarci a tali pensieri.

Se studiamo gli insegnamenti del Buddha al punto da poter vedere come essere catturati dal risentimento porta alla confusione e alla depressione, allora siamo disposti a lasciar andare tale negatività. Nel lasciar andare forse troveremo un nuovo livello di appagamento.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

Ringraziamenti a Chandra per la traduzione.

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Luna piena – 8.marzo

La vitalità

La consapevolezza ricettiva apre alla vita
la fuga nella distrazione
è un sentiero di morte
chi è consapevole è totalmente vivo
chi è distratto
è come fosse già morto.

  Dhammapada strofa 21

Se siamo convinti che una durevole vitalità sia qualcosa che possiamo trovare nel futuro, in una situazione diversa da quella attuale, perdiamo l’allineamento con la realtà di questo momento.
È questa la distrazione. La nostra sarebbe solo una sorta di vita, con una parte di noi non veramente presente. E da qui la costante sensazione che manchi sempre qualcosa.

Quello che manca è una consapevolezza ben coltivata, capace di apprezzare quello che accade qui e ora. I nostri insegnanti di Dhamma ci incoraggiano a lasciar andare le fantasie sul futuro, anche se questo non significa affatto ignorare l’immaginazione. Significa piuttosto essere totalmente consapevoli che le fantasie sono fantasie.

Sono come le fotografie: possono innescare forti emozioni, ma quando le giriamo, sono bianche. Non ci viene chiesto di lasciar andare niente di sostanziale.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 8 febbraio

Stabilire le priorità

Non tua madre non tuo padre
né chiunque della famiglia
può darti dono più prezioso
di un cuore ben diretto.

  Dhammapada strofa 43

Iniziare e concludere ogni giornata dedicandosi a rituali pieni di significato può essere un modo abile per mantenerci sul cammino.
Non ci inchiniamo al Buddha od offriamo l’incenso perché crediamo che la figura del Buddha abbia il potere di proteggerci. Piuttosto, manteniamo questi impegni perché abbiamo fiducia che nel nostro cuore ci sia il potenziale di risvegliarci al di là di tutti i relativi bisogni e le proiezioni.

Considerando il livello emozionale delle nostre vite, alcuni cercano un terapeuta nel tentativo di trovare quello che sentono di aver perduto; e così facendo vecchie ferite possono guarire e può ritornare la gioia di vivere. In questo caso, la figura del terapeuta risponde ai bisogni emozionali. Forme come inchinarsi e fare offerte a un altare rispondono ai nostri bisogni spirituali e così il nostro cuore può scoprire cosa significhi essere ben diretto.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 9.Gennaio

LUNA PIENA – La narrazione di storie – Giovedì 9 Gennaio 2020

La narrazione di storie

Scambiando la falsità per verità
la verità per falsità
si vive immersi nella menzogna.
Ma vedendo il falso come falso
e il vero come vero
si vive in impeccabile verità.

  Dhammapada strofe 11 e 12

Quanto tempo trascorriamo nella narrazione di storie e quanto ne dedichiamo per allinearci alla realtà?
Certo, ci sono momenti in cui la narrazione è autenticamente significativa. Non tutto può essere spiegato razionalmente. Le storie spesso servono come approssimazioni che alludono alla realtà in modi impossibili per il pensiero lineare, logico.
Tuttavia, la narrazione compulsiva è un ostacolo. 
Per esempio, ci sono storie che forse hanno uno scopo utile in una prima fase della nostra vita ma che ora ci impediscono di procedere.
Potremmo raccontarci che le limitazioni che sentiamo sono definitive mentre in realtà non lo sono. O continuare a raccontarci che non possiamo lasciar andare il passato quando di fatto possiamo. Abbiamo già lasciato il passato. Quel che c’è ora è un ricordo di qualcosa accaduto nel passato. Quel che è accaduto nel passato e il ricordo che ne abbiamo non sono la stessa cosa.

E qui sta l’opportunità sempre presente di un nuovo inizio.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 11 dicembre

La non rappresaglia

Se ti parlano con durezza
fatti silenzioso come un gong spezzato;
non rivalersi è segno di libertà.

  Dhammapada strofa 134

L’impulso a contraccambiare quando ci parlano con durezza può sembrare molto giusto.
Ma in questi versi, il nostro Maestro, il Buddha, consiglia la saggia moderazione.
Il silenzio non denota necessariamente debolezza. Può sembrare così, ma il modo in cui le cose appaiono essere all’esterno e come in effetti sono in termini di realtà può essere totalmente diverso.

In questo momento dell’anno, molte piante del giardino sembrano completamente morte (per lo meno per quelli di noi che vivono nell’emisfero nord). Per fortuna però, conosciamo abbastanza il giardinaggio da non strappare impulsivamente tutte le piante solo perché a dicembre non hanno un bell’aspetto.

