Considerazioni secondo il Venerabile Ajahn Sumedho

 

Dal libro “Cittaviveka” del Venerabile Ajahn Sumedho

 

Se siete impegnati nel rispetto dei cinque precetti, allora sapete quando ne avrete rotto qualcuno.
Quindi, rappresentano delle linee guida per essere sempre più attenti, un po’ di più consapevoli e anche più responsabili della nostra vita.
Se non abbiamo regole allora tenderemo a fare ciò che piacerebbe fare o ciò che avremo voglia di fare.

Personalmente, ho un tipo naturale di morale di vita. Non ho mai amato essere immorali.
Ma quando vivevo a Berkeley in California i più bravi, intelligenti e esperti che erano intorno a me che fortemente ammiravo sembravano lodare l’immoralità. Pensavo: “bene… forse dovrei fare ciò anche io!”.
Certamente, quando guardate gli altri, vorreste essere come loro. 
Ero dentro un terribile pasticcio, perchè potevano essere molto convincenti. Potevano parlare di un omicidio come fosse un atto dovuto!

Così sila è una guida, un modo di ancorarvi nel fermarvi in brutte azioni attraverso il corpo e la parola, che riguardano entrambe voi stessi e chi vi sta intorno.
Non è una regola assoluta.
Non sto dicendo che se uccidete un verme nel vostro giardino rinascerete per le prossime 10.000 volte come verme con il fine di spaventarvi per non essere uccisi.
Non c’è consapevolezza in tutto ciò.
Se siete solo condizionati allora state solo facendo ciò perchè siete preoccupati di andare all’inferno. Non potete comprendere; non state riflettendo o osservando e veramente utilizzando la vostra consapevolezza per vedere le cose come sono.

Se siete spaventati dalle azioni e dai discorsi allora è la giusta via per diventare nevrotici; ma, in altro senso, se non siete sufficientemente spaventati e pensate di poter fare qualsiasi cosa, allora anche in questo caso diventerete confusi e nevrotici!

Sigmund Freud ebbe tutti i tipi di persone che gli chiedevano un aiuto per terribili stati d’animo, come la repressione sessuale, che a quel tempo era una cosa normale sia in Europa che in America; pensò: “Bene, se smettessimo di reprimere allora non avremo più di questi problemi. Diventeremo tutti liberi, felici, con personalità ben integrate”. Ma oggigiorno che non ci sono restrizioni continuate a diventare isterici, miserabili, nevrotici! Quindi è abbastanza ovvio che ci sono due estremi che scaturiscono da una mancanza di consapevolezza rispetto al naturale modo condizionato di vivere la sessualità. 

Dobbiamo riconoscere entrambe che cosa sia eccitante e che cosa sia rilassante. La meditazione buddhista… perchè è così noiosa? Ripetitiva… e i canti… perchè non cantare un’aria classica? Potrei farlo!. Avrei voluto essere un cantante di opera.
Ma a livello convenzionale di correttezza, o quando sono seduto per tenere un insegnamento facendo il mio dovere, canto in monotono meglio che posso. Se vi concentrate sui canti monotoni, vi tranquillizzerete.

Una sera, eravamo seduti in meditazione nel nostro monastero nella foresta in Thailandia, quando sentii una canzone pop americana che avevo sempre odiato quando ero ancora un laico. Veniva da uno di quei venditori ambulanti di medicine che girano di villaggio in villaggio con il suo grosso camper con un altoparlante che suonava questa canzone per attrarre le persone e vendere le sue ciarlatanerie. Il vento girava proprio nella mia direzione e la canzone “Dite a Laura che l’amo” sembrava che fosse proprio qui nella sala di meditazione. Non avevo ascoltato canzoni americane da molti anni, così mentre questa canzone d’amore smielata andava iniziai a piangere! Riconobbi una tremenda emozione spinta dalla musica. Se non riuscite a comprendere quanto dico, si era aggrappata al mio cuore catturandolo in eccitamento ed emozioni. Questo è l’effetto della musica quando non siete consapevoli.

Quindi i nostri canti sono monotoni perchè se vi concentrate su di essi non sarete trasportati dentro i sentimentalismi delle lacrime o dell’estasi. Al contrario, vi sentirete tranquilli, pacificati, sereni.
Anche Anapanasati tranquillizza, perchè ha un ritmo gentile, sottile, non eccitante.
Anche pensando alla vita monacale è noiosa nel senso di una mancanza di romanticismo, di avventura, e di eccitazione; è tranquillizante, pacificante, calmante…

Quindi, riflettete nella vostra vita su ciò che è calmante e ciò che è eccitante, così che inizierete a comprendere a come usare panna per le vostre facoltà di saggezza.
Come Buddhisti, facciamo questo in modo tale da conoscere ciò che ci interessa.
Comprenderemo le forze della natura con le quali dovremo coesistere. Non possiamo avere il controllo su tutto così come su nulla di violento o di eccitante accede intorno a noi, ma bensì comprendere tutto ciò.
Possiamo avanzare facendo degli sforzi verso la comprensione e la conoscenza dalla nostra vita così come la stiamo vivendo.

Ogni bene, Sudhammo

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