Luna piena – 9.giugno

Prepararsi al viaggio

Come una foglia avvizzita,
i messaggeri della morte
ti sono al fianco.
Benché un lungo viaggio ti aspetti
non hai fatto alcun preparativo.

  Dhammapada strofa 235

Tutti noi sappiamo che la morte è l’inevitabile conseguenza dell’essere nati e sembrerebbe logico voler mettere in conto un evento tanto significativo. Ma la spaventosa paura dell’incertezza che la morte genera fa sì che facilmente ci perdiamo nella ricerca di distrazioni.

Se veramente desideriamo prepararci consapevolmente all’inevitabile, è saggio rinforzare la nostra fiducia nella legge del kamma.

Il Buddha insegnava la fiducia nella coltivazione di quello che è salutare e la rinuncia di quello che non è salutare. Non conosciamo il futuro, e non è utile sprecare un mucchio di tempo preoccupandosene.

Una preparazione consapevole è molto diversa da una preoccupazione compulsiva. Proprio questo momento è l’unica realtà a cui abbiamo diretto accesso, quindi è sensato sottolineare la qualità dell’attenzione che portiamo a questo stesso momento, e aver fiducia in questo sforzo.

Sviluppare tale fiduciosa disposizione non è evitare le responsabilità, è fare una scelta intelligente.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 25.maggio.2017

Liberi dalla paura

Perdersi nel piacere
produce sofferenza; 
perdersi nel piacere
genera paura.
Restando liberi nell’esperienza del piacere
la sofferenza cessa, 
e come potrebbe esserci paura?

  Dhammapada strofa 214
 

È possibile convivere veramente con tutto il piacere e il dolore della vita e nello stesso tempo restare liberi dalla sofferenza? Chiaramente, la nostra fiducia nel Risveglio del Buddha significa che crediamo che la libertà dalla sofferenza sia possibile.

Tale fiducia è un potente incentivo e contribuisce a formare la base su cui costruiamo la nostra pratica spirituale. E da una prospettiva di pratica, non ci interessa solo cosa sperimentiamo ma anche come accogliamo tutte le nostre esperienze. A causa dell’inconsapevolezza, facilmente ci perdiamo nelle esperienze: quelle gioiose, quelle assolutamente intollerabili e tutte quelle che stanno a metà strada.

Ma quando la consapevolezza è ben coltivata, c’è la possibilità di ricevere ogni esperienza senza perdersi, senza ostacolare la libertà.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – Vesakha Puja – 10.maggio

La trasformazione

Come il loto cresce
in grazia e profumo
da un mucchio di rifiuti
abbandonati
la luce del vero discepolo
del Buddha
rischiara le buie ombre
sparse dall’ignoranza.

  Dhammapada strofe 58-59

Magari ci sono momenti in cui guardiamo tutta la spazzatura immagazzinata nella nostra mente e ci sentiamo demoralizzati.

Questo ‘mucchio di rifiuti’ è la conseguenza di una precedente inconsapevolezza. Ma possiamo scegliere il modo in cui esaminare queste conseguenze: i rimorsi, i disagi e i risentimenti a cui siamo ancora attaccati.

Non siamo obbligati a dedurne che debba sempre essere così. Prima di essere il Buddha, Siddharta Gotama ebbe le sue difficoltà; tutti i Maestri che ammiriamo hanno avuto le loro difficoltà; e tutti noi ne abbiamo quando non riusciamo a vedere con chiarezza.

Quello che conta, qui e ora, è quello che facciamo con questa sfida.

Il Risveglio del Buddha ha offerto al mondo una visione di quello che è possibile. Il nostro compito, come discepoli del Buddha, è di rivelare le possibilità che esistono dentro di noi e non di supporre che i detriti dell’ignoranza che incontriamo interiormente siano quello che ci definisce.

Quando il compost è trattato correttamente, si trasforma in prezioso nutrimento.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 25.aprile

Studiare il mondo

Vieni, contempla questo mondo.
Guardalo: è un carro addobbato a festa.
Vedi come gli stolti sono rapiti
dalle proprie idee
mentre il saggio non nutre attaccamento.

