Medito… ergo sum

Ecco finalmente il blog per parlare di meditazione.

Mi è stato sollecitato più volte, ma aspettavo a pubblicarlo per un paio di motivi.

Il primo perché volevo riportare gli insegnamenti sulla tecnica di meditazione nelle sue forme e modalità.

Il secondo perché -dopo aver parlato della tecnica- volevo dare modo ai “principianti” che leggono questo blog (e ce ne sono) di iniziare la loro pratica, accumulare qualche esperienza, qualche dubbio, qualche richiesta di chiarimento, per poi dare loro un aiuto, chiamando i più “esperti” ad offrire quanto da loro sperimentato.

Senza bisogno di metterci addosso delle arie da santoni che non mettono affatto alcun valore aggiunto a quanto si direbbe, possiamo raccontare le nostre proprie esperienze di meditazione.
Diceva il mio maestro Corrado Pensa che non ci sono graduatorie o classifiche per dimostrare di essere un buon meditante; non ci sono delle fasi da raggiungere o mete da conquistare.
La meditazione è un divenire continuo, che ognuno sviluppa secondo la propria sensibilità, il proprio impegno, la propria motivazione.
Ma parlarne tra “buoni amici” certamente aiuta nello stimolare la crescita e l’attenzione di questi attributi.

Già all’inizio della vita del blog, quando per ogni articolo tenevo aperti i commenti, alcuni di noi hanno scritto qualche cosa: dovrò fare un piccolo lavoro di copia-incolla dei commenti iniziali su questo argomento per riportarli qui dentro, che è la loro giusta posizione, avendo cura di riportare nel commento stesso la firma dell’autore, anche se compariranno come li avessi scritti io, ma non è così.
Questo è il bello del “work in progress” che abbiamo vissuto insieme in questi mesi…

Raccontiamoci, quinid, come mediatiamo… quali problemi abbiamo riscontrato… come li abbiamo risolti… cosa ci consigliarono… cosa ascoltammo… cosa pensiamo della pratica della meditazione.

Ogni bene, Sudhammo

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40 risposte a Medito… ergo sum

  1. Nimmala Nimmala scrive:

    cara Andreina, la ragazzina e’ sofia, mia figlia. Ha solo 12 anni. Sta esprimendo un interesse spontaneo per il dhamma ed io la assecondo senza forzarla. E’ curiosa, fa un sacco di domande. Ha voluto lasciare il suo piccolo segno sulla panchina, rivolgendosi a Sudhammo. Fosse stata un po’ piu grande avrei lasciato che si iscrivesse al blog. Diciamo almeno maggiorenne. Vediamo quale sara’ il suo percorso nel tempo.
    Con metta
    Nimmala

  2. Andreina Andreina scrive:

    Cara Sofia ho letto il tuo biglietto che Sudhammo ha trovato sulla panchina. Dice che sei giovane: sono contenta che c’e’ qualcuno giovane come me. Io ho 25 anni, e tu? Ciao.
    🙂 Andreina 🙂

  3. Sudhammo Sudhammo scrive:

    LA MARATONA
    ========================

    La strada bianca si disegnava nella campagna intorno al mio villaggio come uno stanco serpente bianco, disteso sui colli tutto intorno. Dopo un pezzetto dentro il paese, si costeggiava il cimitero e via, cominciava a salire, con solo qualche breve pianoro indispensabile per riprendere il fiato. Sei chilometri e mezzo per andare e altrettanti per tornare a casa. Il punto di ritorno era fissato di fronte alla Comunità Mariana Oasi della Pace.
    Per preparare una maratona di 42,195km ci si deve allenare per almeno tre mesi, tutti i gironi tranne uno a settimana per il giusto riposo. Era il 1990, e stavo preparando la Maratona di Venezia per fine ottobre.
    In allenamento intervallavo le ripetute, alle serie, ai test da 15km e 21km. Ogni volta, tutte le volte, era indispensabile ed obbligatorio ascoltare con molta attenzione tutte le reazioni che il corpo mandava, attraverso i muscoli, i tendini, i malori, il respiro, i battiti cardiaci.
    Ci vuole una attenzione consapevole molto spiccata per rendersi conto di cosa di può e cosa non si può fare. In ultimo a capire se potrai fare o non potrai farla.
    Ancora non avevo abbracciato il Sentiero del Dhamma, ma fu un ottimo esercizio di inconsapevole consapevolezza del corpo.
    Andò bene, all’arrivo piansi come un bambino per la soddisfazione di essere arrivato in fondo, avercela fatta, con la giusta determinazione, e il giusto tempo: 3h12’25”.

