Uno stile di vita

Rimasi colpito, guardando il film di Bertolucci “Il piccolo Buddha”, dalla sequanza dove si vedeva il principe Siddharta che aveva lasciato la vita agiata della reggia alla ricerca della soluzione alla sofferenza umana attraverso l’ascesi: … e che dopo lunghe ricerche interiori, decise di rinunciarvi perché aveva compreso che non poteva essere quella la via giusta per la risoluzione della sofferenza, basata unicamente sulla mortificazione del proprio corpo.

Quindi recarsi sulla riva del fiume per lavarsi, bere e nutrirsi… e in quel momento ascoltare un suonatore di citar che insegnava al suo discepolo come accorade le corde…

“… non troppo lente… non suonerebbero …

… non troppo tese… si spezzerebbero … “

Il quel momento comprese che la soluzione è nella Via di Mezzo… ne troppo, ne poco…

Il Nobile Ottuplice Sentiero, in questo senso, utilizza la parole “retto” oppure “giusto” come attributo qualificante delle peculiarità da sviluppare…
Ecco quindi esplicitata l’esortazione a realizzare quel Sentiero che corre lungo questa linea immaginaria della Via di Mezzo…

E’ un sentiero che ci responsabilizza nelle nostre grandi azioni quanto nelle piccole quotidiane, sia verso di noi che verso tutti glia altri che ci circondano. Non esiste una entità che è lì pronta a giudicarci, ma siamo proprio e soltanto noi stessi che osserviamo quanto riusciamo a camminare su questa linea immaginaria della Via di Mezzo. Un “grande senso di responsabiolità”.

E’ un insegnamento tanto antico… ma tanto attuale… ed essendo arrivato a noi dopo 2.600 anni… con ottima probabilità arriverà anche nel futuro… dritto dritto verso l’eternità…

Ricordo anche una frase emblematica in riferimento a questo insegnamento; dice più o meno così:

” … tanto semplice da comprendere che anche un bambino ne è capace …

… tanto difficile da realizzare che una vita potrebbe non bastare … “

A che punto siamo con lo sviluppo del nostro proprio sentiero? … … Parliamone … …

Svilupperemo insieme questo blog mentre svilupperemo la stesura, lo studio e l’esperienza delle otto categorie che formano il Nobile Ottuplice Sentiero.

Ogni bene, Sudhammo

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37 risposte a Uno stile di vita

  1. Sudhammo Sudhammo scrive:

    QUALITA’, NON QUANTITA’
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    gentile andreina,
    non credo che sia una questione di quantità -anche se questo fattore ha la sua importanza- ma piuttosto di “qualità” della meditazione, qualità dell’applicare il dhamma nella vita quotidiana. da qualche parte troverai che il termine “buddhista” è stato creato successivamente a quello di “seguace del dhamma”, cioè l’insegnamento che il buddha ci ha lasciato. questo proprio xkè piuttosto che adorare una divinità si tende ad applicare l’insegnamento nelle pieghe della vita quotidiana.
    con ciò non volgio dire che la meditazione non è importante: lungi da me affermare ciò. voglio solo dire che non è tutto lì, anzi… da lì inizia tutto il resto.
    è da qui che la “semplice idea” diventa una “costante realtà”.

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  2. Andreina scrive:

    Caro Sudhammo, ma da una semplice idea a mettere in pratica ce ne passa. Quanto tempo hai impiegato per arrivare dove sei? Quanto mediti giornalmente? Quanto ti impegni nelle pratiche del dharma?
    🙂 Andreina 🙂