Vivere la nostra vita in modo allineato con il sentiero della vera libertà richiede una qualità di discernimento capace di vedere al di là della mera apparenza di superficie.
Il nostro impegno all’addestramento spirituale è al servizio dello sviluppo di questo discernimento.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 11.novembre

La responsabilità

Come il ferro è corroso
dalla propria ruggine
corroso dal suo stesso agire
è colui che compie il male.

Dhammapada strofa 240

Contrariamente a quanto ci potremmo aspettare, ammettere la parte che svolgiamo nel determinare la qualità delle nostre vite può essere energizzante.
Se non ci è stata insegnata in giovane età la legge del khamma, possiamo facilmente farci l’idea che sono gli altri a definire la qualità della nostra vita. Presumiamo di aver bisogno che gli altri agiscano e parlino in modi che non ci offendano.

Gli insegnamenti del Buddha ci dicono che essere confusi o appagati è il risultato delle nostre azioni. Ovviamente, sperimenteremo sempre il mondo esterno come piacevole o spiacevole.
È però una scelta aggiungere a queste esperienze l’indulgere nel mi piace e nel non mi piace.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 13.ottobre

Stare in silenzio

Chi parla molto
non vuol dire che sia ispirato dalla saggezza.
Il saggio si riconosce
perché è in pace con la vita
libero da ostilità e paura.

  Dhammapada strofa 258

A volte ci sentiamo obbligati ad avere un’opinione assolutamente su tutto.
Cosa accade se, ciononostante, invece di esprimere come di consueto la nostra opinione su qualche argomento, rimaniamo risolutamente silenziosi e ascoltiamo: ascoltiamo intenzionalmente all’esterno quello che dicono gli altri e ascoltiamo all’interno la nostra mente.
Può essere difficile sentirsi in pace con il mondo, specialmente con così tanta disgregazione intorno a noi.
Possiamo tuttavia dare un utile contributo addestrando la nostra attenzione ad ascoltare con delicatezza.
Nel percorso, possiamo per esempio imparare quanto la nostra mente si riempia di rumore a causa del costante essere d’accordo o in disaccordo con tutto quello che udiamo.
Non avere un’opinione su qualcosa non equivale necessariamente a una debolezza.
Con una saggia moderazione, forse una sorta di pace potrebbe emergere dal caos.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 13.settembre

La forza interiore

La forza della pazienza
è la risorsa degli esseri nobili:
possono venire incatenati,
sopportare attacchi fisici e verbali
senza abbandonarsi al rancore.

  Dhammapada strofa 399

Probabilmente abbiamo già familiarità con forme esteriori di forza, ma vale la pena anche allenarsi a riconoscere forme interiori di forza.
In questa strofa del Dhammapada il Buddha chiama la pazienza la risorsa degli esseri nobili.
La disponibilità ad avere pazienza con le situazioni, specialmente quando sembrano insopportabili, è una potente forma di auto-protezione. Non è il modo in cui gli altri si comportano con noi che disturba, la causa dei problemi è come reagisce il nostro cuore non addestrato.
Sono il risentimento e la paura che in realtà turbano e non quello che vediamo e sentiamo accadere.
Chi ha la capacità di restare centrato e vigile, anche quando la sensazione invoglia a reagire, non ne resta turbato.
Quando poi agisce, c’è più probabilità che il suo contributo conduca all’armonia e non semplicemente a intensificare l’agitazione.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 15.agosto

La bontà

Se compi un’azione salutare
falla di nuovo.
Gioisci nel ricordarla. 
Il frutto della bontà è la contentezza.

  Dhammapada strofa 118

Fare il bene è facile: un momento di gentilezza intenzionale o lo sforzo di essere un po’ più pazienti. E il frutto di queste azioni salutari è la contentezza.

Per questo il Buddha ci incoraggia a prenderci del tempo per assaporare i frutti della bontà. Di solito diamo valore a caratteristiche come l’intelligenza e la popolarità ma dovremmo verificare e valutare se investire in queste qualità conduca realmente alla contentezza.

Non è che cercare di essere sempre vincitori e in vista porti a più scontentezza? Non crediate che coltivare la bontà sia difficile o che non abbia effetto.

Con auguri di ogni bene,

Bhikkhu Munindo

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Luna piena – 16.luglio – Asalha Puja

LUNA PIENA – Conseguenze – Asalha Puja – Martedì 16 Luglio 2019

Conseguenze

Evita di parlare agli altri con durezza:
la parola aspra provoca rivalsa.
Chi viene ferito dalle tue parole
può di rimando ferirti.