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  4. Sudhammo Sudhammo scrive:

    METTA
    ================================

    gentile andreina,
    come giustamente ti ha risposto bianca, metta è una tipologia di meditazione.
    in questo blog deve essere ancora sviluppata, e mi ripropongo di farlo a partire dal prossimo mese di settembre, tornanti dalle ferie.
    è una importante modalità di meditazione e puoi trovare alcuni accenni sia nelle
    “quattro dimore celesti”
    (brahma vihara http://www.lapanchinadelmonastero.it/?page_id=1497)
    che nelle
    “dieci perfezioni”
    (paramita http://www.lapanchinadelmonastero.it/?page_id=1503).

    nel buddhismo si tiene molto conto dell’enumerare gli argomenti di riflessione e meditazione, così come riportato nella sezione “indice”.

    bianca usa salutare scrivendo “metta” seguito dal nome; personalmente preferisco la dizione italiana “ogni bene”, ma praticamente entrambe le forme sono un augurio di benevolenza amorevole.

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  5. bianca scrive:

    Metta. Dalla lingua pali, La benevolenza o gentilezza amorevole non condizionata. Una delle paramita della scuola theravada. La meditazione di metta come benevolenza e compassione per tutti gli esseri. Non volere il male ma solo il bene per chiunque.
    Con metta
    Bianca

  6. Andreina Andreina scrive:

    cara bianca mi saluti dicendo metta che cose e’? nn capisco saresti cosi’ gentile da dirmelo in due parole? grazie
    🙂 andreina 🙂

  7. bianca scrive:

    Ciao Andreina, abiti a Roma, speravo tu abitassi a Dubai. Sto scherzando naturalmente. Non ha importanza da quanto tempo meditiamo o da che esperienza abbiamo nel dharma. Non e’ una gara a chi ne sa di piu’. Siamo qua seduti per ascoltarci a vicenda. Si puo’ imparare da chi e ‘ piu anziano ma molto anche da chi e’ piu giovane, in termini di esperienze di vita vissuta. Nessuno di noi vuole insegnare niente a nessuno, anzi. Ti ringrazio per esserti unita a noi. Scrivere in tua compagnia, sara’ piu’ facile.
    Metta
    Bianca

  8. Andreina Andreina scrive:

    bianca abito a roma e medito da due anni la mia esperienza di meditazione e’ ancora ai primi approcci mi piace leggere tanto e trovo spunti soddisfacenti nn manchero’ di scrivere quando sentiro’ esigenza
    scrivi perche’ una voce femminile e’ sempre gradita
    ciao andreina
    🙂

  9. bianca scrive:

    Ciao Andreina cara, sono qua, sempre presente. Ti ringrazio per quanto mi dici. Scrivero’ ancora, certamente. Anche i commenti sono importanti non solo gli articoli. Confido tu possa unirti a noi, regalandoci quando vorrai la tua visione/opinione personale degli argomenti trattati.
    Con Metta
    Bianca

  10. Andreina Andreina scrive:

    Cara Bianca dove sei? Nn scrivi piu? Nn scrivi piu articoli? E’ molto tempo che non ti fai piu viva sui forum Mi piace leggere i tuoi post scritti da una donna Un tocco femminile ci vuole sempre
    Metta Andreina