  Dhammapada strofa 171
 

È proprio il mondo in cui viviamo il nostro campo di studio spirituale. Possiamo imparare da tutto, ma probabilmente ci sono occasioni da cui preferiamo distogliere lo sguardo. Prendersi del tempo per ricaricarsi e rinnovarsi può certamente essere d’aiuto e il Buddha l’ha raccomandato ripetutamente. Ma in questo caso notiamo che il nostro Maestro ci sta invitando a osservare direttamente il mondo, non semplicemente a guardare da un’altra parte condannandolo, ma a studiarlo; a rifletterci; a notare dove, quando e come veniamo ingannati dalla sua apparenza. Un oggetto attraente come un carro addobbato a festa può essere ammaliante finché non siamo saggi e, allo stesso modo, oggetti profondamente sgradevoli possono ingannarci. Ma proiettare amore o odio su un oggetto è qualcosa di extra che facciamo; non siamo obbligati ad aggiungere alcunché. Come il Buddha disse altrove: che nel vedere ci sia solo il vedere. Senza aggiungere né togliere niente.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 11.aprile

Contenere la rabbia

Chi sa contenere la rabbia
come un auriga controlla
il carro in corsa
tiene in pugno le redini della sua vita;
gli altri tutt’al più ci posano sopra le mani.

  Dhammapada strofa 222

 

Quando la rabbia emerge, possiamo farne un nemico oppure vederla come energia che ha bisogno di essere contenuta. Nessun giudizio!

Combattere la rabbia con la rabbia probabilmente porterà a più rabbia o anche all’odio. 

L’immagine del Buddha di un auriga che controlla un carro in corsa parla del rischio di essere disattenti. Quando siamo presi da un impulso di rabbia, è nostra unica responsabilità assicurarci che questa energia sia gestita con abilità.

Il Buddha non suggerisce di combatterla. Né dice che dovremmo semplicemente lasciar andare e permettere che accada; questo sarebbe indulgere in essa. L’insegnamento della via di mezzo ci dice che c’è un’altra possibilità, al di là dell’indulgenza e della repressione.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 27.marzo

Orientarsi

Segui le orme di chi
è costante, perspicace
puro e consapevole
come la luna segue      
la scia delle stelle.
 

  Dhammapada strofa 208
 

Essere un seguace non significa abdicare alla responsabilità personale. Può diventarlo, se non siamo attenti, ma essere un seguace può anche significare onorare la nostra personale responsabilità con creatività e in modo funzionale.  La nostra più grande sfida è il compito che abbiamo nella vita di dare un senso all’apparente caos che ci circonda. Tuttavia, se insistiamo a ‘procedere a modo nostro’, possiamo ugualmente ritrovarci molto smarriti, nonostante la sincerità dei nostri sforzi. Quando quelli che seguiamo sono veramente risvegliati alla realtà, saranno come un faro nel buio, un aiuto per orientarci. Dirigersi nella giusta direzione non sottrae alla sfida di trasformare la rabbia in qualcosa di più essenzialmente umano; né ci libera dalla paura. Ma significa che non saremo sopraffatti quando saremo assaliti dalle conseguenze della nostra inconsapevolezza, come pure avremo maggiore probabilità di ricordarci che la rabbia, la paura e la disperazione non sono assolute. La libertà dalla sofferenza è una finalità realistica. 

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 12.marzo

L’addestramento

Lascia che il timore di una
mediocrità senza fine ti sproni
a un ardente impegno come
per incitare un cavallo ben addestrato
basta il tocco della frusta.
Abbandona il peso dell’interminabile
contesa con fiducia non esaltata
con purezza d’azione, impegno
concentrazione e consapevole
e disciplinata dedizione al sentiero.

  Dhammapada strofa 144

È appropriato essere intimoriti dal pensiero di restare per sempre catturati nell’illusione e nella sofferenza. È un errore considerare tutte le sensazioni di paura come sintomo che in qualche modo stiamo fallendo. Certe volte, sentirsi spaventati può benissimo essere un segnale che siamo in pericolo e abbiamo bisogno di essere ancora più accurati. La paura può servire per proteggerci dal male. Come un buon amico che ci fa notare qualcosa che forse non vogliamo ma avremmo bisogno di ascoltare, la paura può anche servire come una forza motivante.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 25.febbraio

Vedere la realtà

Scambiando la falsità per verità
la verità per falsità
si vive immersi nella menzogna.
 

  Dhammapada strofa 11

Tutti facciamo degli errori. La questione è come imparare veramente da essi. Anche dopo molti anni di pratica, possiamo ancora perdere le staffe e valutare in modo errato le situazioni. Se succede, non dovremmo automaticamente supporre che ci siamo diretti in una direzione sbagliata. Una quercia non fallisce perché ci mette anni a crescere. Quando neghiamo la realtà per molto tempo, l’inerzia si consolida e una parte di noi resiste al cambiamento. Magari in superficie sentiamo di voler cambiare, ma a un altro livello preferiamo ciò che ci è famigliare, anche se fa male. Di qui il bisogno di grande abilità e di grande pazienza. Le vecchie abitudini possono ancora tornare da chi forse ha avuto un bagliore del ‘reale’, e farlo inciampare. Ma con il tempo, l’abilità e la pazienza, l’impulso a fuggire dalla realtà diminuisce. Questo graduale erodersi delle vecchie abitudini può sembrare meno motivante di un improvviso risveglio dal mondo dei sogni, ma quello che conta è quello che veramente funziona.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 11 febbraio – Magha Puja

Muoversi nel mondo

Come un’ape raccogliendo il nettare
non nuoce né danneggia           
il colore e il profumo del fiore
così il saggio si muove
nel mondo.

