L’origine di dukkha

 

La Seconda Nobile Verità è quella dell’origine di dukkha

La definizione di questa verità, come si trova sui testi originali, è la seguente:

E’ la sete che produce la rinascita e il ri-divenire e che è legata all’avidità passionale e che trova nuovi piaceri ora qui, ora là, ossia:

  • la sete del piacere dei sensi,
  • la sete di esistenza e divenire,
  • la sete della non-esistenza. 

E’ questa sete… questo desiderio, questa avidità e cupidigia che manifestandosi in vari modi dà origine a tutte le varie forme della sofferenza e alla continuità degli esseri. Ma non si dovrà considerarla come la causa prima perché non c’è una causa prima in quanto che, secondo il  buddhismo, ogni cosa è relativa e intrerdipendente.
Questa sete considerata la causa dell’origine di dukkha dipende, per sua apparizione, da qualcosa di altro, dalla sensazione che sorge in dipendenza del contatto e così di seguito gira la ruota che è conosciuta come “Produzione Condizionata”.
La sete non è la causa principale, ma certamente è la più palpabile e immediata. Questa sete ha come centro l’idea erronea dell’esistenza di un “sé” originata dall’ignoranza.

Il termine “sete” non include solo il desiderio e l’attaccamento ai piaceri dei sensi, alla ricchezza, alla potenza ma anche alle idee, agli ideali, alle opinioni, alle teorie, ai concetti e alle credenza.
Secondo l’analisi fatta dal Buddha, tutti i dolori e i conflitti che ci sono nel mondo, dalle piccole questioni personali nelle famiglie alle grandi guerre tra nazioni, hanno la loro origine in questa “sete” egoistica. Quindi tutti i problemi economici, politici e sociali hanno qui le loro radici.

Tutti ammetteranno volentieri che ogni male del mondo è generato dal desiderio egoista, questo non è difficile da capire. Ma con questo desiderio, questa “sete” possano produrre la ri-esistenza e il ri-divenire è un qualcosa che non si afferra facilmente. Per questo motivo analizzeremo l’aspetto filosofico: a questo fine ci si deve fare un’idea di quella che è la teoria del kamma e della rinascita.
Quattro sono gli alimenti come causa necessaria per l’esistenza e la continuità degli esserei:

  1. l’alimento materiale,
  2. il contatto degli organi di senso,
  3. la coscienza,
  4. la volizione mentale, la volontà. 

Questa ultima è la causa che genera il kamma, secondo la definizione del Budhha, che dice:
“Quando uno comprende l’alimento della volizione mentale, comprende le tre forme della sete”.

Così il termine “volizione mentale” o kamma indicano la stessa cosa: il desiderio, la volontà di essere, di esistere e di ri-esistere, di diventare sempre di più, di crescere sempre di più, di accumulare sempre di più.

Questa è l’origine di dukkha. 

Siamo a contatto con uno dei punti più importanti ed essenziali dell’insegnamento del Buddha.
Si deve quindi puntualizzare chiaramente che ciò che dà origine al dukkha è nel dukkha stesso e non in una causa esterna.
Tutto quello che ha la natura di apparire, quello stesso ha la natura di cessare.

tratto dal libro “L’insegnamento del Buddha” di Walpola Rahula

Ogni bene, Sudhammo

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