  3. Sudhammo Sudhammo scrive:

    LA SCINTILLA
    =====================
    Era una giornata uggiosa e fredda di un novembre delle campagne della Sabina: quella pioggerella fina, fitta e fredda che non ispira ad uscire, per niente al mondo. Piuttosto a stare in casa davanti ad un bel camino acceso, a rimirare le lingue del fuoco, ascoltando il suo crepitio.
    RRRIIINNNGGGGG…
    “Che cosa state facendo? Venite, portate dei pasticcini mentre preparo un buon thé”. Lino e Paola, una coppia di amici neocatecumenali, con i quali ci piace ritrovarci e parlare della vita, di come è, di come si presenta, di come si vive. Non hanno mire di fare proselitismo, ma piuttosto “il piacere” di stare insieme.
    Un discorso tira un altro e ci si ritrova a parlare della religione in termini generici. Affermo: “Dal mio punto di vista la religione non esiste in senso oggettivo: è solo un appoggio psicologico che l’uomo si è costruito per rispondere in qualche modo al suo bisogno interiore di trascendente. Quando arriva la domanda “perché sono qui?” c’è bisogno di poter dare una risposta che abbia del trascendente, che abbia una giustificazione mistica”.
    “Non sono d’accordo. La religione ha senso di esistere perché viene dal Divino stesso che cala… che è calato affinché l’uomo comprenda il Divino e si avvicini a Lui”.
    “Bah, sarà come tu dici, ma preferisco guardarmi dentro la sera cercando di comprendere i miei errori, le mie azioni, i miei discorsi che siano stati in linea con un “modus vivendi” che risponda a delle regole di rispetto ed eticità verso me stesso e gli altri”.
    “Ma questo è il concetto di base del buddhismo…”
    “Buddhismo? Non ci avevo pensato, anche se è dalla giovinezza che tento di pratica la meditazione, e mi è sempre stato vietato: adesso potrei, magari…”
    Ho iniziato a cercare documenti, libri, riviste… non c’erano siti ai tempi… internet era agli albori… ma la determinazione ha fatto tutto il resto.
    Era una giornata uggiosa e fredda di un novembre delle campagne della Sabina… il resto l’ho raccontato da altre parti…

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  4. Sudhammo Sudhammo scrive:

    PERCHE’ SONO DIVENTATO BUDDHISTA
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    una, ma solo una, delle motivazioni l’ho trovata in uno dei cinque precetti: non mentire, o anche parlare correttamente.
    ricordo da ragazzino, che durante la settimana tra la scuola e le altre cose della giornata inventavo cose e bugie per dei tornaconto che poi il più delle volte si rivelavano privi di quell’abrivio che invece avrei sperato.
    poi, la domenica, inginocchiato ad un confessionale, confessavo le mie bugie dette, c’era una specie di pentimento, c’era da ripetere qualche preghiera imparata a memoria senza rifletterci sopra, e poi via si ricominciava una nuova settimana.
    il fatto che ci fosse un intermediario tra me e il divino, faceva in modo tale che qualsiasi cosa fosse possibile, a patto però che ci si sarebbe pentiti, recitando qualcosa come penitenza.
    che assurdo. che mancanza di senso di responsabilità.

    nel buddhismo, l’impegno si prende con se stessi, con quella parte che abbisogna del divino che è dentro il nostro profondo, alla quale non possiamo mentire, neanche per un nanosecondo.
    è una assunzione di responsabilità che non ha limiti, verso se stessi e verso chi ci è intorno. prima di mentire ci si pensa su molto, molto molto. e si comprende che è molto meglio essere sinceri che altrimenti.
    è una questione di rispetto verso se stessi prima di tutto, e verso gli altri in seconda battuta.
    il buddhismo sveglia e rende viva l’anima che è dentor di noi. diventa veramente uno stile di vita, profonda…

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  5. Sudhammo Sudhammo scrive:

