Le due frecce

 
Parabola del Buddha
 

L’incolto uomo comune sperimenta la sensazione piacevole, quella dolorosa e quella indifferente.
Anche l’addottrinato nobile discepolo sperimenta la sensazione piacevole, quella dolorosa e quella indifferente.

E allora quale e’ la differenza, quale e’ la distinzione, la dissimiglianza tra l’addottrinato nobile discepolo e l’incolto uomo comune? 

L’incolto uomo comune colpito da una sensazione  dolorosa, si affligge, si cruccia, si lamenta percotendosi il petto, geme, si avvilisce. Egli sperimenta due sensazioni: una corporea e l’altra mentale.
E’ come se ferissero un uomo con una freccia e poi lo ferissero con una seconda freccia; certamente quell’uomo sperimenterebbe la sensazione dolorosa di due frecce.
Similmente l’incolto uomo comune, colpito da una sensazione dolorosa, sperimenta due sensazioni: corporea e mentale; colpito da una sensazione dolorosa egli manifesta repulsione e cede a questa repulsione della sensazione dolorosa.

L’addottrinato nobile discepolo invece colpito da una sensazione dolorosa non si affligge, non si avvilisce, egli sperimenta una sola sensazione dolorosa: quella corporea, ma non quella mentale.
E’ come se ferissero un uomo con una freccia ma non lo ferissero poi con una seconda freccia; certamente quell’uomo sperimenterebbe la sensazione di una sola freccia.
Similmente l’addottrinato nobile discepolo colpito da una sensazione dolorosa sperimenta una sola sensazione: quella corporea, ma non quella mentale; colpito da una sensazione dolorosa manifesta repulsione, non cede a questa repulsione.

Questa e’ la differenza, questa e’ la distinzione, questa e’ la dissimiglianza fra l’addottrinato nobile discepolo e l’incolto uomo comune.

 

Ogni bene, Sudhammo

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2 risposte a Le due frecce

  1. Pingback: La sofferenza è come il colesterolo… | la panchina del monastero

  2. marcelloviv scrive:

    La parabola mi sembra illustrare in modo chiarissimo il concetto del “qui ed ora”, lo stare con quello che c’è senza cadere vittima delle reazioni istintive. Uno sprone – tramite la saggia attenzione, sati o consapevolezza che dir si voglia – ad agire nel modo più giusto, non cadendo vittima dei comportamenti del c.d. uomo incolto, in grado solo di aggiungere dolore al dolore.
    Con riconoscenza per queste perle quotidiane.