  Dhammapada strofa 49

L’implicazione di questo insegnamento del Buddha è che ci è necessaria la saggezza per muoverci in questo mondo senza nuocere. Un’ape può raccogliere il nutrimento di cui ha bisogno senza disturbare la bellezza del fiore. Noi non creiamo disagio a noi stessi o agli altri quando vediamo con chiarezza ciò che sta di fronte a noi. Ma siccome non vediamo con chiarezza, facilmente percepiamo in modo sbagliato il mondo con le sue visioni, i suoi suoni, odori, sapori, contatti, e impressioni mentali e in seguito tendiamo a incolpare il mondo. Non è colpa del mondo, ma della nostra limitata capacità di vedere con chiarezza. Se vogliamo contribuire alla bellezza che ci circonda e non alimentare il caos, dobbiamo puntare alla saggezza.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 27.gennaio

Imparare nell’oscurità

Chi ha profonda saggezza
chi vede ciò che si accorda
e non si accorda con la Via
chi ha raggiunto
il picco del possibile
lo chiamo un grande essere.

  Dhammapada strofa 403

L’idea di poter raggiungere ‘il picco del possibile’ può esserci d’ispirazione nel cammino spirituale.

Tuttavia, non molti viaggiatori di questa via raggiungono un certo livello di grandezza senza cadere, in qualche fase, nella disperazione. L’essenziale non è la sensazione costante di avvicinarci sempre di più all’illuminazione, ma la disponibilità ad imparare da tutti gli aspetti della vita mentre la viviamo.

Se ci aggrappiamo a idee elevate, programmiamo noi stessi ad attaccarci, e in tal modo a perderci, in idee non così alte.

Il sentiero della saggezza ci chiede di lasciar andare tutte le idee e ad aver fiducia in una quieta, ricettiva qualità di consapevolezza. Le idee vanno e vengono: quelle elevate e motivanti, quelle mediocri e banali, e quelle totalmente deprimenti.

Se siamo abili, impariamo da ognuna di esse. Quando apprezziamo veramente come funziona la consapevolezza matura, siamo disposti a incontrare qualsiasi forma di oscurità in cui ci imbattiamo, e non solo a parteggiare per la lotta per la luce.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 12.gennaio.2017

Rallentare

Pazienti come la terra
non turbati da rabbia
saldi come pilastri
pacati come un limpido e quieto stagno
sono gli esseri che scoprono come
non cadere
nelle reazioni nate dalla confusione.

  Dhammapada strofa 95

A qualcuno rallentare può apparire come una perdita d’incisività e il rischio di diventare irrilevanti.

In realtà, rallentare è forse proprio la cosa necessaria prima di poter lasciar andare tutta la nostra confusione e trovare la vera pace. Rallentare può anche essere necessario per la nostra sopravvivenza.

Se non riusciamo a smettere di annebbiare la mente con il pensiero compulsivo e di soffocare il cuore con timori irrazionali, continueremo a compromettere la nostra intelligenza e a commettere gli stessi errori.

Velocità o lentezza, tuttavia, non sono in realtà il punto; quello che conta è vedere con chiarezza. Ma, per poter vedere con chiarezza, abbiamo bisogno della sottigliezza della mente che riconosce nell’egoismo la causa di tutta la nostra confusione e sofferenza. 

Non è necessario sedere per ore in samadhi, ma quando siamo sempre in ‘modalità veloce’ perdiamo dettagli essenziali.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 28.dicembre.2016

Retta Azione

Deludenti come un fiore bello
ma senza profumo
sono le parole sagge
senza retta azione.

  Dhammapada strofa 51

 

Le nostre convinzioni hanno un effetto diretto sulla nostra parola. Ma poi anche il più profondo dei discorsi delude se non è accompagnato dalle nostre azioni.

Quel che realmente conta è come effettivamente ci comportiamo gli uni verso gli altri. Possiamo parlare di nutrire la compassione del cuore ma non fare nessuno sforzo per dimostrare sensibilità verso chi intorno a noi è in un momento di bisogno.

