Luna piena – 11 febbraio – Magha Puja

Muoversi nel mondo

Come un’ape raccogliendo il nettare
non nuoce né danneggia           
il colore e il profumo del fiore
così il saggio si muove
nel mondo.

  Dhammapada strofa 49

L’implicazione di questo insegnamento del Buddha è che ci è necessaria la saggezza per muoverci in questo mondo senza nuocere. Un’ape può raccogliere il nutrimento di cui ha bisogno senza disturbare la bellezza del fiore. Noi non creiamo disagio a noi stessi o agli altri quando vediamo con chiarezza ciò che sta di fronte a noi. Ma siccome non vediamo con chiarezza, facilmente percepiamo in modo sbagliato il mondo con le sue visioni, i suoi suoni, odori, sapori, contatti, e impressioni mentali e in seguito tendiamo a incolpare il mondo. Non è colpa del mondo, ma della nostra limitata capacità di vedere con chiarezza. Se vogliamo contribuire alla bellezza che ci circonda e non alimentare il caos, dobbiamo puntare alla saggezza.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 27.gennaio

Imparare nell’oscurità

Chi ha profonda saggezza
chi vede ciò che si accorda
e non si accorda con la Via
chi ha raggiunto
il picco del possibile
lo chiamo un grande essere.

  Dhammapada strofa 403

L’idea di poter raggiungere ‘il picco del possibile’ può esserci d’ispirazione nel cammino spirituale.

Tuttavia, non molti viaggiatori di questa via raggiungono un certo livello di grandezza senza cadere, in qualche fase, nella disperazione. L’essenziale non è la sensazione costante di avvicinarci sempre di più all’illuminazione, ma la disponibilità ad imparare da tutti gli aspetti della vita mentre la viviamo.

Se ci aggrappiamo a idee elevate, programmiamo noi stessi ad attaccarci, e in tal modo a perderci, in idee non così alte.

Il sentiero della saggezza ci chiede di lasciar andare tutte le idee e ad aver fiducia in una quieta, ricettiva qualità di consapevolezza. Le idee vanno e vengono: quelle elevate e motivanti, quelle mediocri e banali, e quelle totalmente deprimenti.

Se siamo abili, impariamo da ognuna di esse. Quando apprezziamo veramente come funziona la consapevolezza matura, siamo disposti a incontrare qualsiasi forma di oscurità in cui ci imbattiamo, e non solo a parteggiare per la lotta per la luce.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 12.gennaio.2017

Rallentare

Pazienti come la terra
non turbati da rabbia
saldi come pilastri
pacati come un limpido e quieto stagno
sono gli esseri che scoprono come
non cadere
nelle reazioni nate dalla confusione.

  Dhammapada strofa 95

A qualcuno rallentare può apparire come una perdita d’incisività e il rischio di diventare irrilevanti.

In realtà, rallentare è forse proprio la cosa necessaria prima di poter lasciar andare tutta la nostra confusione e trovare la vera pace. Rallentare può anche essere necessario per la nostra sopravvivenza.

Se non riusciamo a smettere di annebbiare la mente con il pensiero compulsivo e di soffocare il cuore con timori irrazionali, continueremo a compromettere la nostra intelligenza e a commettere gli stessi errori.

Velocità o lentezza, tuttavia, non sono in realtà il punto; quello che conta è vedere con chiarezza. Ma, per poter vedere con chiarezza, abbiamo bisogno della sottigliezza della mente che riconosce nell’egoismo la causa di tutta la nostra confusione e sofferenza. 

Non è necessario sedere per ore in samadhi, ma quando siamo sempre in ‘modalità veloce’ perdiamo dettagli essenziali.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 28.dicembre.2016

Retta Azione

Deludenti come un fiore bello
ma senza profumo
sono le parole sagge
senza retta azione.

  Dhammapada strofa 51

 

Le nostre convinzioni hanno un effetto diretto sulla nostra parola. Ma poi anche il più profondo dei discorsi delude se non è accompagnato dalle nostre azioni.