  11. Sudhammo Sudhammo scrive:

    CHE LEZIONE DI PRATICA CHE CI HAI REGALATO…
    ===================================

    Bianca scrive: ” … Ho accettato ogni evoluzione con pazienza, ascoltando il mio disagio. Sempre, la pazienza si risolve essere la nostra migliore consigliera. L’ho chiamato ritiro forzato! … ”
    =========================================
    cara bianca, ti sembra poco ciò che hai sperimentato? credo che l’essenza del tuo week end si trovi tutta nelle due righe che ho riportato sopra. hai trascorso… hai sperimentato un we intenso piuttosto che perdere tempo a rosolarti al sole come una lucertola…

    pensando ai momenti di pratica più disparati, ricordo corrado pensa che esortava ad osservare quante occasioni ci si prospettano davanti per meditare, per porre l’attenzione a cosa accade, anche se non accade nulla…
    esortava a meditare quando si era in fila alla posta, in banca o chissà dove…
    esortava a meditare alla fermata del bus o della metro, lanciando frasi di metta contro ogni volto si incrociava con lo sguardo…
    il fatto importante è che sei stata consapevole di essere stata in ozio, forzato o non, e che hai riconosciuto lo stato della tua mente. ciò lo ritengo una ottima occasione di pratica che non ti sei fatta mancare.
    questo atto… e molto di più la consapevolezza di averlo vissuto e raccontato, lo ritengo positivo.

    ogni bene, sudhammo

  12. bianca scrive:

    Caro Sudhammo, leggere stamani l’articolo ” il nostro vissuto “del maestro Thanavaro, mi e’ stato di grande aiuto a riflettere, come se fosse sempre la prima volta! Ogni tanto ci perdiamo e ritrovarsi non e’ sempre facile e rapido. Ho trascorso questi giorni con una apatia mentale che mi ha abbastanza provata. Non sono piu’ uscita di casa, non posso guidare….. Tu sai amico mio a cosa mi riferisco e quale sia la causa del malessere quindi e’ venuta a mancare ossigenazione ritrovandomi con la testa vuota come una zucca. Ho accettato ogni evoluzione con pazienza, ascoltando il mio disagio. Sempre, la pazienza si risolve essere la nostra migliore consigliera. L’ho chiamato ritiro forzato! Mentre avrei avuto giovamento senza dubbi da un ritiro in un monastero con i buoni amici come te, che mi sei sempre accanto.
    Con Metta
    Bianca

  13. Sudhammo Sudhammo scrive:

    SE FOSSI IN VACANZA AL MARE…
    =============================

    … andrei in spiaggia verso le 17:30-18:00…
    mi sistemerei seduto su una sdraia lunga con i braccioli…
    (la sdraia lunga con i braccioli è una roba da vecchi con il fazzoletto annodato sui quattro lati, qualcuno mi ha detto)
    di fronte al mare…
    ad ascoltare il rumore della risacca…
    un paio di occhiali scuri poggiati sul naso…
    socchiuderei gli occhi e mi metterei in meditazione…
    sui rumori intorno…
    sul vento addosso…
    sulla sensazione del contatto dei piedi con la sabbia…
    che modifica il suo calore, diventando sempre più fresca…
    aspetterei il calare del sole…
    vederlo scomparire all’orizzonte…
    mentre tutti i rumori delle altre persone piano piano scemano…
    e resta solo la risacca e il mio respiro…
    che fluttuano in armonia…
    l’uno sostiene l’altro…
    e quel odore di salsedine che mi penetra nelle narici…
    entrerei in acqua, piano piano…
    sentendo il corpo che piano piano cambia il suo stato…
    mi lascerei condurre dai movimenti delle piccole onde che si infrangono…
    come fossi un tronco mosso dalla piccola corrente…
    verso riva… verso fuori…
    l’acqua sulla pelle che scorre come una carezza vellutata…
    la sabbia sotto i piedi che cede sotto il peso del corpo…

    se fossi in vacanza al mare…
    se fossi in vacanza al mare…
    se fossi in vacanza al mare…

    ogni bene, sudhammo

  14. bianca scrive:

    Caro Sudhammo, hai pubblicato proprio un passaggio delle 4 nobili verita’ del venerabile Ajah Sumedho, che ho consumato nel tempo. C’ho dovuto combattere tantissimo, per la troppa importanza, che ho dato alle emozioni. Meditando su questo si ottiene maggior controllo, razionalizzando un po’ di piu, per soffrire di meno.
    Learn how to manage them!
    Resta una delle meditazioni che continuo a praticare, avvicinandomi ad un sviluppo sempre piu’ profondo, perche’ le emozioni sono come un campo minato nella nostra vita. Possono tradirti in qualsiasi momento, quindi meglio essere preparati.
    Con Metta
    Bianca

