Sigala sutta

Il Sigala-sutta (n.31 del Digha-nikaya) mostra con quale grande rispetto il Buddha trattasse la vita dei laici, della famiglia e delle relazioni sociali.

Un giovane di nome Sigala era solito adorare i sei punti cardinali dello spazio: l’est, l’ovest, il nord, il sud, il nadir e lo zenit.
Il Buddha disse al giovane che nella “nobile disciplina” (ariyassa vinaya) del suo insegnamento le sei direzioni erano:

  • est, i genitori;
  • sud, i maestri;
  • ovest, la moglie e i figli;
  • nord, gli amici, i parenti e i vicini;
  • nadir, i servitori, gli operai o gli impiegati;
  • zenith, i religiosi.

Il Buddha disse di “adorare” queste sei direzioni: si adorano le cose sacre e sante, degne di essere onorate e rispettate.
Nella cultura buddhista questi sei gruppi sono considerati sacri.

Come si possono quindi adorare? Semplicemente compiendo il proprio dovere nei loro confronti.
Questi doveri sono esposti nel Sigala-sutta.

1. Relazione tra genitori e figli

Il Buddha dice: “I genitori sono chiamati Brahma”. Il termine Brahma indica il concetto più alto e più sacro e il Buddha vi include proprio i genitori. Così anche ai giorni nostri nelle famiglie buddhiste i figli adorano i loro genitori, continuando una tradizione secolare.
I figli sono tenuti a compiere determinati doveri nei loro confronti, prendendosene cura in vecchiaia; devono fare per loro tutto il necessario; devono mantenere l’onore della famiglia e continuare la sua tradizione; devono salvaguardare il patrimonio guadagnato dai genitori e compiere i riti funebri dopo la loro morte.

I genitori hanno a loro volta delle responsabilità nei confronti dei figli: devono mantenerli fuori dalle vie cattive; devono indirizzarli verso le attività buone e proficue; devono dare loro una buona educazione; devono sposarli con delle buone famiglie; devono trasmettere il patrimonio nei tempi opportuni.

2. Relazione tra maestro e allievo

Un allievo deve rispettare il suo maestro e gli deve obbedire; deve sopperire ai suoi bisogni eventuali; deve studiare con zelo.
Il maestro deve educare e formare il suo allievo convenientemente; lo deve ben istruire; gli deve presentare i suoi amici; deve sforzarsi di procurargli una posizione sicura e un impiego, una volta terminati gli studi.

3. Relazione tra marito e moglie

L’amore tra marito e moglie è considerato quasi religioso o sacro. E’ definito come “sacra vita familiare”. Anche qui si deve far notare l’uso del termine Brahma: indica l’altissimo rispetto in cui è tenuta la relazione che unisce gli sposi. Le mogli e i mariti devono essere fedeli, rispettosi e devoti l’uno verso l’altro e hanno determinati doveri l’uno verso l’altro.
Il marito deve sempre onorare sua moglie; non le deve mai mancare di rispetto; la deve amare ed esserele fedele; deve assicurarle una posizione e una vita confortevole; la deve allietare regalandole vestiti e gioielli.
La moglie a sua volta deve prendersi cura degli affari di casa; deve accogliere e intrattenere gli invitati e i visitatori, gli amici e gli impiegati; deve amare suo marito ed essergli fedele; deve proteggere i suoi beni; deve essere abile e coraggiosa in tutte le attività.

4. Realzioni tra amici, parenti e vicini

Devono essere ospitali e caritatevoli gli uni verso gli altri; esprimersi amabilmente e cortesemente; devono lavorare per il benessere comune; devono trattarsi da pari; non devono litigare; si devono aiutare nei bisogni; non devono abbandonarsi l’un l’altro nelle difficoltà.

5. Relazioni tra padroni e servitori

I padroni hanno diversi obblighi verso il loro servitore o impiegato: gli devono assegnare un lavoro secondo la sua abilità e le sue capacità; gli devono pagare un salario adeguato; gli devono assicirare le medicine; gli devono accordare doni occasionali e premi.
Il servitore  o impiegato a sua volta, deve essere diligente e non pigro; onesto e obbediete; non deve truffare il suo padrone; deve essere coscienzioso nel suo lavoro.

6. Relazioni tra religiosi e laici

I laici devono prendersi cura dei bisogni materiali dei religiosi con amore e rispetto.
I religiosi devono, con compassione, comunicare ai laici la conoscenza ed istruirli; li devono condurre per la buona strada, allontanandoli dal male.

 

tratto dal libro “L’insegnamento del Buddha” di Walpola Rahula

Ogni bene, Sudhammo

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