Quel che realmente conta è come effettivamente ci comportiamo gli uni verso gli altri. Possiamo parlare di nutrire la compassione del cuore ma non fare nessuno sforzo per dimostrare sensibilità verso chi intorno a noi è in un momento di bisogno.

Magari professiamo di credere nelle sagge parole del Buddha sul lasciar andare il risentimento, per poi passare anni comportandoci scortesemente.

L’Ottuplice Sentiero inizia dalla Retta Comprensione, per passare rapidamente alla Retta Azione. Portiamo la buona fragranza del Dhamma nel mondo quando ci offriamo totalmente, con tutto il cuore, alla pratica.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 14.dicembre.2016

La gioia suprema

La fame è il più grave dei mali
l’essere soggetti a condizioni
fonte primaria di disperazione.
Vedendo le cose per quello che sono
chi è saggio trova la libertà, gioia suprema. 

  Dhammapada strofa 203

 
Il nostro Maestro, il Buddha, comprese che la fonte della suprema felicità è conoscere la vera natura dell’esistenza e non la lotta per gratificare le nostre predilezioni. Le predilezioni condizionate esistono per tutti gli esseri, sia per quelli liberati che per quelli smarriti e confusi. Il nostro lavoro spirituale consiste nel vedere tutte le condizioni per quello che realmente sono – la naturale attività dell’esistenza – e non restare intrappolati in questa attività. La tentazione è di cercare di aggrapparci alle condizioni che corrispondono alle nostre preferenze e liberarci di quelle contrarie.  Questa inutile ricerca porta a una costante delusione; al massimo, riusciamo a gratificare le nostre predilezioni una volta ogni tanto. Il Dhamma ci insegna che la vera via della soddisfazione sta nel lasciar andare le preferenze attraverso la comprensione. È questa retta comprensione che porta alla gioia.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 29.novembre.2016

La terra senza tracce

Alcuni rinascono come esseri umani
chi fa del male rinasce in un inferno
chi fa del bene nella beatitudine
e il puro entra nella terra senza tracce. 

  Dhammapada strofa 126

Quali che siano le nostre opinioni sulla possibilità di future rinascite, possiamo essere quotidianamente testimoni del costante nascere e morire dei nostri stati mentali. Un’esperienza gradevole, se ci attacchiamo, può farci pensare che saremo felici per sempre; quando ci attacchiamo a un’esperienza sgradevole, pensiamo di essere all’inferno e che sarà per sempre così. La nostra mancanza di prospettiva fa sì che non vediamo la connessione tra attaccarsi alle esperienze e perdersi in esse. Anche la bontà, se ci attacchiamo, ci porterà sofferenza. Solo quando vediamo con chiarezza che tutte le esperienze sono quello che sono – la gioia è piacevole, la tristezza spiacevole – e che nessuna esperienza dura per sempre, accoglieremo veramente il sentiero della purificazione. Coloro che hanno purificato il cuore e la mente da tutti gli attaccamenti compulsivi conoscono la realtà in un modo che noi non possiamo nemmeno immaginare, perciò la loro realtà può essere chiamata la terra senza tracce.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 14.novrembre.2016

Il male autoinflitto

Se con intenzione fai male
a una persona innocente
una persona pura e senza macchia
il male si ritorcerà contro di te
come sottile polvere gettata nel vento. 

  Dhammapada strofa 125

 
È una grande benedizione crescere circondati da persone che ci danno un buon esempio di cosa sia salutare e cosa no. E una delle lezioni più importanti che possono insegnarci è che quello che ci ritorna dalla vita è determinato da quello che noi abbiamo messo in gioco. Anche se non abbiamo avuto la benedizione di essere stati accompagnati da persone del tutto sagge e capaci, non è mai troppo tardi per istruire noi stessi; possiamo sempre sviluppare più presenza mentale, moderazione e saggia riflessione. Chi non riesce a imparare questa lezione fondamentale è preda di miriadi di forme di illusione. Per esempio, non vede che quando maltratta gli altri, maltratta anche se stesso. È penoso vedere quando chi è in una posizione influente abusa del suo potere, creando più sofferenza anziché generare le cause per un accresciuto benessere.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 30.ottobre.2016

La coltivazione

Chi è stolto e confuso
si smarrisce nella distrazione.
Il saggio fa tesoro della consapevolezza
che ha coltivato
come il più prezioso dei possessi.