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  25. Sudhammo Sudhammo scrive:

    gentile simone,
    un ritiro di 10 giorni? bello, ma se sei ai primi approcci lo vedo troppo lungo.
    una giornata di ritiro di intensivo va benissimo all’inizio…
    poi, del tempo per la meditazione quotidiana per te stesso va benissimo…
    la giusta costanza va benissimo…
    poi cercherai due giorni di ritiro…
    e continuerai a incrementare piano piano…
    piano piano…
    ma costantemente.
    le misure verranno da sole…

    ogni bene, sudhammo

  26. Sudhammo Sudhammo scrive:

    Simone scrive:
    ” … … … Un’ultima domanda: che opinione ha di questi ritiri vipassana di 10 giorni?
    Per il momento La ringrazio davvero tanto e Le auguro ogni bene.
    … “

  27. Sudhammo Sudhammo scrive:

    gentile simone,
    non sono un maestro di dhamma, anche se il mio nome dhammico significa “buon dhamma”.
    nessun disturbo.
    ho conosciuto thanavaro quando iniziai anche io, e quando ancora era un monaco.
    diciamo che ottimi libri ti danno la base teorica, ma la pratica personale esercita la propria consapevolezza: intensivi aiutano molto, ma se hai le associazioni e i monasteri lontani è più difficile.
    il monastero santacittarama permette di soggiornare senza costo, basterebbe un’offerta. contatta direttamente il monastero, magari cerca di venire quando ci sono le giornate di “studio e pratica”. cercale sul sito del monastero nel programma.

    in ultimo, mi sarebbe piaciuto rispondere direttamente sul sito de lapanchinadelmonastero.it perchè ci sono molte persone come te che sono principianti, e che questo sito vuole dare un aiuto in questo senso.

    lo sforzo che sto facendo è proprio per chi ha iniziato, chi ha interesse e non sa con chi confrontarsi. in questo senso il sito aiuta.

    come spesso ho scritto, non ci sono praticanti bravi, fighi, o chissà cosa altro…
    ci sono solo i praticanti e c’è un solo dhamma.

    ogni bene, sudhammo

  28. Sudhammo Sudhammo scrive:

    Simone
    28.marzo.2011 19:54
    _____________________
    Gent.mo Maestro,
    La disturbo per alcuni dubbi.
    Sono un praticante che segue gli insegnamenti Theravada e quindi medito Vipassana,appresa in un corso di 2 gg.con il Maestro Thanavaro.
    E’ possibile perfezionarLa attraverso la lettura di ottimi libri o occorre fare corsi intensivi.
    Essendo di Prato e non avendo Monasteri in zona,non ho altre possibilita’.
    RingraziandoLa di Cuore,auguro alla Sua vita ogni bene…

    Con Metta,
    Simone
    le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

  29. Sudhammo Sudhammo scrive:

    Sudhammo scrive:
    14 dicembre 2011 alle 08:04

    Agli inizi… nei primi periodi di avvicnamento alla meditazione di consapevolezza ero pieno di dubbi; non riuscivo a concentrarmi e la maggior parte del tempo la spendevo proprio alla ricerca della concentrazione. Piano piano… neanche tanto direi… piuttosto direi con costanza e determinazione continuai, essendo convinto nel mio intimo che quella poteva essere la strada che avevo sempre cercato fin da giovanissimo.
    Ne è passato di tempo, e quando rincontro i miei vecchi amici o conoscenti di 20 anni fa mi dicono che sono cambiato: meno capelli, forse, ma quello che traspare ai loro occhi è un dicerso atteggiamento generale, ritenuto di migliore aspetto.
    Eppure il cambiamento che è avvenuto in me è stato frutto di quel day-by-day, istante per istante che non ha lasciato alcuna traccia visibile all’istante, ma ha tracciato un bel solco nel tempo di questi 18 anni.
    Ho scritto questo per confortare e per sostenere quelle persone che si ritengono ancora dei “principianti” o delle persone “dubbiose” o “piene di ansia” da risultato: il consiglio che mi sento di dare è di scegliervi un valido maestro (e qui nel sito ne trovate traccia) e di lasciarvi andare agli insegnamenti, ma soprattutto alla pratica della meditazione. Soprattutto all’inizio, soprattutto alla meditazione formale quotidiana, curando quella ricerca della “mia mezzora dedicata alla pratica”.
    Non cercate o trovate scuse, e difendete questo tempo da altre distrazioni: fate finta che sia una cura che vi ha prescritto il vostro migliore medico. Ricordate che state curando il “più intimo di voi stessi”.
    E, sono certo, che tra 18 anni qualcuno dirà che vi vede diversi, migliorati, e voi saprete che sarà stato il frutto di tanta pazienza e costanza, che vi avrà aperto alla vita consapevolmente.
    Ogni bene, Sudhammo

