Negare la sofferenza

 

Di solito non vogliamo riconoscere la sofferenza, vogliamo solo eliminarla.
Appena sorge un problema o un guaio, la tendenza dell’essere umano non risvegliato è quella di sbarazzarsene o sopprimerlo.
E si può vedere come la società moderna sia tutta tesa a cercare piaceri e gioie in ciò che è nuovo, eccitante, romantico.
Tendiamo a dare importanza alla bellezza ed ai piaceri della gioventù e ad accantonare i lati brutti della vita, come vecchiaia, malattia, morte, noia, disperazione e depressione.
Quando ci troviamo di fronte a ciò che non vogliamo, ce ne allontaniamo per cercare ciò che ci piace. Se proviamo noia, andiamo a fare qualcosa di interessante. Se ci sentiamo spaventati, cerchiamo di trovare qualche sicurezza.
E’ una cosa assolutamente normale! S
iamo sottoposti a questo principio di piacere/dolore, a cui consegue attrazione/repulsione.
Quindi, se la mente non è ricettiva, è forzatamente selettiva: sceglie ciò che ama e tenta di sopprimere ciò che non ama.
E così dobbiamo sopprimere una gran parte della nostra esperienza, poiché molte cose che sperimentiamo sono inevitabilmente spiacevoli.

Se capita qualcosa di spiacevole, diciamo: “Vattene!” Se qualcuno ci ostacola, diciamo “Eliminiamolo!”
Spesso si può notare questa tendenza nel comportamento dei governanti…
E’ tremendo pensare a che tipo di persone ci governano, gente ancora ignorante e poco illuminata.
E’ la mente ignorante che pensa allo sterminio: “Ecco una zanzara; uccidila!” “Quelle formiche stanno invadendo la stanza; uccidile con lo spray!”
In Inghilterra c’è un’associazione chiamata Rent-o-Kil. Non so se sia una specie di mafia all’inglese o altro; comunque è specializzata nell’eliminazione dei “flagelli”, comunque si voglia interpretare l’espressione ‘eliminare i flagelli’.

tratto dal libro “Le Quattro Nobili Verità” del Venerabile Ajahn Sumedho

Ogni bene, Sudhammo

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