  Dhammapada strofa 26

 

Possiamo piantare semi di buona qualità, ma se non li innaffiamo o li proteggiamo dall’infestazione delle erbacce, è improbabile che diventino fruttuosi.

Possiamo investire in un computer di lusso e installare il migliore dei software, ma se non sviluppiamo le capacità richieste per utilizzarlo, il nostro investimento andrà sprecato.

Il risultato dei nostri sforzi è determinato dalla qualità della nostra costante coltivazione. Avere un’intuizione profonda di tanto in tanto o andare ogni tanto a un ritiro ha la sua importanza. Ottimizziamo tali fatti salutari mantenendo uno sforzo moderato, gentile, costante.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 16 ottobre

Degno di rispetto

Nessuno è da considerarsi degno di rispetto
a causa della nascita o della cultura
o di qualsiasi altra qualità esteriore.
È la purezza e la comprensione della verità
che decide di qualcuno il merito.

  Dhammapada strofa 393

 
Quali qualità personali riteniamo veramente meritevoli? Dal contenuto delle conversazioni quotidiane, sembra talvolta che siano cose come chi conosciamo o dove siamo stati in viaggio che ci definiscono. Se ci spostiamo in ambienti spirituali, può sembrare che quello che conta siano gli insegnanti con cui siamo stati seduti in ritiro. In questi versi, il Buddha fa notare che è un errore prendere qualsiasi segno esteriore come indice di merito. Anche se smaglianti apparenze esteriori possono impressionare gli altri, quello che li impressiona è inaffidabile. Affidabile è un cuore libero dalle distorsioni dell’avidità, dell’odio e dell’illusione.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 1 ottobre

Impertubabilità

Non ci sono sentieri tracciati nell’aria,
non c’è liberazione che non passi dalla Via.
Niente di ciò che è condizionato
è permanente
e tuttavia i Buddha restano sereni.

  Dhammapada strofa 255
 

Noi scegliamo il Buddha come Maestro perché abbiamo fiducia nella perfezione della sua realizzazione. Il Buddha, come noi, viveva in questo mondo, con tutta la sua instabilità, delusione e conflitto, ma il suo cuore restava libero dall’angoscia, imperturbabile. È questo cuore pienamente liberato che si esprimeva del tutto naturalmente come illimitata compassione. Qualunque azione il Buddha facesse, col corpo, la parola, la mente, era mirata esclusivamente al beneficio di tutti gli esseri viventi. E non dobbiamo temere che la fiducia nel nostro Maestro ci porti a credenze disumane che considerano i dubbi come forme di tradimento. Piuttosto, con il maturare della fiducia, scopriamo la capacità di includere i nostri dubbi, le preoccupazioni, i timori in un caldo apprezzamento di questi Insegnamenti.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 16.settembre

Un miraggio

Il re della morte non riesce a scovare
chi vede il mondo
come insostanziale fugace, una bolla –
illusorio, un semplice miraggio.

  Dhammapada strofa 170

 
Il Buddha ci fece un grande dono invitandoci a guardare la morte direttamente.

In tutte le culture, nel corso dei secoli, gli esseri umani hanno adottato strategie per evitare la percezione della loro mortalità. Fortunatamente, noi non dobbiamo affidarci a messaggi consolatori mirati ad anestetizzarci contro il dolore della perdita. Il nostro Maestro ci ha offerto istruzioni specifiche, pratiche su come costruire le forze necessarie per affrontare la realtà.

Tutti i consigli per la contemplazione sull’impermanenza, l’incertezza, l’instabilità sono mirati ad allentare le abitudini ad aggrapparci. Quando il cuore conosce veramente come lasciar andare con saggezza, non resta sommerso dalla paura e dal timore.