  30. Sudhammo Sudhammo scrive:

    Sudhammo scrive:
    30 novembre 2011 alle 16:26

    Se la mia pratica formale subisce anche troppo i condizionamenti della vita quotidiana essendo soggetto agli orari degli impegni di lavoro e quant’altro, la pratica informale gode di una ottima cura.
    Infatti riesco molto bene a tenere ben alta “l’attenzione consapevole” alle attività quotidiane, dalle più semplici alle più complesse.
    E’ un ottimo aiuto nelle attività lavorative: sembra che il tempo si dilati, riuscendo a fare meglio e con meno stress tutte le attività che sono chiamato a fare day-by-day.
    Ricordo che molti anni fa partecipai ad una serata di incontro con il monaco Thich Nhat Hanh: personaggio sublime. Parlò proprio della pratica in azione. Decantava che la migliore pratica si fa con quelle azioni che meno ci piaccono fare. Fece l’esempio del lavare i piatti. Oggi, ogni volta che devo risciacquare anche un solo bicchiere mi torna in mente quella serata. Così come quando preparo il pranzo o la cena, le pulizie della casa, della persona… insomma tutte quelle azioni dove riesco a sfruttare la consapevolezza in quel che sto facendo.
    Ogni bene, Sudhammo

  31. Sudhammo Sudhammo scrive:

    bianca scrive:
    18 dicembre 2011 alle 13:15

    Nooooooooo, sono ma io l’invidiosa! sempre con gentilezza, ma cosi non vale, io sono qua a struggermi dalla voglia di venire a Roma? mangiando sabbia e frenando con la macchina ad ogni cartello stradale attraversamento cammelli e voi lucky men a farmi fischiare le orecchie?
    Recuperero’ Sudhammo e tu Jayamano ritrova sta password!
    Con Metta.
    Bianca!

  32. Sudhammo Sudhammo scrive:

    Sudhammo scrive:
    18 dicembre 2011 alle 11:29

    gentile bianca,
    credo che ieri sera ti saranno fischiate le orecchie…
    parlavamo di te con jayamano… che è venuto a trovarmi e abbiamo trascorso la serata insieme…
    ti saluta… ha perso la sua password per immettere dei commenti… ma ti abbiamo pensato inviandoti pensieri gentili…
    ogni bene, sudhammo

  33. Sudhammo Sudhammo scrive:

    bianca scrive:
    18 dicembre 2011 alle 11:10

    Ti ringrazio Sudhammo per la tua gentilezza, percepisco espressioni date da un animo buono. Amico per una forma forse di timidezza perche’ non ci conosciamo personalmente e xche’ non ho mai scritto su un blog, dove dipendendo dagli argomenti si leggono cose tanto volgari ed offensive, qui ovviamente no visto che cosa ci unisce. Lo stress pone le persone in uno stato di dannazione ahime’. La metro, un appuntamento cancellato, un amico che ritarda, insomma ogni cosa alla quale siamo soggetti in ogni momento della nostra giornata, crea ansia da prestazione e hai davvero ragione, non e’ mai tardi!
    Sopratutto per fermarsi e provare a riflettere.
    Traffico? Dubai/Roma? mi sa che anche qui siamo sulla stessa barca.
    Metta!
    Bianca.

