Luna piena – 27.luglio – Asalha Puja

LUNA PIENA – Asalha Puja – Venerdì 27 Luglio 2018

Guardare dentro

Non soffermarti sugli errori
e i difetti degli altri;
cerca invece di esaminare
con chiarezza i tuoi.

  Dhammapada strofa 50

È comprensibile se utilizziamo tempo ed energia per guardare chi ci sta accanto e vedere se siamo al sicuro. Ma dobbiamo anche dedicare tempo ed energie per guardare dentro di noi, investigando l’affidabilità delle nostre percezioni.

Se non mettiamo attentamente in discussione le assunzioni che accumuliamo durante il corso della vita, possiamo facilmente avere pregiudizi che risultano completamente ingiustificati. Ad esempio, per aumentare il senso di fiducia in noi stessi, potremmo iniziare a credere di sapere ciò che è buono per gli altri, senza nemmeno mettere in discussione le basi di tale assunto.

È già molto difficile conoscere la nostra stessa mente tanto più quella altrui.

Per questo il Buddha raccomandò di imparare prima ad essere completamente onesti riguardo ai propri limiti e solo poi dire agli altri come vivere la propria vita.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

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Luna nuova – 12.luglio

L’irreversibilità

Meglio del dominio sul mondo intero
meglio dell’andare in paradiso
meglio che comandare l’universo
è dedicarsi alla Via senza ripensamenti.

  Dhammapada strofa 178

In quale direzione guardiamo quando cerchiamo la sicurezza? Alcuni guardano verso una felicità più grande. Altri cercano un maggior senso di indipendenza e di controllo.

Il consiglio del Buddha è di stabilizzarsi in un irreversibile impegno alla Verità. Il Buddha dice che aver raggiunto uno stadio di risveglio che è irreversibile, noto come Entrata Nella Corrente, offre una sicurezza incomparabile, migliore di qualunque livello di felicità convenzionale o di qualunque stato di potere mondano.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 27.giugno

LUNA PIENA – Mercoledì 27 Giugno 2018

Il potere della parola

Guardati dalla parola affettata
e sii consapevole di ogni cosa che dici.
Rinuncia alla parola scaltra  
e coltiva ciò che è salutare. 

  Dhammapada strofa 232

Oggigiorno, forse più che in qualsiasi altro tempo, a causa della tecnologia, corriamo il rischio di essere disattenti nei confronti della parola. Non intendo incolpare la tecnologia, ma solo notare come amplifichi le conseguenze del nostro agire. Il Buddha identificava tre tipi di attività (kamma): l’azione intenzionale del corpo (kayakamma), l’azione intenzionale della parola (vaccikamma), l’azione intenzionale della mente (manokamma). Tutte e tre hanno delle conseguenze, ma probabilmente, riguardo alla parola, sottovalutiamo queste conseguenze. Considerate come dei commenti avventati possano avere effetti dannosi di vasta portata. E come, analogamente, dei commenti attentamente valutati possano fare un’enorme differenza per il benessere di un altro.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 12.giugno

LUNA NUOVA – Martedì 12 Giugno 2018

Riflettere con saggezza

Coloro che in gioventù
non scelgono una vita di rinuncia
né ricavano un buon profitto dal lavoro 
finiscono vecchi aironi intristiti
presso uno stagno senza pesci.

  Dhammapada strofa 155

In inglese c’è un proverbio: “Fai il fieno finché il sole brilla”.

Il significato del detto è semplice: è saggio agire quando le condizioni sono favorevoli. L’esempio contenuto nella strofa 155 del Dhammapada si spinge oltre, illustrandoci cosa accade quando non agiamo con saggezza.

Fintanto che i nostri sforzi di programmazione del futuro sono accompagnati dalla consapevolezza libera da giudizio dell’intero corpo-mente, non dobbiamo preoccuparci di perdere il radicamento nella realtà del momento presente. Rischiamo di smarrirci solo quando non ci siamo adeguatamente allenati con la saggia riflessione.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 29.maggio – Vesaka Puja

Riflessioni sul Dhammapada

LUNA PIENA – Vesakha Puja – Martedì 29 Maggio 2018

Veramente meritevole

Chi conosce ciò che non è nato
chi è libero e placato
chi ha abbandonato il desiderio
è il più nobile degli esseri.

