La distanza tra cervello e cuore

Ricordo che quando ero ragazzo, e iniziavo a sentire i primi movimenti verso l’altro sesso, guardavo le ragazze e le apprezzavo per il colore e la grandezza dei loro occhi, per il colore e la lunghezza dei loro capelli, il timbro della loro voce, per la sottiliezza delle loro caviglie, e -senza ipocrisia alcuna- altri dettagli che è opportuno non specificare ulteriormente. Credo che tutto ciò sia semplicemente naturale; credo anche che le ragazze adottassero questo stesso tipo di “metodologia” di approccio all’altro sesso, anche se i termini e i dettagli potevano avere una sequenza differente… E credo, in ultimo, che sia sempre stato utilizzato da tutti gli essere umani, del passato, del presente e con ottima probabilità del futuro.

Ecco, ho scritto una parola, volutamente… “metodologia“…

Questo vocabolo è prettamente un frutto del “cervello“… è catalogante, è impersonale, è avulso dalle caratteristiche interiori “dell’altro” con il quale andiamo -e accingiamo- a rapportarci.
Anche verso noi stessi è altrettanto discosto dal nostro “essere interiore”.

Successivamente, qualora “un certo interesse” dovesse arrivare, allora il rapporto cambia, si modifica fino ad essere così trasportante dal modificare il “senso” dello stare insieme, che diventa così forte da oltrepassare qualsiasi ostacolo si dovesse frapporre davanti ai due. Non ha più senso alcuna metodologia, anzi potrebbe essere fuori da ogni logica razionale.

Eccolo, è subentrato il “cuore“, è subentrato l’Amore che legherà i due per lungo tempo.

 

Questo preambolo per fare un parallelo tra…

le “regole”… la “metodologia” dell’Ottuplice Sentiero… che ci dice cosa sia giusto e cosa non giusto… e come fare per farlo diventare giusto…

… e l’accendere quella cosa chiamata “amore” verso l’Ottuplice Sentiero, che ci rende partecipi nel profondo del nostro interiore di quello che è il cammino per crescere dentro le regole -che non vengono più viste come tali- e diventare una sola entità con il nostro sentire interiore.

L’Ottuplice Sentiero si è instaurato nel nostro cuore.  
E’ divenuto l’unica cosa che avremo accanto per tutto il resto della nostra vita,
E’ divenuto l’unica cosa della quale abbiamo bisogno per vivere consapevolmente.

Ogni bene, Sudhammo

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17 risposte a La distanza tra cervello e cuore

  1. Sudhammo Sudhammo scrive:

    CI VUOLE UN FISICO SPECIALE
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    andreina,
    credo che ci sia bisogno di una buona testa, di un buon cervello per vivere come un asceta. la determinazione e la risolutezza verso un obiettivo prefissato devono essere supportati da un buon cervello che governi tali fattori interiori.
    credo che ci sia bisogno di un ottimo cuore, di amore nella pratica che si e’ intrapresa fiduciosi che l’obiettivo sia meritevole di tanto sacrificio.
    insomma, ci vuole un fisico speciale…
    non penso che sia alla portata di tutti, anche se qualche giornata in un monastero nel nobile silenzio non guasterebbe a nessuno, a me per primo.

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  2. Nimmala Nimmala scrive:

    Ciao Andreina, istintivamente risponderei entrambe. Una parte di cervello e l’altra di cuore a compensare. Il cervello per mantenere fermezza nel raggiungimento dello scopo, e il cuore devoto, il sentire, che rende tutto cio’ possibile. Di piu’ non saprei dire. Auguriamoci, che ci sia un follower in questo momento che voglia dire la sua al riguardo. Il tuo dubbio e’ diventato una mia curiosita’.
    Con metta
    Nimmala

  3. Andreina scrive:

    Un dubbio avrei.
    Gli asceti sono piu’ cervello o sono piu’ cuore?
    Chi mi risponde?
    🙂 Andreina 🙂

  4. Sudhammo Sudhammo scrive:

    caro giannivenezia,

    ma cosa credevi… che i commenti non fossero controllati?
    il tuo commento esce dalle regole che questo ambiente si è dato.
    il linguaggio e l’argomentazione utilizzati non sono in linea con l’obiettivo del sito.
    con ciò -e ovviamente- ho provveduto a non pubblicare il tuo commento e a cancellare immediatamente la tua utenza di accesso a questo sito.