  34. Sudhammo Sudhammo scrive:

    Sudhammo scrive:
    18 dicembre 2011 alle 09:04

    bianca scrive: ” … spero di poterti chiamare amico … ”
    ________________________________________________

    xkè non potresti chiamarmi amico? dal momento in cui ti siedi accanto a me sulla stessa panchina già possiamo intenderci amici.
    si, è vero. potrebbe sembrare strano riuscire a fare la meditazione in azione dentro un casco integrale, in continua bagarre nel traffico cittadino di roma. però è così, ci riesco. mi da la giusta attenzione alle 157 cose da controllare istante x istante quando si è nel traffico, mi da la giusta determinazione di lasciar andare le propotenze subite (quasi sempre… nota della…coscienza), mi la giusta pace quando entro in autostrada e punto giusto davanti a me alla giusta velocità per essere presente alla guida e al momento che accade.
    per il resto approfitto quando devo aspettare mia moglie che esce dal lavoro, disegnarmi mentalmente quel cammino di 17 passi sul marciapiede, e meditare così in piena città, tra turisti che prendono foto e persone che corrono affannate per acchiappare la prima metro utile, xkè quella successiva sarebbe troppo tardi… si, troppo tardi… troppo tardi per cosa?
    ogni bene, sudhammo

  35. Sudhammo Sudhammo scrive:

    bianca scrive:
    18 dicembre 2011 alle 08:42

    Cari amici, non ho esperienza di pratica camminata. I famosi 20 passi ad esempio tra un albero e l’altro! ma se si puo’ intendere anche come dice l’amico Sudhammo, spero di poterti chiamare amico, che medita all’interno del suo casco guidando la moto, esempio che mi e’ piaciuto tanto perche’ ho potuto immaginare quasi come vederlo. Riuscire in mezzo al traffico ad isolare la mente senza togliere attenzione alla guida. Se valido, non sono riesco talvolta quando presa da low mood, a dire a me stessa che questa sensazione passa dando successivamente spazio ad un’altra, allora proseguo mantenendo piu possibile l’aspetto della sensazione volta al sereno.
    Auguro serenita’ a tutti.
    Bianca.

  36. Sudhammo Sudhammo scrive:

    Sudhammo scrive:
    21 ottobre 2011 alle 15:21

    quando iniziai la pratica della meditazione in movimento ero impegnato nella preparazione fisica di una maratona; provai a mettere le due cose insieme. correvo e meditavo, portando l’attenzione alle sensazioni che sorgevano nel corpo quando arrivava una salita, una discesa, un crampo, un allungo, una ripetuta…
    l’allenamento durò circa 4 mesi e ogni giorno che mi allenavo… praticavo la meditazione in movimento.
    mi fu molto utile durante la gara, xkè riuscivo molto bene a “sentire” le reazioni del mio corpo, avendo sviluppato quella attenzione ad ogni movimento di corsa.

    adesso mi capita, invece, di meditare dentro il mio casco mentre guido la moto per andare al lavoro o tornare a casa. nel silenzio nel casco chiuso, senza interfono o telefonino bluetooth… solo con la mia mente… ponendo la giusta attenzione alle azioni che si fanno guidando una moto…
    delle volte quando devo subire delle prepotenze di altri mi partono delle “imprecazioni”… delle “consapevoli imprecazioni”…
    li nascono e li finiscono… molte volte augurando del bene a costoro… in quanto il male riescono a farselo abbastanza bene già da soli…

    ogni bene, sudhammo

  37. Sudhammo Sudhammo scrive:

    bianca scrive:
    18 dicembre 2011 alle 08:11

    Tutti quanti noi, abbiamo avuto e continuiamo ad avere alti e bassi nella pratica formale che subisce in veste di laici di rimandarla ad un altro momento, presi da attivita’ obbligatorie e responsabili: figli,lavoro, contratempi. Avendo io la sveglia alle 6am, accompagnata mia figlia a scuola, un marito uscito ancor prima di casa per andare in ufficio, cerco di rilassarmi, prendo i rifugi e medito un po’. Poco direi visto che a quel punto entro in azione con i miei impegni. Trovo la sera il momento per me piu adatto, in assenza di fretta nel tentativo di estenderla e far si di non tralasciarla.
    Ho sviluppato nel tempo una sorta di sano egoismo, ero troppo distratta e distolta da fattori esterni che non meritavano neanche tanta attenzione tolta invece alla pratica che ritengo una cosa tutta mia!
    Con questo ‘egoismo’ ho migliorato parecchio anche i rapporti con gli altri. La rabbia di non trovare mai tempo per me mi affliggeva.
    Buona domenica a tutti.
    Bianca!!!

