Considerazioni sui consigli

Per sostenere e nutrire la pratica, ma comunque l’esistenza dell’individuo vorrei dare questi tre consigli.

 

Il primo consiglio e’ avere cura della propria salute.

Tutti d’accordo…

Non basta essere d’accordo, bisogna agire per prendersi cura della propria salute; il che significa che il livello di salute puo’ migliorare se abbiamo delle sofferenze semplicemente prendendoci in cura.

Spesso, vivendo come si vive, specie nelle grandi città’, questa attenzione rimane un progetto che prima o poi vorremmo attuare…

Facciamo una semplice riflessione: supponiamo di avere due figli e inaspettatamente ne arriva un terzo. Non era in programma. Troviamo tempo per lui, di sicuro, altrimenti viene su male. Cosi’ anche per noi … troviamo il tempo, altrimenti cresciamo male.

Pensare che noi potremmo avere bisogno di… ormai… non ho tempo…

Questa non e’ l’impostazione giusta.

Se non ci occupiamo della nostra salute sara’ la nostra salute che si occupera’ di noi, con riflessi che possono essere grossi.

I frutti della pratica emergono in eta’ non giovane; se il corpo e’ ridotto malissimo diventa tutto piu’ difficile.

Se dobbiamo occuparci di mille acciacchi e malanni di tutti i tipi siamo in difficolta’.

La necessita’ di occuparsi del corpo, della salute, appare evidente.

Se cominciassimo ad avere problemi fisici diventa impellente curarsi ed il tempo… lo troviamo. E’ come se ci fosse nato un bambino.

Un libro consigliato: “Guida alla salute naturale e guarire da soli”. Questo libro e’ pieno di “buon senso”, senza miracolismi.

 

Il secondo consiglio e’ semplificare la propria vita.

Se sentiamo per la prima volta questa espressione facciamo un salto indietro, pensando di voler aggiungere cose alle nostre conoscenze e attivita’. Questo consiglio sembra controcorrente.

La semplificazione della vita deve essere una cosa che ci trova completamente consenzienti.

Non si deve intendere come togliersi cose che riteniamo importanti oppure tagliare intorno a tutto spiano con persone e abitudini.

Ma bisogna pensare in termini di “Che cosa c’e’ che mi pesa e che ogni giorno porto con me?”

Applicare il discernimento ed alleggerire la vita crea spazio.

E’ una riflessione tutt’altro che secondaria porsi in un’ottica di semplificazione possibile per ciascuno di noi; quale e’ la quantita’ di semplificazione indolore che ci possiamo consentire.

A volte basta dare una semplice spinta ad una certa abitudine e… via… poi siamo contenti, perche’ l’unica cosa che la teneva legata era l’abitudine.

 

Il terzo consiglio e’ una certa misura di spirito di servizio.

E’ facile che qui giochi dell’idealismo. Le occasioni di servire qualcuno sono continue, anche molto con semplici servizi. 

Questi tre consigli sono collegati tra loro e rappresentano gia’ uno stile di vita orientato verso la crescita interiore; una pratica meditativa atterra con maggiore facilita’ su una vita dove esistono questi presupposti decisi.

Ma se trascuriamo anche uno solo di questi tre consigli, allora tutto, e non solo la pratica, diventa piu’ difficile.

 

Questo ho ascoltato dal Maestro Corrado Pensa.

 

Ogni bene, Sudhammo

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