Una manciata di foglie

Dhammacakkappavattana Sutta: il discorso che mette in moto il veicolo dell’insegnamento

 

Una volta il Beato era in una foresta di simsapa presso Kosambi. Raccolse una manciata di foglie e chiese ai monaci:

“Quali pensate, o bhikkhu, che siano più numerose, le foglie che ho in mano o quelle che sono sugli alberi del bosco?”.

“Le foglie che il Beato ha raccolto con la mano sono poche, Signore; quelle che sono nel bosco sono molte di più”.

“Allo stesso modo, bhikkhu, le cose che ho conosciuto per esperienza diretta sono molte di più; quelle che vi ho detto sono soltanto una parte.
Perchè non vi ho parlato delle altre? Perchè esse non portano beneficio, non fanno progredire nella Vita Santa, e non conducono al distacco dalle passioni, al lasciar andare, alla cessazione, alla calma, alla conoscenza diretta, all’Illuminazione, al Nibbana. Ecco perchè non ve ne ho parlato.
E cosa vi ho detto? Questa è la Sofferenza, questa è l’Origine della Sofferenza, questa è la Cessazione della Sofferenza, questa è la Via che porta alla Cessazione della Sofferenza. Questo è ciò che vi ho detto.
Perchè vi ho detto ciò? Perchè porta  beneficio, fanno progredire nella Vita Santa, e conducono al distacco dalle passioni, al lasciar andare, alla cessazione, alla calma, alla conoscenza diretta, all’Illuminazione, al Nibbana.
Quindi, bhikkhu, fate che il vostro compito sia la contemplazione di:

  • questa è la sofferenza,
  • questa è l’origine della sofferenza,
  • questa è la cessazione della sofferenza,
  • questa è la via che conduce alla cessazione della sofferenza. “

( Samyutta Nikaya, LVI, 31 ) 

 Ogni bene, Sudhammo

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