  Dhammapada strofa 97

In questo giorno di luna piena di maggio, che noi chiamiamo Vesakha Puja, riflettiamo su quello che il Buddha sosteneva fosse la cosa più meritevole di attenzione.

Siamo già ben informati riguardo al mondo ‘creato’, e cioè tutte le condizioni che vediamo sorgere e terminare. E molte volte abbiamo ascoltato che tutto quello che nasce muore, tutto quello che sorge termina, tutti i fenomeni condizionati sono in uno stato di perpetuo cambiamento.

La comprensione del Buddha ci mostra che è possibile risvegliarci a quello che chiamiamo ‘l’incondizionato’, ‘l’increato’, ‘la realtà immutabile’. La comprensione di tale realtà, insegnò, è ciò che è veramente affidabile e pertanto davvero degno di attenzione.

Dunque, come si arriva a questa comprensione? Un approccio potrebbe essere semplicemente continuare a porsi le giuste domande: Cos’è l’increato? Cos’è l’incondizionato? Cos’è che non muore? Allora riflettiamo che ogni condizione, ogni idea, ogni sensazione che sorge quando ci facciamo queste domande, non è l’incondizionato, e continuiamo a lasciar andare.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Osvaldo Sudhammo

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Luna nuova – 14.maggio

LUNA NUOVA – Lunedì 14 Maggio 2018

La radiosità

Di giorno brilla il sole
la luna brilla di notte.
Ma giorno e notte
risplende il Buddha
nella gloria della luce.

  Dhammapada strofa 387

È innegabile che guardandoci attorno vediamo tanta oscurità. Ed è naturale pensare che un po’ della ‘radiosità del Buddha’ sarebbe molto utile in questo momento.

Ma dove immaginiamo di trovare la radiosità del Buddha? I nostri pensieri tornano all’India antica di 2600 anni fa o ai Maestri risvegliati che vivono da qualche parte nelle foreste?

Il Buddha insegnava che questa radiosità da lui già realizzata esiste nel cuore umano quando è libero da un esasperato senso di auto importanza. Un senso esagerato di auto importanza dà origine all’avidità, all’odio e all’illusione che ostacolano la luce naturale, la limpidezza e la gentilezza presenti come potenziali dentro di noi.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 29.aprile

Riflessioni sul Dhammapada

LUNA PIENA – Domenica 29 Aprile 2018

Compassionevole e reale

I discepoli del Buddha
sono pienamente svegli
giorno e notte immersi              
nella gioia della compassione.

  Dhammapada strofa 300

Non è sempre ovvio cosa significhi essere compassionevoli.

Come presumiamo debba sembrare dall’esterno un’azione compassionevole può non coincidere con l’espressione di un’autentica compassione. Perché la compassione sia reale dobbiamo conoscere cosa ci motiva ed essere veramente in contatto con il nostro corpo.

La vera compassione richiede di lasciar andare le idee su come potremmo apparire e di aver fiducia nelle nostre ben ponderate, salutari intenzioni.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 14 aprile

Riflessioni sul Dhammapada

LUNA NUOVA – Sabato 14 Aprile 2018

Non ovvio

Una volta presi nella rete 
rari sono gli uccelli che sfuggono.
In questo mondo di illusione
rari coloro che vedono una via alla libertà.

  Dhammapada strofa 174

Non è facile vedere oltre le illusioni che annebbiano la nostra mente. Ma possiamo addestrare le nostre percezioni; non siamo obbligati a credere a quello che gli altri ci hanno detto.

Il Buddha voleva che conoscessimo la verità personalmente.

Talvolta ci preoccupiamo terribilmente di qualcosa che più tardi scopriamo non essere affatto importante. Le impressioni mentali possono un momento sembrare estremamente convincenti, e in un altro essere percepite in tutt’altro modo. Quando accade, è saggio registrare come il mondo possa essere illusorio.

Non c’è niente di sbagliato nell’essere così del mondo, come non c’è niente di sbagliato nel sognare quando andiamo a dormire la sera. Ma ovviamente è necessario sapere che i sogni sono sogni, non sono la realtà.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 31.marzo

Riflessioni sul Dhammapada

LUNA PIENA – Sabato 31 Marzo 2018

La semplicità

Una sola parola vera
che acquieta la mente
è meglio di mille
futili parole.