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  5. bianca scrive:

    Caro amico, adesso, ho compreso meglio il significato delle tue parole, non mi sembra tanto lontano dal mio modo di vedere la vita. Il sottile filo di bava di ragno vale sia per il cuore che per il cervello! Seguiamo il dhamma nel quale ci siamo ritrovati e lo viviamo bene, ma credo che la ricerca interiore non finisca mai. Siamo per natura impermanenti, come persone, l’amore che di colpo si prova per qualcuno, l’odio, la rabbia che acceca e ci rende irriconoscibili, le malattie che sono dure prove. Certezze io non e’ ho. Ne nel cervello e tanto meno nel cuore. Mi perdo e mi ritrovo ogni giorno ma non perdo mai di vista la possibilita’ che oggi e’ cosi e domani…….
    Chissa dove saro’ o con chi condividero’ il resto di questa esistenza!
    Con metta
    Bianca

  6. Sudhammo Sudhammo scrive:

    GRANITICHE CERTEZZE IMPERMANENTI
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    Bianca scrive: ” … non so perche’ hai avuto l’impressione di una messa in dubbio delle nostre granitiche certezze … ”

    gentile bianca,
    le cosiddette “granitche certezze” era un espressione provocatoria, in un mondo dove regna l’impermanenza suano molto bizzarro. da molto tempo non mi sento più delle granitiche certezze nella testa; anzi tutto mi sembra molto instabile, tutto in un equilibrio precario, come se tutto fosse legato ad un sottile filo di bava di ragno.
    avevo delle granitiche certezze, che si sono sgretolate tutte come fa la sabbia bagnata di un castello al sole di mezzogiorno.
    anche il seguire il sentiero della pratica lo vedo impermanente: adesso, ne sono cosciente… tra tot mesi o anni, quando cambierà il mio status di uomo, chissà cosa sarà… chissà…
    quindi per ora passo la mia vita, consapevole di questa, a seguire tale insegnamento che mi gratifica, facendomi sentire in linea con il resto del mondo e con me stesso.

    e ancora scrivi: ” … Non ti sei mai perso e poi ritrovato? … ”
    cara bianca, nel modo più completo. penso che ognuno è psicologo di se stesso più chiunque altro. forse la parola strizzacervelli non era troppo appropriata, ma il mio intendere era verso “l’essere psicologi di se stessi”, sviluppando quella sensibilità nel percepire tutto quel che abbiamo intorno, siano esse persone che cose che fatti che esperienze, e rapportare tutto con il nostro insight, in un continuo confrontarsi e rimettersi in gioco, smontarsi e rimontarsi.
    dalle mie esperienze devo dire che questo mettersi in dubbio continuo aiuta nella sottile attività di mediazione, di compromesso continuo, di accettazione, di imposizione.
    una delle mie migliori amiche del passato era una psicologa, che mi esortava a leggere dentro di me: arrivò a consigliarmi di prendere la laurea per quanta attenzione avevo speso in questo campo… tutto mosso dalla sola curiosità personale e dalla volontà di una ricerca interiore che non è ancora conclusa.
    ogni bene, sudhammo

  7. bianca scrive:

    Caro Sudhammo, non so perche’ hai avuto l’impressione di una messa in dubbio delle nostre granitiche certezze, come le chiami tu. Abbiamo dissipato ogni fragilita? Nonostante con costanza buoni praticanti? A che punto siamo della nostra pratica?
    Non ci sono fantasmi del passato nelle mie parole. Solo punti interrogativi che penso sia giusto ed umano porsi. Cercando di capire anche l’opinione ed il percorso altrui. Dall’inizio, nel mezzo,e nel proseguio della maturazione nell’apprendere gli insegnameti, il Dhamma. Non credi possa capitare? La mente umana non e’ mai del tutto razionale. Si conduce ad un addestramento sempre migliore. Ho descritto cedimenti personali con i quali lavoriamo costantemente anche se le basi sono cementate!
    Gli strizza cervelli hanno un compito diverso. Non ti sei mai perso e poi ritrovato? Durante questo lungo e complesso viaggio?
    Con metta
    Bianca