Avendo fiducia che è possibile vivere liberi da ogni paura, con gentilezza ci incoraggiamo ad accogliere le sensazioni scomode; impariamo a vedere queste sensazioni come indicatori nella direzione della chiarezza e della vera pace.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 01 settembre

La purificazione

“Tutte le cose condizionate
sono impermanenti”:
quando lo comprendiamo
direttamente e profondamente
ci sentiamo stanchi di questa vita
di sofferenza.
E’ questa la via che conduce alla purificazione.

  Dhammapada strofa 277
 

Sentirsi stanchi della ricerca della gratificazione può essere un segno di progresso sul sentiero.

La cultura del consumo non smetterà mai di dirci che accumulare porta appagamento. Ma possiamo scegliere da noi di abbandonare la corrente della brama. Secondo i valori della società non risvegliata tutte le esperienze sono importanti se pensiamo che lo sono.

Secondo il Buddha tutte le esperienze sono impermanenti, ma mentre alcune hanno l’intrinseco valore di portare alla comprensione, altre conducono senz’altro all’illusione.

Possiamo investire tempo ed energia nel sostenere storie riguardo l’ingannevole ‘realtà’, come per esempio che questa o quella condizione durerà per sempre, così da poterci tranquillamente attaccare ad essa, oppure possiamo usare tempo ed energia per purificare il cuore, liberandoci da false credenze.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 18 agosto

La felicità

Restare liberi da avidità
anche in mezzo agli avidi
è vera felicità.

  Dhammapada strofa 199

 
Una cosa è l’emergere di sensazioni di avidità, una cosa totalmente diversa è seguirle.

Questo principio vale per ogni nostra attività emotiva.

Certe volte, è semplicemente impossibile impedire a degli stati d’animo di sorgere, ma possiamo sempre esercitare l’abile moderazione e la saggia riflessione; e il Buddha dice che questo porta felicità. Quindi, nella nostra pratica spirituale, l’accento va messo sulla saggia riflessione riguardo alla natura dell’esperienza, e non sul tentativo di controllare ogni cosa.

La storia originale associata a questi versi parla di due comunità vicine che litigavano sui diritti dell’acqua. La situazione si era deteriorata al punto che stavano per farsi guerra. L’intervento del Buddha insegnò loro la futilità del combattere, e, fortunatamente, non solo fu evitata la guerra, ma con lo svilupparsi degli eventi molti divennero saggi.

Certe volte, i membri in conflitto della nostra famiglia emotiva litigano e forse entrano anche in guerra. In quei momenti, è importante ricordare che la saggezza e la vera felicità possono generarsi anche dal conflitto e non supporre che siccome le cose non sembrano andare bene, tutto sta andando a rotoli.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 3.agosto

Il giusto contenimento

Coltiva il dominio di sé
il saggio
nell’azione, nel pensiero
e nella parola.

  Dhammapada strofa 234

 

La parola ‘contenimento’ può innescare l’associazione con altre parole come ‘inibizione’ o ‘repressione’, l’opposto della nostra idea di gioiosità.

Ma il Buddha qui ci dice che il contenimento è una delle caratteristiche di chi è saggio. E questo perché c’è un’enorme differenza tra le illusorie abitudini dell’ego al cieco controllo e l’abile sforzo al contenimento.

Finché le nostre passioni non sono veramente ispirate dall’intuizione profonda, sono selvagge e ci procurano un mucchio di guai, perciò il bisogno di contenere l’energia. Ma alleniamo le nostre azioni fisiche, verbali e mentali con un atteggiamento di rispetto e di gentilezza.

Addestrare un cavallo non significa che dobbiamo fargli del male. Possiamo ammirare la forza dell’animale, ma nello stesso tempo ci ricordiamo di poter restare feriti se non siamo prudenti. Il giusto addestramento unisce attenzione e mutuo rispetto.

