La pratica camminata

Davanti a te uno spazio di qualche metro dentro la tua casa… una palestra… o comunque un luogo chiuso.

Stai in piedi ben dritto, con gentilezza, senza forzature.

Avanza un passo alla volta senza alcuna fretta… con tutta la calma e la tranquillità che riesci ad ottenere…

Cerca la consapevolezza del piede che si è staccato dal pavimento… che vola… che tocca terra con il tallone… che poggia con il peso del corpo… continua allo stesso modo con l’altro piede… in una sequenza calma… rilassata… senza fretta… quasi al rallentatore.

Poni la concentrazione sul camminare e la consapevolezza sui movimenti e sulle sensazioni che sorgono, senza attaccarcisi: osservale nascere e lasciale andare via.

 

Puoi meditare camminando anche all’esterno.

Probabilmente la velocità fuori casa sarà maggiore; osserva mentalmente, comunque, i movimenti e procedi con consapevolezza. Ti accorgerai che stai camminando in mezzo alla gente e mediti.

Adotta le stesse tecniche quando sei in fila alla posta, in banca, aspettando un autobus o attività simili.

Ogni attimo è l’attimo che stai vivendo. Ti accorgerai che nella vita di tutti i giorni non stai più perdendo tempo: ogni istante è quello giusto, perchè è l’istante che stai vivendo adesso.

La vita è adesso.

 

(questo è quanto ho ascoltato dal Maestro Corrado Pensa) 

Ogni bene, Sudhammo

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6 risposte a La pratica camminata

  1. bianca scrive:

    Nooooooooo, sono ma io l’invidiosa! sempre con gentilezza, ma cosi non vale, io sono qua a struggermi dalla voglia di venire a Roma? mangiando sabbia e frenando con la macchina ad ogni cartello stradale attraversamento cammelli e voi lucky men a farmi fischiare le orecchie?
    Recuperero’ Sudhammo e tu Jayamano ritrova sta password!
    Con Metta.
    Bianca!

  2. Sudhammo Sudhammo scrive:

    gentile bianca,
    credo che ieri sera ti saranno fischiate le orecchie…
    parlavamo di te con jayamano… che è venuto a trovarmi e abbiamo trascorso la serata insieme…
    ti saluta… ha perso la sua password per immettere dei commenti… ma ti abbiamo pensato inviandoti pensieri gentili…
    ogni bene, sudhammo

  3. bianca scrive:

    Ti ringrazio Sudhammo per la tua gentilezza, percepisco espressioni date da un animo buono. Amico per una forma forse di timidezza perche’ non ci conosciamo personalmente e xche’ non ho mai scritto su un blog, dove dipendendo dagli argomenti si leggono cose tanto volgari ed offensive, qui ovviamente no visto che cosa ci unisce. Lo stress pone le persone in uno stato di dannazione ahime’. La metro, un appuntamento cancellato, un amico che ritarda, insomma ogni cosa alla quale siamo soggetti in ogni momento della nostra giornata, crea ansia da prestazione e hai davvero ragione, non e’ mai tardi!
    Sopratutto per fermarsi e provare a riflettere.
    Traffico? Dubai/Roma? mi sa che anche qui siamo sulla stessa barca.
    Metta!
    Bianca.

  4. Sudhammo Sudhammo scrive:

    bianca scrive: ” … spero di poterti chiamare amico … ”
    ________________________________________________

    xkè non potresti chiamarmi amico? dal momento in cui ti siedi accanto a me sulla stessa panchina già possiamo intenderci amici.
    si, è vero. potrebbe sembrare strano riuscire a fare la meditazione in azione dentro un casco integrale, in continua bagarre nel traffico cittadino di roma. però è così, ci riesco. mi da la giusta attenzione alle 157 cose da controllare istante x istante quando si è nel traffico, mi da la giusta determinazione di lasciar andare le propotenze subite (quasi sempre… nota della…coscienza), mi la giusta pace quando entro in autostrada e punto giusto davanti a me alla giusta velocità per essere presente alla guida e al momento che accade.
    per il resto approfitto quando devo aspettare mia moglie che esce dal lavoro, disegnarmi mentalmente quel cammino di 17 passi sul marciapiede, e meditare così in piena città, tra turisti che prendono foto e persone che corrono affannate per acchiappare la prima metro utile, xkè quella successiva sarebbe troppo tardi… si, troppo tardi… troppo tardi per cosa?
    ogni bene, sudhammo

  5. bianca scrive:

    Cari amici, non ho esperienza di pratica camminata. I famosi 20 passi ad esempio tra un albero e l’altro! ma se si puo’ intendere anche come dice l’amico Sudhammo, spero di poterti chiamare amico, che medita all’interno del suo casco guidando la moto, esempio che mi e’ piaciuto tanto perche’ ho potuto immaginare quasi come vederlo. Riuscire in mezzo al traffico ad isolare la mente senza togliere attenzione alla guida. Se valido, non sono riesco talvolta quando presa da low mood, a dire a me stessa che questa sensazione passa dando successivamente spazio ad un’altra, allora proseguo mantenendo piu possibile l’aspetto della sensazione volta al sereno.
    Auguro serenita’ a tutti.
    Bianca.

  6. Sudhammo Sudhammo scrive:

    quando iniziai la pratica della meditazione in movimento ero impegnato nella preparazione fisica di una maratona; provai a mettere le due cose insieme. correvo e meditavo, portando l’attenzione alle sensazioni che sorgevano nel corpo quando arrivava una salita, una discesa, un crampo, un allungo, una ripetuta…
    l’allenamento durò circa 4 mesi e ogni giorno che mi allenavo… praticavo la meditazione in movimento.
    mi fu molto utile durante la gara, xkè riuscivo molto bene a “sentire” le reazioni del mio corpo, avendo sviluppato quella attenzione ad ogni movimento di corsa.

    adesso mi capita, invece, di meditare dentro il mio casco mentre guido la moto per andare al lavoro o tornare a casa. nel silenzio nel casco chiuso, senza interfono o telefonino bluetooth… solo con la mia mente… ponendo la giusta attenzione alle azioni che si fanno guidando una moto…
    delle volte quando devo subire delle prepotenze di altri mi partono delle “imprecazioni”… delle “consapevoli imprecazioni”…
    li nascono e li finiscono… molte volte augurando del bene a costoro… in quanto il male riescono a farselo abbastanza bene già da soli…

    ogni bene, sudhammo