Satipatthana sutta

 

Il discorso più importante che il Bhudda abbia mai pronunciato sullo sviluppo mentale, quindi sulla meditazione, è intitolato Satipatthana sutta, cioè “I fondamenti della Consapevolezza” (n. 22 del Dighanikaya e n. 10 del Najjhina-nikaya). 
Questo discorso è così venerato nella tradizione buddhista che lo si recita regolarmente, non solo nei monasteri, ma anche nelle case buddhiste davanti ai vari membri della famiglia seduti in circolo, in ascolto con profonda devozione.
Viene recitato anche al capezzale dei morenti.

I modi di meditare indicati in questo discorso non sono separati dalla vita: al contrario essi sono in completa connessione con la nostra vita, le nostre attività quotidiane, i nostri dolori e le nostre gioie, le nostre parole e i nostri pensieri, le nostre occupazioni sia intellettuali che morali.

Il discorso è diviso in quattro sezioni principali:

  • la prima tratta del nostro corpo (kaya),
  • la seconda tratta delle nostre sensazioni (vedana),
  • la terza tratta della nostra mente (citta),
  • la quarta tratta dei vari soggetti mentali e intellettuali (dhamma).

Qualunque sia la forma di meditazione, quello che è essenziale è l’attenzione, la presa di coscienza (sati), l’osservazione (anupassana).

Nella prima sezione, certamente, è compreso uno degli esempi di meditazione più conosciuta, popolare e pratico che concerne il corpo: l’attenzione al respiro (anapanasati).
Soltanto per questa meditazione è prescritta -nei testi- una posizione particolare e definita. Per le altre forme esposte nel sutta, potete sedere, stare in piedi, camminare o stare distesi, come vi pare.
Per esercitare l’attenzione al respiro -secondo il sutta- si dovrebbe stare stare seduti a gambe incrociate, tenedo il corpo dritto e l’attenzione vigile. Ma restare seduti a gambe incrociate alle volte non è per tutti pratico: quindi chi dovesse trovare delle difficoltà con questa postura potrà optare per stare seduto su una sedia, tenendo comunque il corpo ben dritto e l’attenzione vigile.
E’ assolutamente necessario per la pratica di questo esercizio  tenere la schiena dritta ma non rigida, con le mani poggiate comodamente sul grembo: così seduti si possono chiudere gli occhi o guardare poco in basso di fronte, come ci si trova a più agio.

Ispirate ed espirate come al solito, senza sforzarvi e senza contrazioni.
Concentrate la mente sul movimento della inspirazione e della espirazione, guardate ed osservate con la mente il respiro che entra e che esce, essendone vigili e consapevoli. Respirate normalmente ed in modo naturale, qualunque sia la caratteristica del vostro proprio respiro: nessuna forzatura a modificare il vostro respiro.
Dimenticate tutto il resto, tutto ciò che vi circonda, non guardare nulla con gli occhi. Fare ciò per cinque-dieci minuti…

Resterete stupefatti di come la vostra mente fugge via… Gentilmente riportate l’attenzione sul respiro che entra e che esce…

Continuate a praticare questo esercizio due volte al giorno, la mattina e la sera, per cinque… dieci minuti alla volta, gradualmente senza forzare i tempi.
Piano piano comincerete a concentrarvi senza più porre troppa attenzione ai rumori intorno.
Questa esperienza vi arrecherà una sensazione di pienezza di gioia, di felicità, di tranquillità che vorreste allungare i tempi.
Continuando in questa pratica con assiduità e determinazione (senza forzare ne tempi ne impegno) vi perderete completamente nella consapevolezza del vostro respiro.

Questo esercizio di attenzione al respiro -che è una delle pratiche più semplici- ha lo scopo di sviluppare la concentrazione e la consapevolezza.
La vostra salute fisica ne beneficerà, essenso più rilassati, dormirete di più profondamente, sarete efficienti nelle attività quotidiane, sarete più calmi e tranquilli; anche nei momenti di nervosismo o eccitazione, praticando qualche minuto vi rilasserà immediatamente.

La seconda forma di meditazione è molto importante e utile per essere attenti a qualsiasi cosa si faccia, fisicamente o verbalmente, durante la quotidiana routine della vita sia pubblica che privata.

Le persone -generalmente- non vivono le loro azioni nel momento presente: vivono piuttosto nel passato o nel futuro. Ciò vuol dire che dovreste vivere nel momento presente, nell’azione presente: ciò significa che i nostri pensieri non devono scappare nel passato e neanche nel futuro. Al contrario, li penserete in relazione al momento presente, alle persone e alle azioni del qui e ora.
Non esiste il passato perchè è andato…
Non esiste il futuro perchè deve ancora venire.
Esiste solo l’attimo presente, perchè lo viviamo e lo sperimentiamo.

La vera vita è il momento presente, non i ricordi del passato, ne i progetti del futuro.

Attenzione e consapevolezza non significa che dovete pensare: “sto facendo questo…”.
Meditare è esattamenet il contrario: dovete dimenticarvi di voi stessi e perdervi in ciò che state realmente facendo.
L’attenzione e la consapevolezza nelle nostre attività è di vivere nel momento presente, nel vivere in ciò che si sta facendo.
Non dovete perdere neanche un secondo prezioso di questa meditazione, ma dovete coltivare l’attenzione e la consapevolezza sempre, sia di giorno che di notte, in tutte le attività della giornata.

La terza forma di meditazione riguarda la nostra mente, il suo sviluppo mentale che si esplicita nelle emozioni e nelle sensazioni piacevoli, spiacevoli e neutre.
Dovreste essere pienamente consapevoli quando la vostra mente è intrisa di passioni o distaccata, quando è sopraffatta dall’odio, dalla malevolenza, dalla gelosia, o al contrario, è piena d’amore, di compassione, quando è piena di illusioni o quando ha una comprensione giusta e chiara… Molte volte siamo impauriti dall’esaminare la nostra mente: preferiamo evitarlo.

Non si tratta di una attitudine critica, giudicante o discriminante del bene e del male. E’ semplicemente un osservare, un guardare, un esaminare. Non esistono giudici, ma dobbiamo farci scienziati che rilevano un fatto, divenendo imparziali di fronte alle emozioni, ai sentimenti, agli stati.
Restando distaccati si diventa liberi e si potranno vedere òe cose per quel che sono realmente.

La quarta forma di meditazione riguarda gli oggetti etici, spirituali e intellettuali.
Tutti i nostri studi, letture, discussioni, conversazioni, riflessioni su questi argomenti sono inclusi in questo tipo di meditazione. Perfino leggere e escrivere su questo sito…

Secondo questa forma di meditazione si potrà studiare, pensare e riflettere sui…

  • Cinque Impedimenti (Nivarana) che impediscono completamente la chiara comprensione e quindi il progresso. Quando se ne è dominati non si sa come liberarsene, non si riesce a riconoscere il vero dal falso, il bene dal male.
  • Sette Fattori dell’Illuminazione (Bojjhanga), per coltivare quelle qualità che sono essenziali e averne un reale e sincero desiderio nonchè volontà di vederli realizzati.
  • Cinque Aggregati, riflettendo sul concetto di “che cos’è un essere?” oppure “Che cosa è quel che definiamo Io?”.
  • Quattro Stati Sublimi, o Dimore Celesti (Brahma- vihara).

 

tratto dal libro “L’Insegnamento del Buddha” di Walpola Rahula

Ogni bene, Sudhammo

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