Magari professiamo di credere nelle sagge parole del Buddha sul lasciar andare il risentimento, per poi passare anni comportandoci scortesemente.

L’Ottuplice Sentiero inizia dalla Retta Comprensione, per passare rapidamente alla Retta Azione. Portiamo la buona fragranza del Dhamma nel mondo quando ci offriamo totalmente, con tutto il cuore, alla pratica.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 14.dicembre.2016

La gioia suprema

La fame è il più grave dei mali
l’essere soggetti a condizioni
fonte primaria di disperazione.
Vedendo le cose per quello che sono
chi è saggio trova la libertà, gioia suprema. 

  Dhammapada strofa 203

 
Il nostro Maestro, il Buddha, comprese che la fonte della suprema felicità è conoscere la vera natura dell’esistenza e non la lotta per gratificare le nostre predilezioni. Le predilezioni condizionate esistono per tutti gli esseri, sia per quelli liberati che per quelli smarriti e confusi. Il nostro lavoro spirituale consiste nel vedere tutte le condizioni per quello che realmente sono – la naturale attività dell’esistenza – e non restare intrappolati in questa attività. La tentazione è di cercare di aggrapparci alle condizioni che corrispondono alle nostre preferenze e liberarci di quelle contrarie.  Questa inutile ricerca porta a una costante delusione; al massimo, riusciamo a gratificare le nostre predilezioni una volta ogni tanto. Il Dhamma ci insegna che la vera via della soddisfazione sta nel lasciar andare le preferenze attraverso la comprensione. È questa retta comprensione che porta alla gioia.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 29.novembre.2016

La terra senza tracce

Alcuni rinascono come esseri umani
chi fa del male rinasce in un inferno
chi fa del bene nella beatitudine
e il puro entra nella terra senza tracce. 

  Dhammapada strofa 126

Quali che siano le nostre opinioni sulla possibilità di future rinascite, possiamo essere quotidianamente testimoni del costante nascere e morire dei nostri stati mentali. Un’esperienza gradevole, se ci attacchiamo, può farci pensare che saremo felici per sempre; quando ci attacchiamo a un’esperienza sgradevole, pensiamo di essere all’inferno e che sarà per sempre così. La nostra mancanza di prospettiva fa sì che non vediamo la connessione tra attaccarsi alle esperienze e perdersi in esse. Anche la bontà, se ci attacchiamo, ci porterà sofferenza. Solo quando vediamo con chiarezza che tutte le esperienze sono quello che sono – la gioia è piacevole, la tristezza spiacevole – e che nessuna esperienza dura per sempre, accoglieremo veramente il sentiero della purificazione. Coloro che hanno purificato il cuore e la mente da tutti gli attaccamenti compulsivi conoscono la realtà in un modo che noi non possiamo nemmeno immaginare, perciò la loro realtà può essere chiamata la terra senza tracce.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 14.novrembre.2016

Il male autoinflitto

Se con intenzione fai male
a una persona innocente
una persona pura e senza macchia
il male si ritorcerà contro di te
come sottile polvere gettata nel vento. 

  Dhammapada strofa 125

 
È una grande benedizione crescere circondati da persone che ci danno un buon esempio di cosa sia salutare e cosa no. E una delle lezioni più importanti che possono insegnarci è che quello che ci ritorna dalla vita è determinato da quello che noi abbiamo messo in gioco. Anche se non abbiamo avuto la benedizione di essere stati accompagnati da persone del tutto sagge e capaci, non è mai troppo tardi per istruire noi stessi; possiamo sempre sviluppare più presenza mentale, moderazione e saggia riflessione. Chi non riesce a imparare questa lezione fondamentale è preda di miriadi di forme di illusione. Per esempio, non vede che quando maltratta gli altri, maltratta anche se stesso. È penoso vedere quando chi è in una posizione influente abusa del suo potere, creando più sofferenza anziché generare le cause per un accresciuto benessere.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 30.ottobre.2016

La coltivazione

Chi è stolto e confuso
si smarrisce nella distrazione.
Il saggio fa tesoro della consapevolezza
che ha coltivato
come il più prezioso dei possessi.

  Dhammapada strofa 26

 

Possiamo piantare semi di buona qualità, ma se non li innaffiamo o li proteggiamo dall’infestazione delle erbacce, è improbabile che diventino fruttuosi.

Possiamo investire in un computer di lusso e installare il migliore dei software, ma se non sviluppiamo le capacità richieste per utilizzarlo, il nostro investimento andrà sprecato.