  Dhammapada strofa 133

 

Che le nostre azioni intenzionali abbiano conseguenze è una lezione di base nella vita.
Questa strofa ci mostra come un linguaggio incurante abbia conseguenze dolorose.
Dovremmo saggiamente considerare come sia vero anche il suo opposto, ossia le conseguenze positive di un parlare rispettoso e ponderato.
Questo insegnamento è così semplice che potremmo trascurare la sua importanza reale.
Per tale motivo concediamoci di soffermarci e cogliere l’occasione di osservare la sua veridicità nella nostra quotidianità.
Come ci sentiamo dopo aver seguito un impulso offensivo? Probabilmente all’inizio potremmo sentirci sollevati essendoci liberati di un risentimento o di una frustrazione repressi. Ma il giorno dopo o la settimana successiva? E al contrario, come ci sentiamo quando ci rammentiamo di esserci impegnati a non causare danno agli altri?

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

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Luna piena – 17.giugno

A poco a poco

A poco a poco
passo passo
il saggio asporta le sue impurità
come l’orafo dall’oro le scorie.

  Dhammapada strofa 239

Questa contemplazione segue armonicamente quella del mese scorso. Suggerisce di nuovo un rallentamento e, potenzialmente, l’apprezzamento di un approccio più gentile alla vita.
Quando siamo di corsa, la nostra lettura della realtà del momento è meno affidabile.
Se abbiamo troppa fretta di arrivare all’oro puro, tendono ad accadere degli imprevisti.
Rallentare non significa per forza essere lenti. Può significare anche adottare una prospettiva che rivela gli aspetti più sottili dell’esperienza.
Noi notiamo senza difficoltà la dimensione di superficie dell’esperienza, ‘il modo in cui le cose appaiono’, ma non siamo capaci di vedere più in profondità.
Per vedere con chiarezza cosa effettivamente determina come ci relazioniamo alle esperienze, ci vuole un certo grado di saggezza. Un approccio graduale è di vantaggio per scoprire di persona cosa conduce a maggior benessere e cosa invece a più impedimenti.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 18.maggio – Vesakha Puja

Il massimo beneficio

Come con un mazzo di fiori
si possono intrecciare ghirlande
con questa nostra esistenza umana
possiamo fare ghirlande
di nobili azioni.

  Dhammapada strofa 53

Tutti noi ben conosciamo quelle fasi della vita in cui ci ritroviamo a dover rallentare. Forse a causa di una qualche limitazione fisica che ci obbliga ad adattarci. O forse per una scelta consapevole, perché sospettiamo che procedere sempre veloci faccia rischiare di perdersi.

Qualsiasi sia la causa, può rivelarsi un dono inaspettato e gratificante scoprire che rallentando possiamo avere una nuova e più significativa prospettiva sull’esistenza umana. Invece di sentire di dover sempre reagire a quello che i sensi registrano, le impressioni sensoriali della vista, dell’udito, dell’olfatto, del gusto, del tatto, e le impressioni mentali, può cominciare a risvegliarsi un interesse nel non dover semplicemente reagire. 

Con questa prospettiva ci troviamo in una posizione migliore per riconoscere il potenziale di generare un vero beneficio per noi stessi e per gli altri. Confrontate la felicità che sorge dall’ottimizzare quello che già abbiamo con l’infelicità associata al voler sempre di più.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 19.aprile

Il perfetto equilibrio

È giusto essere disciplinati nel corpo.
È giusto essere disciplinati nella parola.
È giusto essere disciplinati nella mente.
È giusto essere disciplinati in tutto.
Il rinunciante che disciplina ogni suo aspetto
realizza la libertà dalla sofferenza.

  Dhammapada strofa 361

Nel suo primo insegnamento, La Messa in Moto della Ruota della Legge, il Buddha parlò dei limiti conseguenti all’essere intrappolati dalla tendenza al ‘mi piace non mi piace’. Proseguì poi spiegando i profondi benefici derivati dalla coltivazione della Via di Mezzo, la prospettiva del perfetto equilibrio.

Finché non ci accorgiamo come perderci in stati d’animo piacevoli significhi inevitabilmente perdersi anche negli stati d’animo spiacevoli, rischiamo di fare della vita una battaglia senza fine. Questa lotta apparentemente incessante è il diretto risultato del non apprezzare il potere della moderazione saggia.

Indulgere nel mi piace e nel non mi piace non è l’unica opzione. Se addestriamo l’attenzione a osservare abilmente questi movimenti della mente che chiamiamo ‘attrazione e repulsione’, possiamo scoprire una prospettiva del tutto diversa. E questa prospettiva non diminuisce affatto la capacità di sperimentare le naturali gioie e dispiaceri della vita; proprio l’opposto.