Contenere le passioni permette all’energia del cuore di rinforzarsi e contribuisce ad aprirlo, rallegrarlo e infine a trasformarlo. Senza contenimento agiamo a un livello molto basso di energia, e il progresso sul sentiero sarà limitato.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 19.luglio – Asalha Puja

Gratitudine

Devozione e rispetto
dovrebbero essere offerti a chi
ci ha indicato il Sentiero.

  Dhammapada strofa 392

 
Uno dei modi migliori per nutrire dentro noi stessi le qualità salutari consiste nell’ammirare quelle stesse qualità negli altri. In quanto discepoli del Buddha, tutti aspiriamo al risveglio dall’inconsapevolezza, ma sappiamo quanto sia difficile questo compito. Ovviamente, ci assumiamo la responsabilità di affrontare le difficoltà che incontriamo nel cammino, ma ciò non evita che ci si possa perdere in pensieri relativi a tali stesse difficoltà. Abbiamo bisogno di assumerci pure la responsabilità di sviluppare un senso di bontà che ci sostenga lungo il Sentiero. Talvolta il semplice e intenzionale dimorare in pensieri di rispetto e gratitudine nei confronti dei nostri maestri è proprio quello di cui si ha bisogno.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Dhammarato per la traduzione)

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Luna nuova – 4.luglio.2016

Liberarsi

Rinuncia alla rabbia.
Lascia cadere l’orgoglio.
Liberati da tutto ciò
che ti tiene legato.
Il puro di cuore che non si aggrappa
né al corpo né alla mente
non cade preda della sofferenza.

  Dhammapada strofa 221
 

Quando ci sentiamo assediati dalle difficoltà, facilmente cerchiamo le cause fuori di noi. Certamente le cause delle sensazioni dolorose che proviamo possono essere all’esterno.

Ma i nostri insegnanti di Dhamma indicano un’altra serie di cause, quelle che trasformano naturali sensazioni dolorose in sofferenza. Queste cause stanno dentro di noi.

Tutti gli esseri, compreso il Buddha nella sua ultima vita, sperimentano sensazioni piacevoli e sensazioni dolorose. Se un essere Risvegliato mangia un cibo avariato gli verrà mal di stomaco. Se è circondato da discepoli ribelli che si comportano male, lo troverà presumibilmente spiacevole. Tuttavia, non aggiungerà quell’elemento extra che trasforma le sensazioni spiacevoli in sofferenza.

Grazie alla chiarezza della sua mente, non sorgono rabbia e presunzione. Liberato il cuore da tutte le abitudini ad aggrapparsi al corpo/mente, non è più preda della sofferenza.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna piena – 20 giugno 2016

Essere illimitati

Nella foresta, in città
o in aperta campagna
regna la gioia nella dimora
di chi è pienamente libero.

  Dhammapada strofa 98

 
Tradizionalmente, le immagini del Buddha sono nelle quattro posture, seduto, in piedi, mentre cammina e disteso. Possiamo considerare queste immagini come promemoria del fatto che la nostra pratica spirituale non è relativa a dove siamo o cosa stiamo facendo: ogni luogo e ogni cosa sono parte della pratica.

Gli esseri risvegliati sperimentano qualsiasi luogo e qualsiasi cosa come libertà dalla limitazione, perché la loro coscienza è liberata da ogni attaccamento.

D’altro canto, l’esperienza degli esseri non risvegliati è fortemente caratterizzata da sensazioni di limitazione. Non è a causa di dove siamo o di cosa stiamo facendo che ci sentiamo limitati ma a causa di quanto imponiamo all’esperienza.

Comprenderlo porta al lasciar andare.

Da qui l’incoraggiamento del Buddha alla coltivazione della presenza mentale in tutto e per tutto.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 4.giugno.2016

Viaggiare

Svariati sono i luoghi dove gli esseri
cercano di sfuggire alla paura:
montagne, boschi, parchi e giardini
e luoghi sacri.
Ma nessuno di questi offre vero rifugio
nessuno ci libera dalla paura.

