Morire di sete

Come una persona con una fortissima sete dopo aver fatto un lungo viaggio… chiede acqua e chi ha l’acqua gli dice: “Puoi bere questa acqua se vuoi. Il suo colore… il suo odore… il suo sapore sono buoni, ma è avvelenata, voglio dirtelo. Ti avvelenerà o ti darà dolori come la morte”.
Ma l’assetato non vuole ascoltare perchè è molto assetato.

Oppure come una persona dopo un’operazione chirurgica. Gli era stato detto dal dottore che non può bere, ma continua a chiedere dell’acqua da bere.

Una persona assetata di sensualità è proprio così: si ha sete di vedere, sete di suoni, sete di odori, sete di sapori, tutti questi sono come veleno.

Il Buddha ci dice che la vista, il suono, l’odore, il sapore, il tatto e le idee sono veleno.
Sono trappole.
Ma non lo ascoltiamo.
Come la persona assetata d’acqua che non vuole ascoltare l’avvertimento perchè la sua sete è immensa; non importa quanti problemi e dolore arriverà, tutto ciò che chiede è acqua da bere.
Non ha importanza se, dopo aver bevuto l’acqua, morirà o soffrirà per il dolore come stesse morendo.
Appena mette le mani sul bicchiere inizia a bere.
Una persona assetata di bevande come la sensualità del vedere, del sentire, dell’ororare, dell’assaporare, del toccare, del pensare. Sembrano deliziose, così ne beve. Non può fermarsi.
Ne beve fino a morire, catturato nell’atto, esattamente nel mezzo della sensualità.

Venerabile Ajahn Chah   

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