    IL DIRIGENTE RAMPANTE
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    La scorsa settimana, dopo lungo tempo, ho preso il coraggio e ho bussato a quella porta. Era seduto li sulla sua poltrona di pelle nera e braccioli, ampia e confortevole, dietro la sua larga scrivania con le due sedie in pelle davanti, piccole, che incutono la giusta soggezione a chi ci si siede.
    Esordisco salutando garbatamente. Poi continuo.
    “Volevo dirti che non sopporto più questo modo di guardarci in cagnesco: tu sai che mi hai scippato una parte del lavoro che facevo e sul quale hai basato la tua carriera divenendo dirigente, facendo figurare che quelli che ci lavoravano prima, cioè io, erano degli incapaci. Grazie al tuo arrivo le cose si sono sistemate al meglio. Tu sai bene che non è vero e che se non passavo le consegne ai tuoi collaboratori con tanto di corso e manuale operativo a quest’ora brancolavate ancora nel buio. Marco te lo può testiomoniare”
    “Chi ti ha detto che ho sparlato male di te?”.
    “Un amico presente alla riunione di presentazione del tuo (mio) lavoro… ma non importa chi… importa cosa e come… però, ti dicevo, che non ho inimicizie con nessuno e non ne voglio neanche con te. Sei diventato dirigente? Sono contento per te, veramente. Ma non voglio che io continuo a guardarti in cagnesco, così come non voglio che tu possa sentirti in atteggiamento “strano” nei miei confronti, qualora ti fossi accorto del torto che mi hai fatto. Siamo adulti e professionisti, continuiamo a lavorare da professionisti”.
    Mi ha ringraziato della franchezza; mi ha detto che non gli era mai capitato prima. Ho salutato, girato le spalle e sono uscito da quella stanza.
    Che profondo sollievo che ho sentito.

    ogni bene, osvaldo sudhammo

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  16. bianca scrive:

    Caro Sudhammo, “La distanza tra cervello e cuore” puo’ cambiare in un attimo se non si vive nel rispetto di se stessi e degli altri. Argomento che meriterebbe un commento piu approfondito, ma questo terreno e’ insidioso come le sabbie mobili.
    Istinto, che condurebbe alla perdizione, e/o ponderare bene, seguendo un’etica scelta personale, che e’ l’ottuplice sentiero, vivendo in modo retto tutti i suoi aspetti, incluso l’amore questo tanto sofferto e tormentato sentimento. Il piu pericoloso, che nell’arco di una vita non crei turbamenti.
    Negare, concedere, accettare, rinunciare……….
    Con Metta
    Bianca

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  18. Sudhammo Sudhammo scrive:

    LA PANCHINA DOVE SI “SCRIVE”…
    ================================
    cara bianca,
    delle volte le parole scritte non recano lo stesso significato di quelle parlate…
    ma lo avevo subdorato… e credevo che avresti modificato la parola “controllo”.
    ma forse va bene così, xkè hai dato … anzi abbiamo dato… lo spunto di far comprendere a chi legge che avere consapevolezza non dovrebbe essere “controllare”, bensì accettare così come sono le cose, perdonarsi, perdonare, accettare…
    facile a dirsi, facile a scriversi… difficilissimo da fare… anche io sono spesso vittima di questi accadimenti interni… ma non faccio nulla ne per combatterli, ne per farmi travolgere… li vedo, li osservo, li capisco quel quello che sono, non mi faccio travolgere… li osservo con la consapevolezza di averli riconosciuti per degli “stati mentali”, da se stessi inconsistenti.
    credo che sia questo l’essenza della consapevolezza: a volte mi viene bene e naturale, a volte meno, specie quando mi arrabbio…
    ogni bene, sudhammo

  19. bianca scrive:

    Caro Sudhammo, ci sono situazioni che non posso esporre sul blog e “controllo” e’ la parola piu spontanea e sincera che ho potuto dire. Non ho risolto proprio tutto per la tranquillita’ apprezzabile della mia esistenza interiore. Con la frase “spero di essermi fatta capire”, avrai colto il senso di qualcosa di piu’ profondo!
    Sono oggi, una persona felice, che esiste ancora nel corpo di una che non lo e’ stata per moltissimo tempo. Devo ancora separarmi da quella scomoda meta’ di me, che mi tende “raramente”, ma ancora dei tranelli.
    Appunto, accettare le cose cosi come sono.
    Con Metta
    Bianca