  8. Sudhammo Sudhammo scrive:

    UNA SORTA DI STRIZZACERVELLI…
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    bianca scrive: ” … Perderci per poi magari ritrovarci … ”

    gentile bianca,
    perdersi per poi ritrovarsi… mi suona come mettersi in discussione nelle nostre certezze granitiche… significa smontarsi… osservare ciò che merita essere tenuto e ciò che ha bisogno di una profonda manutenzione, revisione, sostituzione… per poi rimontarsi in un modo più consono con la “sensibilità” maturata fino a quel momento, sensibilità che viene dalla risultante delle esperienze positive e negative, nonché dai modi di come le abiamo affrontate e dagli strascichi interiori che ci hanno lasciato dentro.
    tutto questo lo vedo come se fosse, come se è “il compito da svolgere in questa vita”.

    ogni bene, sudhammo

  9. bianca scrive:

    Caro Sudhammo e cari amici, vivendo nel rispetto di noi stessi, possiamo rispettare gli altri e per questo occorre un buon uso del cervello, educato pazientemente con la medizione. Sono convinta che solo con il cuore si vada poco lontano nella crescita. Il cuore rimane una conseguenza del criterio cerebrale. Nel mio post del 16/5 avevo messo a confronto, adesso semplificando cervello? O cuore? Per tentare di aprire un dialogo con voi sullle vostre/nostre esperienze, passate e presenti. Istintivita’ di cuore senza cervello a cosa ci conduce?
    Nonstante una fede che ci unisce, per me stessa ritengo tale il Buddhismo, senza essere bacchettona. Percio’, come esseri umani abbiamo se pur con minore o maggiore intensita’ delle esperienze, delle situazioni che possono presentarsi nella nostra vita, magari sconvolgendo, aspetti che ritenevamo certezze incrollabili. Perderci per poi magari ritrovarci, a patto che nessuno, tranne noi, ne paghi le conseguenze.
    Negare, Concedere, Rinunciare, Accettare e lasciar andare dopo aver compreso le sofferenze, che le nostre azioni potrebbero generare, era una provocazione bonaria, e trovare cosi il coraggio di prenderci per mano, in questo percorso all together!
    Con Metta
    Bianca
    Bianca

  10. Sudhammo Sudhammo scrive:

    FEDE E FIDUCIA – PER CONCLUDERE…
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    per concludere…
    credo che “solo attraverso il cuore” non si riesca ad andare troppo lontano con la crescita interiore… così come “solo attraverso la fede”… in quanto manca quel raziocicnio di base che ci deve guidare l’attenzione del discernere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ciò che è dentro di me e ciò che è fuori…
    credo che “solo attraverso il cervello” non si riesca ad andare troppo lontano con la crescita interiore… così come “solo attraverso la fiducia”… in quanto manca quella parte sentimentale che ci guida a cercare il “buono”, il “bene”, l”amore” sia verso di noi che verso gli altri…
    credo però che la “giusta dose di FIDUCIA” sia indispensabile per far crescere la parte di “giusta dose di FEDE”… quindi che la parte intellettuale si associ alla fiducia per essere fondamentale alla crescita del cuore e del sentimento.
    questo concetto lo aveva già espresso molto bene anche bianca… qualche post fa…
    ogni bene, sudhammo

  11. Sudhammo Sudhammo scrive:

    FEDE E FIDUCIA
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    I mean that…
    la distanza che c’è tra cervello e cuore sia più o meno la stessa che esiste tra “fiducua” e “fede”.
    osservendo quelle religioni dove si deve assolutamente credere in un dio trascendente, assoluto, governatore di tutto l’universo, compresi anche i destini delle persone e degli animali, in questi casi parlerei piuttosto di “FEDE”; trovo questo modo di approcciare una religione, o comunque una trascendenza spirituale, molto basata su “fidarsi ciecamente” di ciò che altri ti dicono, ti inculcano fin da bambino, senza possibilità di messa in discussione dei dogmi e/o insegnamenti.
    osservando invece il buddhismo, e praticandolo nei suoi insegnamenti che esortano alla “pratica individuale” volta alla sperimentazione personale delle cose e dei concetti espressi, sia una religione -o una filosofia per coloro che non amano definirlo religione- che esorta ad avere quella “FIDUCIA” che risulta essere il motore principale della crescita interiore. attraverso la meditazione e le le sue regole che definiscono uno stile di vita volto ad una spiccata sobrietà, non si può altro che accrescersi interiormente, nella piena fiducia in “se stessi” che un risultato positivo sia alla nostra portata, senza bisogno di aspirazioni celesti successive a questa nostra vita.
    con l’accezione che “l’illuminazione può essere qui ed ora per tutti” si vuole proprio evidenziare che attraverso i nostri sforzi di comprendere gli insegnamenti e nel metterli in pratica nel nostro quotidiano si può arrivare ad uno stato mentale e fisico di “risveglio” rispetto alla “vera essenza della vita che si conduce”; e questo giorno-dopo-giorno, ora-dopo-ora, istante-dopo-istante, respiro-dopo-respiro.
    “fare” l’immensamente grande attraverso l’immensamente piccolo.
    ogni bene, sudhammo

