La Moralità

Si fonda su quella grande idea di amore universale e di compassione per tutti gli esseri viventi, che è alla base dell’insegnamento del Buddha.
Ci si deve dispiacere che molti studiosi dimentichino questo grande ideale dell’insegnamento del Buddha e indulgano in aride divagazioni filosofiche e metafisiche, quando parlano e scrivono del buddhismo.
Il Buddha ha insegnato “per il bene di molti, per la felicità di molti, a causa della sua compassione per il mondo”.
Secondo il buddhismo, affinché un uomo sia perfetto, ci sono due qualità da sviluppare allo stesso modo:la Compassione(karuna) da una parte e la saggezza (panna) dall’altra.
Qui la compassione comprende l’amore, la carità, la bontà, la tolleranza, tutte le nobili qualità del cuore: è il lato emotivo.
Mentre la saggezza sta a significare il lato intellettuale, le qualità dello spirito.
Se una sviluppa solo la parte emotiva, non curandosi di quella intellettuale, diventerà uno sciocco di buon cuore, mentre se si svilupperà solo la parte intellettuale non curandosi della emotività si rischia di trasformarsi in un arido intellettuale, senza alcun sentimento nei riguardi degli altri.
La perfezione esige che queste due qualità siano sviluppate nella stessa misura.
Questo è lo scopo dello stile di vita buddhista, in cui saggezza e compassione sono inseparabilmente unite insieme. 

La moralità basata sull’amore e sulla compassione comprende tre fattori del Nobile Ottiplice Sentiero:

  • la retta parola,
  • la retta azione,
  • la retta condotta di vita.

La retta parola o retto discorso significa astenersi…

  • dal dire bugie,
  • dalla maldicenza, dalla calunnia e da tutte quelle parole che possono causare odio, inimicizia, discussione o disarmonia tra individui o gruppi di persone,
  • da tutti i linguaggi duri, maleducati, maliziosi o ingiuriosi,
  • dal pettegolezzo e dal chiacchiericcio futile, vano e sciocco.

Dal momento che ci si astiene da queste forme di linguaggio sbagliate e pericolose, si deve dire la verità, si devono impiegare parole amichevoli e benevole, gentili e piacevoli, che abbiano senso e siano utili. Non si deve parlare senza essere attenti a quel che si dice: un discorso si deve fare nel luogo giusto al momento giusto. Se non si ha nulla di utile da dire, si deve rimanere in un “nobile silenzio”. 

La retta azione mira a promuovere una condotta morale onorevole e pacifica. Siamo esortati ad astenerci dal distruggere la vita, dal rubare, dagli affari illeciti, da rapporti sessuali illegittimi e ad aiutare gli altri a condurre una vita pacifica e onorata nel giusto modo. 

La retta condotta di vita significa che ci si deve astenere –per guadagnarsi da vivere- da professioni che possano nuocere agli altri (come il commercio di armi o di altri strumenti di morte, di bevande intossicanti, di veleni, l’uccidere animali, etc) e invece vivere con una professione onorata, irreprensibile, che non nuoccia agli altri. E’ chiaro che il buddhismo si oppone fermamente a ogni tipo di guerra, poiché ha posto come principio che il commercio delle armi e di altri strumenti di morte è un mezzo di vita malvagio e ingiusto.

Si deve comprendere che la moralità secondo il buddhismo è considerata come indispensabile fondamento delle realizzazioni più elevate.

Nessun sviluppo intellettuale è possibile senza questa base morale.

 

dal libro “L’insegnamento del Buddha” di Walpola Rahula

Ogni bene, Sudhammo

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