Il risultato dei nostri sforzi è determinato dalla qualità della nostra costante coltivazione. Avere un’intuizione profonda di tanto in tanto o andare ogni tanto a un ritiro ha la sua importanza. Ottimizziamo tali fatti salutari mantenendo uno sforzo moderato, gentile, costante.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 16 ottobre

Degno di rispetto

Nessuno è da considerarsi degno di rispetto
a causa della nascita o della cultura
o di qualsiasi altra qualità esteriore.
È la purezza e la comprensione della verità
che decide di qualcuno il merito.

  Dhammapada strofa 393

 
Quali qualità personali riteniamo veramente meritevoli? Dal contenuto delle conversazioni quotidiane, sembra talvolta che siano cose come chi conosciamo o dove siamo stati in viaggio che ci definiscono. Se ci spostiamo in ambienti spirituali, può sembrare che quello che conta siano gli insegnanti con cui siamo stati seduti in ritiro. In questi versi, il Buddha fa notare che è un errore prendere qualsiasi segno esteriore come indice di merito. Anche se smaglianti apparenze esteriori possono impressionare gli altri, quello che li impressiona è inaffidabile. Affidabile è un cuore libero dalle distorsioni dell’avidità, dell’odio e dell’illusione.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 1 ottobre

Impertubabilità

Non ci sono sentieri tracciati nell’aria,
non c’è liberazione che non passi dalla Via.
Niente di ciò che è condizionato
è permanente
e tuttavia i Buddha restano sereni.

  Dhammapada strofa 255
 

Noi scegliamo il Buddha come Maestro perché abbiamo fiducia nella perfezione della sua realizzazione. Il Buddha, come noi, viveva in questo mondo, con tutta la sua instabilità, delusione e conflitto, ma il suo cuore restava libero dall’angoscia, imperturbabile. È questo cuore pienamente liberato che si esprimeva del tutto naturalmente come illimitata compassione. Qualunque azione il Buddha facesse, col corpo, la parola, la mente, era mirata esclusivamente al beneficio di tutti gli esseri viventi. E non dobbiamo temere che la fiducia nel nostro Maestro ci porti a credenze disumane che considerano i dubbi come forme di tradimento. Piuttosto, con il maturare della fiducia, scopriamo la capacità di includere i nostri dubbi, le preoccupazioni, i timori in un caldo apprezzamento di questi Insegnamenti.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 16.settembre

Un miraggio

Il re della morte non riesce a scovare
chi vede il mondo
come insostanziale fugace, una bolla –
illusorio, un semplice miraggio.

  Dhammapada strofa 170

 
Il Buddha ci fece un grande dono invitandoci a guardare la morte direttamente.

In tutte le culture, nel corso dei secoli, gli esseri umani hanno adottato strategie per evitare la percezione della loro mortalità. Fortunatamente, noi non dobbiamo affidarci a messaggi consolatori mirati ad anestetizzarci contro il dolore della perdita. Il nostro Maestro ci ha offerto istruzioni specifiche, pratiche su come costruire le forze necessarie per affrontare la realtà.

Tutti i consigli per la contemplazione sull’impermanenza, l’incertezza, l’instabilità sono mirati ad allentare le abitudini ad aggrapparci. Quando il cuore conosce veramente come lasciar andare con saggezza, non resta sommerso dalla paura e dal timore.

Avendo fiducia che è possibile vivere liberi da ogni paura, con gentilezza ci incoraggiamo ad accogliere le sensazioni scomode; impariamo a vedere queste sensazioni come indicatori nella direzione della chiarezza e della vera pace.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 01 settembre

La purificazione

“Tutte le cose condizionate
sono impermanenti”:
quando lo comprendiamo
direttamente e profondamente
ci sentiamo stanchi di questa vita
di sofferenza.
E’ questa la via che conduce alla purificazione.

  Dhammapada strofa 277
 

Sentirsi stanchi della ricerca della gratificazione può essere un segno di progresso sul sentiero.

La cultura del consumo non smetterà mai di dirci che accumulare porta appagamento. Ma possiamo scegliere da noi di abbandonare la corrente della brama. Secondo i valori della società non risvegliata tutte le esperienze sono importanti se pensiamo che lo sono.

Secondo il Buddha tutte le esperienze sono impermanenti, ma mentre alcune hanno l’intrinseco valore di portare alla comprensione, altre conducono senz’altro all’illusione.

Possiamo investire tempo ed energia nel sostenere storie riguardo l’ingannevole ‘realtà’, come per esempio che questa o quella condizione durerà per sempre, così da poterci tranquillamente attaccare ad essa, oppure possiamo usare tempo ed energia per purificare il cuore, liberandoci da false credenze.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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