  20. bianca scrive:

    Allora si, hai fatto bingo!
    Il passaggio dal prima al dopo, la trasformazione, agli occhi degli altri appare limpida, come racchiudesse l essenza di magico effetto che ci ha attraversati. Lo dissero da subito anche a me, io ci misi un po a realizzare che forse stavo vivendo meglio e tutte le persone intorno a me erano felici e anche uno stupite. Oggi lo percepisco anch’io. Sometimes!
    Metta
    Bianca

  21. bianca scrive:

    Ho usato controllare inteso come tentativo di gestire certe situazioni che gravano su di me piu’ di altre. Probabilmente non ho usato il termine giusto ma quello era il senso. Riflettere tanto e ancora. Le accolgo, certamente le osservo ma non e’ cosi immediato.
    Spero di essermi fatta capire
    Metta
    Bianca

  22. Sudhammo Sudhammo scrive:

    BINGO ! ! !
    =====================
    Bianca scrive: ” … Ho provato a mettermi nei panni, di chi completamente digiuno, si approccia a leggere queste pubblicazioni … ”

    cara bianca,
    bingo! se tu mi scrivi queste parole… allora credo di aver fatto bingo!
    xkè questo è lo “spirito di servizio” che mi ha sempre spinto a voler fare questo blog, che mi aiuta a andare avanti con altre letture e testimonianze.
    hai ragione, queste “cose ” aprono gli occhi… con il tempo, piano piano, quasi implacabilmente… ci si ritrova diversi, modificati agli occhi degli altri senza neanche riconoscerlo… ma ce lo dicono e ci dicono che questo modo di pensare, di parlare, di vivere piace ed è gradevole da condividere.
    molte persone intorno a me mi dicono ciò, mentre dal mio punto di vista non mi sembra di fare cose così eccezionali o trascendentali, o chissà cosa di particolare.
    diventa semplicemente “uno stile di vita”… appunto.
    devo dire che ho notato che si riesce ad aprire meglio la mente, che si vedono cose che altri non vedono, non notano, non se ne accorgono. lo ritengo un bene prezioso.

    ogni bene, sudhammo

  23. Sudhammo Sudhammo scrive:

    LA PRATICA QUOTIDIANA
    ==================================
    Bianca scrive: ” Trovo questo tuo lavoro di grande aiuto a far riflettere … ”
    Cara Bianca, come avrai notato il lavoro che ho fatto è solo di catalogare secondo un certo ordine cose scritte da Luang Por Sumedho, che sicuramente merita di essere ascoltato profondamente e messo in pratica nelle cose e fatti quotidiani, come hai sottolineato anche tu.
    Mi è risultata un po’ strana però la tua affermazione che dice … ” controllare alcune circostanze ” … Se avrai tempo e voglia, LP Sumedho non usa mai il termine “controllare” le situazioni o i sentimenti che arrivano, che sorgono; piuttosto dice di “osservarli” con quel distacco che viene solo dopo lungo tempo di pratica meditativa, e che ci fa rendere conto che non sono altro che fatti… che emozioni… sui quali non si può operare controllo, xkè sarebbero cmq accaduti, cmq sorti.
    Riconoscerli, invece, per quel che sono dovrebbe essere la strada giusta verso quella consapevolezza distaccata, quella consapevolezza che riconosce senza farsi coinvolgere o -alle volte- travolgere.
    Non credi?