L’attenzione ben addestrata ha il potere di liberarci dalla paura di restare smarriti e confusi dalle vicissitudini della vita. La moderazione accorta ci fornisce quello di cui abbiamo bisogno per trasformare le battaglie in saggezza.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 20.marzo

Uno con l’Increato

Per vite innumerevoli ho vagato
cercando invano
il costruttore della casa
della mia sofferenza.
Ma ora ti ho trovato, costruttore
di nulla da oggi in poi.  
Le tue assi sono state rimosse
e spezzata la trave di colmo.
Il desiderio è tutto spento;
il mio cuore, unito all’increato.

  Dhammapada strofe 153-4

La brama (il costruttore della casa) causa attaccamenti alle idee e alle opinioni (le case) e noi finiamo per sentirci obbligati a spendere una grande quantità di energia nel conservarle. L’attaccamento alle idee e alle opinioni può creare un relativo senso d’identità; tuttavia questo approccio alla ricerca della sicurezza è energia eccessiva e sostanzialmente inaffidabile. Il consiglio del Buddha è invece di investire la nostra energia nel trovare una dimora veramente sicura, un senso d’identità affidabile, e cioè nella consapevolezza stessa: la consapevolezza silenziosa, priva di un sé, spaziosa, il puro conoscere. È questo l’Increato a cui si riferiva il Buddha. Anche avere fiducia in questa possibilità richiede energia, ma lo sforzo non deve esaurirci. In effetti, questa fiduciosa disposizione genera energia riducendo l’impulso a incentivare il ‘me’ e l’’a modo mio’, il che significa che la nostra attenzione è disponibile per ascoltare gli altri.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 19.febbraio – Magha Puja

 

Dipendenza dalla distrazione

Come un pesce trascinato via
dalla sua casa sott’acqua
e scagliato sulla terraferma
si dibatte
così freme il cuore
quando viene rapito
alla corrente di Mara.

  Dhammapada strofa 34

Quando la vita ci appare gradevole, tendiamo a pensare “Le cose dovrebbero essere sempre così.”

Ovviamente, una parte di noi sa che la vita non può essere sempre piacevole, tuttavia l’abitudine all’inconsapevolezza ce lo fa dimenticare. Quando lo dimentichiamo crediamo alle supposizioni su come le cose dovrebbero essere e perdiamo la prospettiva su come effettivamente sono.

Queste abitudini d’inconsapevolezza sono uno dei modi di comprendere cosa il Buddha intendesse con la ‘corrente di Mara’.

Quando non siamo attenti, ci lasciamo distrarre dalle supposizioni e dalle fantasie e queste distrazioni si trasformano in abitudini che può essere difficile lasciar andare. Così, se il nostro impegno nel lavoro spirituale ci fa sentire messi a dura prova, addirittura vacillanti, non deduciamo automaticamente che qualcosa stia andando male.

Ritrarsi da una dipendenza alla distrazione ( Withdrawing from an addiction to distraction ) è un duro lavoro, tuttavia fortunatamente sono in molti ad aver percorso questa via prima di noi e ci dimostrano che è fruttuosa.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 20.gennaio

LUNA PIENA – Domenica 20 Gennaio 2019

Forza e debolezza

Chi ha rinunciato
all’uso della forza
nel rapporto con gli altri
deboli o forti che siano
chi non uccide né fa uccidere
è da ritenere un grande essere.

  Dhammapada strofa 405

La delicatezza con cui terremmo un bambino piccolo chiaramente non è un segno di debolezza.

La sensibilità con cui ascolteremmo un amico che ha subito una perdita ugualmente non sarebbe ritenuta una debolezza.

Comportarsi con umiltà riconoscendo la parte che possiamo aver avuto nel contribuire alla sofferenza di altre persone ugualmente non sarebbe, si spera, considerata un segno di debolezza.

Ciò che talvolta viene visto come debolezza è di fatto forza.

Al contrario, nascondersi dietro un’ostentazione di invulnerabilità, rifiutarsi di chiedere aiuto quando è chiaro che ne abbiamo bisogno, essere incapaci di provare empatia di fronte al dolore degli altri, queste sono di fatto forme di debolezza a cui gioverebbe un’accurata attenzione. 

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 22 dicembre

Volendo essere d’aiuto

Come un fiore            
dal delizioso profumo
è la parola saggia e amorevole
accompagnata dalla retta azione. 

  Dhammapada strofa 52

Quando parliamo e agiamo in modo onesto, facciamo un dono al mondo.

Quando parliamo e agiamo in modo disonesto contribuiamo alla confusione.

Il presupposto che ‘tutti mentono’ è a dir poco tragico.

Dire che faremo qualcosa e poi non agire di conseguenza crea sfiducia, come dice il Buddha nella strofa precedente, la 51, del Dhammapada: “Deludenti come un fiore bello ma senza profumo …”.

Per fare la differenza nel mondo non occorre essere estremamente ricchi o influenti. Quello che occorre è abbinare la parola gentile con la retta azione. Questo va ricordato se vogliamo essere d’aiuto.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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