  38. Sudhammo Sudhammo scrive:

    Sudhammo scrive:
    13 novembre 2011 alle 17:28

    La mia pratica formale è altalenante: segue troppe volte i ritmi che la vita di ogni giorno ci impone. Troppe volte -mio malgrado- la tralascio, in virtù di altre attività alle quali non mi posso sottrarre.
    Qualcuno potrebbe consigliarmi di prendere quei 10-15 minuti al mattino appena sveglio: 5 volte su 7 la mia sveglia suona alle 4:50… e mi viene duro impostarla alle 4:30!
    Ricordo i primi due anni quando iniziai la meditazione: mi alzavo alle 4:00, meditavo 45 minuti seduto, 15 minuti camminando nel salone, per poi tornare a letto fino alle 6:45, ora della sveglia di allora.
    Forse potrei la sera… anche se alle 22:30 circa dopo tutte queste ore sveglio e soprattutto stanco corro il serio rischio di dormire piuttosto che meditare. Infatti anche la postura distesi -come sentii cosigliata- la vedo difficile da tenere, specie per quella attenzione che distesi sul proprio letto viene meno ad ogni respiro.
    Così la mia pratica formale quotidiana soffre spesso questi orari legati alle cose quotidiane.
    Ovviamente colgo ogni occasione buona per saltare sul mio divano, incrociare le gambe e trascorrere qualche decina di minuti ascoltando consapevolmente il mio respiro e il mio corpo.
    Non vorrei che mi diventasse un problema piuttosto che la soluzione a dei problemi: proprio per questo motivo mi appoggio molto di più alla pratica informale, alla pratica in movimento, della quale parlerò nello spazio opportuno.

    Ogni bene, Sudhammo

  39. Sudhammo Sudhammo scrive:

    bianca scrive:
    16 dicembre 2011 alle 11:49

    Salve a tutti vorrei solo raccontare brevemente quando ho iniziato a praticare Anapanasati. La consapevolezza sul respiro e’ il primo importante step per prendere confidenza col proprio corpo e con la propria mente molto spesso confusa e difficile da gestire se non risponde come vorremmo. Nel mio caso e’ stata terapeutica nella gestione dell’ansia cronica e talvolta degli attacchi di panico da stress. Imparare ad usare il respiro mi ha evitato spesso di ricadere in un vortice scomodo e imbarazzante che complicava tutto.
    Dovevo sconfiggere il battito cardiaco impazzito che era alla base del mio disagio.
    Fluire il sano e defluire il malsano.
    Molto utile anche il mantra Buddho!!!
    Un saluto a tutti nel Dhamma.
    Bianca

  40. Sudhammo Sudhammo scrive:

    Sudhammo scrive:
    21 ottobre 2011 alle 13:16

    quando iniziai la meditazione con l’attenzione al respiro mi sembrò un po’ bizzarra. mi sembrò un po’ “poca”. mi sembrò troppo banale.
    poi una sera presso la A.Me.Co. parlando dell’impermanenza, venne fuori l’accoppiamento del concetto dell’impermanenza stessa con il respiro: adesso c’è… e quando te ne rendi conto è già andato… per sempre…
    rilfettendo bene, anche quei tanti… pochi anni che viviamo sono niente di altro che il tempo di un respiro.
    da quel momento in poi l’attenzione al respiro divenne importante.
    questo concetto… questo parallelismo… non l’ho più sentito da altri maestri. eppure lo ritengo forte, o forse tale xkè mi ha dato modo di capire consapevolemente qualcosa che già c’era e che non vedevo.
    lo ritengo molto importante a prescindere per il solo fatto che una intera “filosofia” o “religione” quale è il buddhismo si basa fondamentalmente su questo semplice movimento come base per l’osservazione di tutto il resto. vi sembra poco?
    questa è stata una mia esperienza… e ve l’ho voluta raccontare così come l’ho vissuta.

    ogni bene, sudhammo