    Ogni bene, Sudhammo

  24. bianca scrive:

    Caro Sudhammo, da La saggezza che hai pubblicato il 27/4 in poi, proseguendo con Uno stile di vita. Aspetti della meditazione. Razionalita’ ed emotivita’. Le cose cosi come sono, fino ad Armonia di stamani.
    Trovo questo tuo lavoro di grande aiuto a far riflettere. Nel mio caso, mi pone come su una bilancia a fare il punto della situazione. Dove posso ritenermi soddisfatta, e dove ancora sono lontana dal controllare alcune circostanze. Li trovo utilissimi a qualsiasi livello del cammino in cui, ognuno di noi si stia trovando in questo momento. Ho provato a mettermi nei panni, di chi completamente digiuno, si approccia a leggere queste pubblicazioni……. Aprono gli occhi. Ti confronti con il comportamento quotidiano, la gestione degli eventi, gli effetti che ne subisci o che fai subire tuo malgrado agli altri. Aiuta a distinguere il giusto dall’errato, il buono, dal cattivo atteggiamento, per effettuare un passo in piu’ verso la consapevolezza.
    Questo e’ l’effetto che che produce nella mia mente e volevo esternarlo.
    Ringrazio te….. Ringraziamo te.
    Con Metta amico mio
    Bianca

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  27. Sudhammo Sudhammo scrive:

    IL CAMPO MINATO DELLA NOSTRA VITA
    ==========================
    Bianca scrive: ” … perche’ le emozioni sono come un campo minato nella nostra vita … ”

    gentile bianca,
    questa tua espressione mi ha ricordato il maestro corrado pensa durante le sue serata all’orfeo… quando diceva cose molto simili, dove paragonava le questioni della vita quotidiana come una perfetta palestra per imparare e approfondire quella arte del vivere consapevole.
    mi ricordo che quando usava espressioni simili, alla fine della frase si azzittiva e ci osservava uno ad uno negli occhi, tenedo i suoi leggermente strizzati… quasi come se volesse leggere nelle nostre menti, quasi come se volesse percepire quanto avevamo compreso e appreso delle sue parole.
    corrado pensa ha una dote fenomenale: riesce a mettere in stretta correlazione i fatti psicologici che la quotidianità ci propone con gli insegnamenti del dhamma. ci faceva vedere che non sono due cose disgiunte, non lo possono essere. altrimenti una delle due sarebbe inconsistente.
    e qui… e da qui… si inizia la strada del sentiero del dhamma… lungo, con curve cieche… con qualche dosso… con qualche buca… ma l’importante è perseverare nel cammino… con fiducia…

    ogni bene, osvaldo

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  34. Sudhammo Sudhammo scrive:

    ED ECCO LA MIA RISPOSTA…
    _________________________________________
    gentile lXXXXX,
    oltre che intercettare il sito, i suoi collaboratori e anche lei avreste fatto bene a leggere qualcosa…
    e avreste capito che…
    – è un sito che non ha scopi di lucro…
    – è un sito buddhista…
    – è a disposizione di tutti senza bisogno di dover crescere per vivere…
    – è disponibile anche per lei qualora trovasse delle cose interessanti per la cura del suo proprio “insight”.
    ne approfitti, non sempre si trova qualcuno che offre “qualcosa gratuitamente”…
    non crede?

    ogni bene, sudhammo

  35. Sudhammo Sudhammo scrive:

    HO RICEVUTO…
    _______________________________________________

    questa email…
    “Salve,
    vorrei cogliere questa occasione per presentarmi.
    Il mio nome è LXXXX CXXXXX e sono la responsabile di IXXXXX.
    Lavoro al fianco di numerosi siti internet. Gestisco il loro SEO
    in base alle particolarità dei maggiori motori di ricerca on line,
    tra cui Google, Bing e Yahoo.
    Lavorando al sito web di uno dei miei partner lavorativi, ho incrociato lapanchinadelmonastero.it
    Sono convinta di poter esserle utile per incrementare il traffico, la visibilità e il Page Rank del suo sito.
    Se interessato, sarei più che felice di elaborare meglio i dettagli della mia proposta di assistenza.
    Le auguro una buona giornata,
    LXXXX CXXXXX

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