  Dhammapada strofa 100

‘Mantenere le cose semplici’ ed ‘essere semplicistici’ non è la stessa cosa.

Il primo è un approccio intelligente alla vita, il secondo è la tendenza a evitare.

Le miriadi di condizioni mutevoli che tutti affrontiamo quotidianamente possono far sembrare la vita molto complessa. Ma se addestriamo con abilità l’attenzione, la nostra consapevolezza può restare aperta, sensibile e ricettiva senza farsi distrarre e confondere dalle condizioni.

C’è un’arte nel mantenere la flessibilità senza diventare irresoluti. O, dalla prospettiva opposta, mantenere la concentrazione senza diventare rigidi.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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La Gratitudine

La presa di coscienza della nostra interdipendenza ci fa vedere come le nostre vite sono sostenute da una complessa rete tessuta dal lavoro di innumerevoli persone.

Senza tutte le azioni quotidiane – visibili e invisibili – che altri compiono non ci sarebbe possibile vivere.

La gratitudine è il gioioso riconoscimento di questa realtà.

Iniziare la propria giornata con un “grazie alla vita” per tutto ciò che riceviamo è la premessa per il risveglio spirituale. La gratitudine per ciò che di buono c’è nella nostra vita ci fornisce la base per affrontare e superare le difficoltà; ci fornisce la chiave per aprire il nostro cuore al ‘bene’ comune.

Sentimenti di gratitudine sono sempre accompagnati da un più elevato stato vitale e dall’ampliamento delle nostre facoltà. E più la nostra vita si espande, più profondo diventa il nostro senso di gratitudine, tanto da permetterci di accogliere perfino le difficoltà che ci troviamo ad affrontare.

Essere in grado di voltarsi indietro e apprezzare le proprie lotte è segno di forza morale. Essere capaci di accogliere con gratitudine persino le prove più severe, con pazienza, fede e fiducia, saggezza e amore, radicati nel profondo convincimento della vittoria finale, è espressione della condizione vitale di assoluta libertà del Buddha.

L’essenza stessa del Buddhismo.

Al contrario l’ingratitudine è una conseguenza dell’arrogante illusione che siamo totalmente separati gli uni dagli altri e da ciò che ci circonda. Perdere di vista la realtà della nostra interdipendenza ci rende facili prede degli impulsi distruttivi dell’avidità, dell’avversione e dell’ignoranza.

Conservare un senso profondo di gratitudine mette le nostre vite in collegamento con questo impulso. Agire in base a questo senso di apprezzamento – ripagare i debiti di gratitudine – significa agire in accordo con il ritmo stesso dell’universo.

Sviluppare il proprio carattere, sostenere ciò che accresce la vita e opporsi a ciò che la sminuisce, intraprendere azioni basate su un coraggioso spirito umanitario – questo è ciò che dà piena espressione alla nostra umanità ed innata dignità della vita. Questo può essere considerato il vero spirito della religione.

La trasformazione della società e la pace sono possibili mettendo in pratica questo spirito. In questo seminario ripercorreremo alcune esperienze della nostra vita per esprimere la nostra gratitudine verso i nostri genitori, perché è tramite loro che siamo nati e che siamo connessi con la più grande rete dell’esistenza; verso tutti coloro che ci hanno educato al bene, i nostri maestri/e che con i loro insegnamenti hanno contribuito a formare il nostro carattere attraverso un’influenza positiva; verso la società che rappresenta il luogo dove operiamo.

In questo senso i genitori, gli educatori e la società in cui viviamo fungono da sostegno alla vita. Possono anche rappresentare la compassionevole natura fondamentale dell’universo, il principale impulso evolutivo della vita che la fa muovere verso la realizzazione del suo pieno potenziale. 

 

Mario Thanavaro

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Luna nuova – 16 marzo

Riflessioni sul Dhammapada

LUNA NUOVA – Venerdi 16 Marzo 2018

Appagamento

Non accontentarti 
di attenerti alle regole
e ai regolamenti 
né di ottenere una vasta erudizione.
Non sentirti soddisfatto
perché raggiungi l’assorbimento meditativo
né perché dimori
in beata solitudine. 
Dovresti essere contento
solo quando arrivi
al completo sradicamento
di ogni forma di ignoranza e inganno.

