Attuazione

E’ importante accorgersi del momento in cui lasciate andare il desiderio, quando non lo giudicate e non tentate di liberarvene, quando riconoscete semplicemente che è quello che è. Quando siete veramente calmi e tranquilli, vi accorgerete che è sparito ogni tipo di attaccamento. Non siete più costretti ad inseguire o a respingere sempre qualcosa. Il benessere nasce dal conoscere le cose così come sono, senza sentire il bisogno di giudicarle.

Spesso diciamo: “Dovrebbe essere così o cosà”, “dovrei essere così”, o “non dovresti essere così o fare questo!”, e così via. Sono sicuro che potrei benissimo dirvi come dovreste essere e voi potreste fare altrettanto con me. Dovremmo essere gentili, amorevoli, generosi, buoni, lavoratori, diligenti, coraggiosi, arditi e compassionevoli. Non ho neanche bisogno di conoscervi per dirvi come dovreste essere. Ma per conoscere realmente qualcuno, bisogna aprirsi, e non aggrapparsi all’idea di ciò che deve essere un uomo o una donna, di ciò che dovrebbe essere un cristiano o un buddhista. Noi sappiamo benissimo che cosa dovremmo essere!

La sofferenza nasce dall’attaccamento che abbiamo verso gli ideali e dalle complicazioni che creiamo intorno alle cose. Non siamo mai all’altezza dei nostri più alti ideali. Niente sembra esserne all’altezza: né il mondo in cui viviamo, né la vita o gli altri. Così diventiamo estremamente critici verso il prossimo e noi stessi: “So che dovrei essere più paziente, ma proprio non posso essere paziente!”. Ascoltate tutti i “dovrei” e “non dovrei”, tutti i desideri: volere il piacere, volere diventare, voler liberarsi da ciò che è brutto e doloroso. E’ come ascoltare qualcuno che non fa che dire: “Voglio questo e non voglio quell’altro; dovrebbe essere così e non così”. Cercate di prendervi il tempo per ascoltare la mente che si lamenta; siatene consapevoli.

Spesso quando mi sentivo scontento o troppo critico, chiudevo gli occhi e cominciavo a pensare “Non voglio questo e non voglio quello”, “quella persona non dovrebbe essere così” e “le cose non dovrebbero stare così”. E io stavo ad ascoltare quel diavolo di un brontolone che continuava a criticare me, gli altri, il mondo intero. Poi pensavo: “Voglio felicità e sicurezza; voglio certezze; voglio essere amato!” Queste cose le pensavo volutamente e le ascoltavo, osservandole come semplici condizionamenti che sorgevano nella mente. Fate anche voi così: portate tutte le speranze, i desideri e le critiche a livello mentale, coscientemente. Allora conoscerete il desiderio e saprete come non dargli importanza.

Più investighiamo e contempliamo l’attaccamento, più facilmente si avrà la comprensione profonda che “il desiderio deve essere lasciato andare”. Attraverso la pratica concreta e attraverso la conoscenza di ciò che veramente è il lasciare andare, avremo la terza intuizione sulla Seconda Nobile Verità, che è: “Il desiderio è stato abbandonato”. A questo punto, sappiamo veramente che cosa è lasciar andare, non è un teoretico lasciar andare, ma un’intuizione diretta. Ora sapete che il “lasciar andare” è stato raggiunto. Ecco, la pratica è tutta qui.

tratto dal libro “Le Quattro Nobili Verità” del Venerabile Ajahn Sumedho

Ogni bene, Sudhammo

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