  Dhammapada strofe 188-189
 

Andare in giro per il mondo è oggi molto più diffuso che mai. In generale ‘viaggiare’ ha probabilmente sempre avuto un suo certo fascino, ma le disponibilità economiche e la tecnologia hanno ampliato tale fascino.

Qualsiasi ragione si attribuisca al viaggiare – cercare di ‘trovare se stessi’, liberarci, risvegliarci – ci possono però essere anche altri fattori che inducono a tutta questa attività. Un aumento di irrequietezza ha nulla a che fare con tutto ciò?

Quando il nostro impulso ad andare in posti e incontrare gente nasce da un senso di adeguatezza e benessere, una simile esperienza di certo potrebbe ispirare una comprensione e ampliare la consapevolezza.

Ma quando il viaggio è motivato dalle nostre paure di inadeguatezza non riconosciute, quando l’esigenza del viaggio deriva dalla nostra limitata capacità di ricevere consapevolmente sentimenti di irrequietezza, viaggiare potrebbe essere niente di più dell’ennesima indulgenza in distrazioni.

Tutta l’energia che potremmo investire nei nostri viaggi non ci libera dalla paura che ci spinge. Il vero rifugio a cui il Buddha ci vuole condurre è lo sviluppo della consapevolezza fino a quando si espanda al di là di tutti i limiti che le abbiamo abitualmente imposto, fino a realizzare un innato coraggio.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

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Luna piena – 20.maggio.2016 – Vesakha Puja

Imparare a lasciare andare

Pronto alle necessità del viaggio
chi percorre il sentiero della consapevolezza
scivola via silenzioso come un cigno
abbandonando i vecchi luoghi di riposo.

  Dhammapada strofa 91

 
Lasciar andare non è sempre facile.

Ma se il Buddha non avesse appreso come abbandonare tutte le abitudini dell’attaccamento, oggi non avremmo un sentiero di pratica. Attraverso l’intensità del suo sforzo e la sua conseguente Illuminazione, il Maestro ci ha mostrato che è possibile.

Quando iniziamo a praticare, possiamo sentirci scoraggiati dal compito di domare la mente scimmia che corre di qua e di là senza sosta, rifiutando di assestarsi.

Quando abbiamo imparato per la prima volta a nuotare o abbiamo provato a parlare una lingua straniera, forse anche quel compito ci era sembrato scoraggiante.

Il Buddha non è nato illuminato; è stato attraverso la sua tenace devozione alla pratica che ha realizzato la libertà dagli attaccamenti. I suoi lunghi anni d’insegnamento erano mirati a ispirare il nostro lavoro.

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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Luna nuova – 5.maggio.2016

Valutare le nostre azioni

E’ meglio non compiere
azioni nocive
perché portano sempre rimorso.
Meglio compiere azioni non dannose
perché non ne seguirà pentimento.

  Dhammapada strofa 314

 

Le indicazioni del Buddha su come vivere una vita veramente benefica sono costantemente pratiche.

In quest’epoca dell’informazione molti di noi cadono nell’abitudine di accumulare sempre più dati. In ogni caso, è un grave errore credere che raccogliere informazioni riguardo la realtà sia la stessa cosa di conoscere la realtà. L’informazione può avvicinarsi alla realtà e ovviamente ha il suo ruolo nel dirigere l’attenzione.

Per esempio, se non avessimo informazioni riguardo le Quattro Nobili Verità saremmo certamente più poveri. Ma, se ci identifichiamo con i possessori di quelle informazioni o percepiamo l’approssimazione come fosse il fatto, cadiamo nelle visioni presuntuose dell’auto importanza.

Quindi, anziché semplicemente pensare alla natura della realtà, il Buddha ci incoraggia a sentirla. Qui e ora, quali sono le conseguenze delle azioni offensive che abbiamo fatto nel passato? E quali le conseguenze delle azioni gentili e premurose?

Con Metta,

Bhikkhu Munindo

(Ringraziamenti a Chandra per la traduzione)

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