  Dhammapada strofa 271-272

Quando sembra che tanto stia accadendo intorno a noi, potremmo sentirci incerti a cosa prestare attenzione. Se ci interessa raggiungere il vero appagamento, allora, come dice il Buddha in questi versi, è bene fare attenzione all’ignoranza e alla presunzione. Se riusciamo a essere consapevoli della misura in cui l’ossessione dell’‘io’ e del ‘a mio modo’ siano centrali in così tanti problemi, sia nostri che di altri, saremo naturalmente interessati a creare dei cambiamenti. In effetti, già vedere con chiarezza come prendere tanto seriamente ‘io’ e ‘a mio modo’ sia una causa primaria di tanta sofferenza può essere sufficiente ad accelerare il lasciar andare. Non dobbiamo convincerci a lasciar andare, semplicemente accade.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 1 marzo

Riflessioni sul Dhammapada

LUNA PIENA – Magha Puja – Giovedì 1° Marzo 2018

Pieno apprezzamento

Quando sinceramente apprezziamo 
la benefica purezza delle nostre azioni
siamo ricolmi di gioia;
sia ora che in futuro 
celebriamo la gioia. 

  Dhammapada strofa 16

La maggior parte di noi possiede facoltà critiche già ben sviluppate.

Il Buddha ci incoraggia a esercitare anche la nostra capacità di apprezzamento. Quando accendiamo la luce della consapevolezza apprezzante sulle conseguenze piacevoli delle azioni abili, il risultato è la gioia. Ciò che è salutare si rinvigorisce quando è consciamente apprezzato.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 14.febbraio

Riflessioni sul Dhammapada

LUNA NUOVA – Mercoledì 14 Febbraio 2018

Non distrarsi

Se conosci la tua strada
percorrila fino in fondo.
Non permettere alle richieste degli altri
per quanto insistenti
di distrarti.

  Dhammapada strofa 166

Quando il nostro cuore è a suo agio può succedere di sentirci come se tutto quanto andasse bene nel mondo. Ma sappiamo che anche quando ci sembra così, per gli altri la vita è una sfida intensa e non sembra affatto che tutto vada bene.

Quindi, è appropriato spendere del tempo e impegnarsi per sviluppare un senso di appagamento interiore o provare empatia significa essere sempre consapevoli della sofferenza degli altri? Quando il Buddha mette in guardia dal permettere ai bisogni degli altri di distrarci, indica dove va posta la priorità.

Il fatto è che quando perdiamo la connessione con il profondo benessere interiore, restiamo più facilmente catturati dalle forze dell’illusione.

Nella pratica è saggio imparare come procedere in modo che la via possa sistematicamente rinfrescarci e rinnovarci, cosicché quando incontreremo le forze dell’illusione, potremo investigarle senza farci trascinare giù.

Essere in possesso di questa forza è avere qualcosa di davvero valido da condividere.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 31 gennaio

 

Al di là della sofferenza

Lascia cadere il passato.
Lascia cadere il futuro.
Lascia cadere il presente.
Con cuore libero
raggiungi l’altra sponda
al di là della sofferenza.

  Dhammapada strofa 348

‘L’altra sponda’, di cui parla il Buddha, quel luogo che è al di là della sofferenza, esiste già. Non dobbiamo crearla l’altra sponda, come non dobbiamo creare il Dhamma.

Anche il Buddha non ha creato il Dhamma, l’ha realizzato.

I nostri sforzi nella pratica devono essere mirati a vedere quello che è già qui, ora. L’incoraggiamento a lasciar andare le immagini del passato, del presente e del futuro fa intendere che prestiamo troppa attenzione alle idee che abbiamo sulla realtà e non abbastanza a quello che è effettivamente di fronte a noi. 

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 16.gennaio

Il nobile sforzo

È sempre un piacere 
non avere a che fare con gli stolti.
Fa sempre bene incontrare
chi è nobile d’animo
ed è una gioia viverci insieme.

