Fare outing…

“Fare outing” ha il significato di “ammettere e rendere pubblica una caratteristica strettamente personale senza nasconderla”.
Un esempio potrebbe essere che Michael Jackson avrebbe potuto ammettere di essere un essere vivente con la pelle scura, piuttosto che spendere la vita tentando di non apparire tale.

Nel linguaggio corrente molto spesso questa espressione viene utilizzata per fare pubblica ammissione di omosessulità.

Fatto salvo il fatto che ogni persona è -e resta- libera di compiere le azioni che ritienne più opportune per se stesso, come si può vedere il “fare outing” nei Cinque Precetti?
In particolare riguardo mi riferisco al precetto della “corretta sessualità”, dove il termine “corretta”  dovrebbe sottointendere quel “senso comune di generale visione” dei rapporti di coppia che dovrebbero essere esclusivamente eterogenei.

Si coniuga l’omosessulità con il precetto della corretta sessualità?

Forse questo argomento sarà scabroso… ma lo trovo decisamente attuale con i tempi… anzi qualcuno potrebbe sostenere che lo è sempre stato… fin dai tempi degli antichi greci…

Parliamone, senza preconcetti.

Ogni bene, Sudhammo

 

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8 risposte a Fare outing…

  1. Sudhammo Sudhammo scrive:

    ANCHE A ME E’ SUCCESSO…
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    di non riuscire a fare un outing corretto durante i primi anni nei quali mi sono rivolto al buddhismo.
    me ne vergognavo, mi sentivo diverso e ne soffrivo.
    corrado pensa una sera disse che essere buddhisti, voler essere buddhisti significa prima di tutto avere la determinazione di nuotare controcorrente…
    quelle sue parole mi dettero una grande forza… o meglio mi resero consapevole di averla.
    da allora piano piano quella stupida vergogna è andata via: non mi riguarda più. oggi sorrido quando ci penso.
    non avrei neanche mai potuto immaginare di tenere un blog su argomenti di buddhismo e di dhamma… invece ammetto che è stato fortemente liberatorio.
    ogni bene, sudhammo

  2. Sudhammo Sudhammo scrive:

    L’HO TROVATA…
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    @ marcelloviv

    ecco la lettura che ti dicevo poco fa… fa riferimento al “lasciar andare” ma abbiamo visto che è parte integrante del dhamma.
    te la riporto qui di seguito.
    ogni bene, sudhammo
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    La tua casa che abiti non è la tua vera casa.
    Supponi che sia la tua casa, la tua casa nel mondo.
    La tua vera casa è la pace.
    Il Buddha ci ha costruito la nostra propria casa attraverso il “lasciare andare” affinchè possiamo raggiungere la pace.
    Venerabile Ajahn Chah
    _______________________________________________

  3. Sudhammo Sudhammo scrive:

    CITTADINI DEL MONDO
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    bianca scrive: ” … siamo, la razza umana! … ”

    cioè, cittadini dello stesso mondo, cittadini del mondo.
    vero?

    ogni bene, sudhammo

  4. Sudhammo Sudhammo scrive:

    LA GNORANZA
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    bianca scrive: ” … l’ignorante che si sente sempre un gradino piu in alto … ”

    ne è pieno il mondo. sono ovunque, sono in ogni tempo.
    è la piaga umana più importante: si vive quel poco che ci è dato, e lo viviamo anche male. ovunque ci si gira esiste l’ignoranza (già quella “generica” risulta insopportabile), quella ignoranza che -seguendo il dhamma- siamo riusciti a vedere, capire e che ci vede impegnati a superarla.
    tempo fa, mi sembra durante un intensivo al monastero santacittarama l’abate lesse una frase che mi porto ancora dentro e che mi ripeto spesso quando vivo situazioni di ignoranza palpabile.
    disse: “è dura e difficile la giornata del praticante”.
    ogni bene, sudhammo

  5. Sudhammo Sudhammo scrive:

    LA GRANDE CASA CHE IL BUDDHA CI HA COSTRUITO
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    Marcelloviv scrive: ” … nel Dhamma c’è posto per tutti … ”

    E’ confortante sapere che ci sia questo “luogo” dove c’è sempre un posto a tavola disponibile per tutti, dove “i tutti” sono veramente TUTTI!
    Questo luogo, come hai giustamente e perfettamente indicato, è il Dhamma, e in una breve lettura di Ajahn Chah questi lo indica proprio come la Casa che il Buddha ci ha lasciato in eredità.
    E’ bello ritrovarsi sempre a casa, insieme a “tutti” coloro che la condividono.
    ogni bene, sudhammo

  6. Sudhammo Sudhammo scrive:

    FINALMENTE UN PIZZICO DI CIVILTA’
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    La Cassazione, in una sentenza depositata oggi, afferma che le coppie omosessuali, se con l’attuale legislazione «non possono far valere il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio celebrato all’estero», tuttavia hanno il «diritto alla “vita familiare”» e a «vivere liberamente una condizione di coppia» con la possibilità, in presenza di «specifiche situazioni», di un «trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata».

    Questo è un piccolo trafiletto di un articolo uscito oggi sul quotidiano Il Messaggero: ecco il link per leggere altro.
    http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=185964&sez=HOME_INITALIA

    Ogni bene, Sudhammo

  7. bianca scrive:

    Avere il coraggio di rendere pubblica una relta’ intima, che la societa’ bigotta detta perbenista, giudica sempre, chiude, soffoca la speranza di tante persone che magari sono state sul punto di farlo e poi si sono ritirate dalla paura di entrare a far parte di un gioco al massacro. Non esiste il migliore o il peggiore, il normale o l’anormale! Esiste l’ignorante che si sente sempre un gradino piu in alto, che giudica, umilia e procura voluta sofferenza. Siamo tutti diversi e tutti uguali, siamo, la razza umana!
    Con Metta
    Bianca

  8. marcelloviv scrive:

    Personalmente, ritengo che qualsiasi attitudine (quella sessuale non mi sembra certo una “scelta”, per lo meno io non ho scelto di essere etero) sia da accettare in noi e negli altri, purché non foriera di sofferenza. Temo, soprattutto alla luce dei pregiudizi ancora esistenti nei confronti dei “diversamente orientati”, che spesso i primi a soffrire siano gli stessi omosessuali. Non accodiamoci né alla retorica di coloro che tutto accolgono, salvo poi deridere “gli altri” alle spalle, né all’odio ingiustificato nei confronti del “diverso” (possiamo ancora usare un termine del genere?).
    In sintesi, come praticante non mi pongo il problema dell’orientamento sessuale degli altri, praticanti o meno, così come non mi interessa che siano milanisti (come me) o interisti, vegetariani od onnivori, ecc.. Nel mondo e, soprattutto, nel Dhamma c’è posto per tutti.
    Con affetto