  Dhammapada strofa 206

Non tutti sono benedetti dalla grande fortuna di vivere insieme a esseri nobili, ma noi tutti possiamo sforzarci di coltivare stati mentali nobili. Gli stati mentali sono simili agli esseri viventi: quando sono salutari è una gioia averli; quando sono stolti, possono essere davvero molto faticosi. Se consolidiamo qualità come la gratitudine, il perdono, la gentilezza e il discernimento nella nostra mente, riusciremo a dimorare nella gioia anche quando le condizioni esterne sono difficili. 

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 17.dicembre

Riflessioni sul Dhammapada

LUNA NUOVA – Domenica 17 Dicembre 2017

Principi Veri

Una mente sana è il migliore guadagno.
L’appagamento è la risorsa più preziosa.    
Un amico fidato è il migliore congiunto.
Una libertà senza condizioni
è la massima beatitudine.

  Dhammapada strofa 204

Possiamo supporre che la perfetta realizzazione della libertà incondizionata è molto remota, ma possiamo già piantare i semi della possibilità nel nostro cuore. Le condizioni del mondo continuano a cambiare: certe volte sono meravigliose, altre volte impegnative e altre ancora una via di mezzo. Come rimanere stabili in mezzo a tanta instabilità? Orientiamo il cuore verso i veri principi, verso il Dhamma. Instaurare una comprensione iniziale dei veri principi dà una direzione al nostro cuore. Riflettere su questi principi è nutrire i semi. Quando poi daranno frutti non è qualcosa che possiamo controllare. Nel frattempo, quello che possiamo fare è coltivare la fiducia nella possibilità della libertà incondizionata.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 01.gennaio

Riflessioni sul Dhammapada

LUNA PIENA – Lunedì 1 Gennaio 2018

Piccole questioni

Non sottovalutare la risonanza 
di un’azione saggia
pensando che a nulla varrà. 
Come la brocca si riempie  
di pioggia che cade goccia a goccia
così col tempo il saggio
si fa ricolmo di bontà.

  Dhammapada strofa 122

L’enormità di quello che sembra di dover affrontare certe volte può apparire travolgente. Ma questo accade solo quando la consapevolezza è dominata da quello che immaginiamo di dover affrontare. Ovviamente, in realtà, non conosciamo il futuro. Noi possediamo una stupefacente facilità di immaginare e di dedurre, ma il Buddha dice che è saggio includere nella consapevolezza un apprezzamento per la realtà che accade nell’immediato. Quando siamo in contatto con la realtà del qui e ora, siamo più propensi a ricordare le cose che possiamo fare che creano immediatamente una differenza: rallentare; salda attenzione; sentire la terra sotto i piedi; espandere il senso dello spazio che occupiamo; semplicemente ricevere questo momento senza prendere posizione a favore o contro. Ricordarsi di non perdersi nelle ipotesi. 

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 3.dicembre

Il nostro contributo all’integrità mentale

Rinunciando ai percorsi inutili
e non vivendo sconsideratamente
non seguendo false opinioni
non nutriamo la confusione.

  Dhammapada strofa 167

Per come lavorano i nostri sensi è facile per noi notare all’esterno quello che non funziona nel mondo, in effetti ci sono un mucchio di cose che vorremmo diverse da come sono.

Quando la mente è addestrata con la saggia riflessione, ci ricordiamo che possiamo capovolgere la nostra attenzione e osservare quello che possiamo fare per essere d’aiuto; non ci soffermiamo sul comportamento preda dell’illusione degli altri.

In questo breve insegnamento il Buddha indica come sia sempre possibile offrire un contributo salutare. È bene sapere che non siamo impotenti e che la nostra situazione non è senza speranza. 

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 18 novembre

Autocontrollo

Far male agli esseri viventi
che come noi cercano appagamento 
significa far male a noi stessi.

  Dhammapada strofa 131

Quando restiamo intrappolati nelle fiamme dell’indignazione e del risentimento, perdiamo facilmente la prospettiva.

Il nostro addestramento nella consapevolezza e nell’autocontrollo, non serve solo a proteggere noi stessi dal male, ma a proteggere anche gli altri. Quando le passioni infuriano, ci può volere un grande sforzo per trattenerci dal seguire gli impulsi che nuocciono.

Ma quando le fiamme si placano, proviamo gratitudine. Tale gratitudine ci aiuta a essere più misurati la volta successiva.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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