  12. Sudhammo Sudhammo scrive:

    UN LUOGO COMUNE
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    è luogo comune associare il buddhismo ad una religione “di testa”, “di cervello”.
    questo luogo comune mette quindi una etichetta al buddhismo prima di tutto brutta, secondo poi sbagliata, assolutamente errata.
    è comunque giustificabile l’uso di questo luogo comune da parte di quelle persone che hanno sentito solamente parlare di buddhismo, ma che non hanno mai avuto alcuna esperienza diretta; è ancora giustificabile, cavalcando questa ignoranza -nel suo significato buono, in quanto queste persone ignorano l’essenza del buddhismo- associando la meditazione ad esercizi mentali volti a modificare la mente verso stati che potrebbero avere poco a che fare con la realtà, ipotizzando il fantasticare situazioni, luoghi stati che nulla hanno a che fare con il buddhismo.
    tutto questo è semplicemente falso, inverosimile, fuorviante.

    l’argomento di questo blog viene dopo uno studio e la pratica -o la sola lettura per alcuni- delle basi del buddhismo, definite dalle quattro nobili verità, nonchè dall’esplicitamente proprio della quarta nobile verità dove si è parlato di un percorso da seguire per arrivare da qualche parte.
    il percorso stesso… il sentiero… il nobile ottuplice sentiero… è scheletrico ad una prima e distratta lettura.
    tutti noi che stiamo leggendo in questo momento abbiamo un lavoro che riteniamo onorevole, pensiamo di parlare educatamente, di compiere azioni gentili, di essere attenti e consapevoli alle nostre azioni quotidiane, etc etc… fino ad arrivare ad otto…
    ma…
    accoppiando l’ottuplice sentiero alla meditazione di consapevolezza -che ci fornisce quel aumento di sensibilità interiore indispensabile a accendere quella “giusta” attenzione alle nostre cose quotidiane- ci si rende conto, passo dopo passo, che le singole enunciazioni dell’ottuplice sentiero ci appaiono ai nostri occhi, alla nostra coscienza, diversi… riusciamo a vedere significati più profondi… riusciamo ad applicarli verso noi stessi e berso gli altri affinché chiunque possa godere del beneficio che deriva “dall’essere consapevoli di noi stessi”, sin dalla mente fino al più piccolo movimento nello spazio che ci circonda.
    tutto ciò non è cervellotico, ma è uno stato riconosciuto benefico, assimilato come tale, messo in pratica per il bene nostro e degli altri, mossi dall’amore che ci genera verso noi e tutto il resto del mondo, animali compresi.
    passo dopo passo… meditazione dopo meditazione… si passa da un atteggiamento “di cervello” ad uno stile di vita “amorevole, di cuore”.

    chi di voi che avete letto tutta questa pappardella ha una opinione in merito?
    right?
    wrong?
    sono qui che aspetto di leggere un vostro punto di vista… ponderato o di getto… ma che benvenga in onore al dialogo.

    ogni bene, sudhammo

  13. bianca scrive:

    Ne troppo cervello, ne troppo cuore. Equilibrarsi stando piu’ possibile al centro, sulla sana via di mezzo!
    E se talvolta traditi da uno dei due? Vorresti ragionare ma il cuore non te lo permette, segui il cuore che ti fa perdere la testa. Ce ne sarebbero stati mentali complessi da sviscerare, se comprensione e sentimantalizzazione si mescolano.
    Con Metta
    Bianca

  14. Sudhammo Sudhammo scrive:

    L’UNO O L’ALTRO? QUALE E’ MEGLIO SEGUIRE?
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    tra il cervello e il cuore, quale è meglio seguire?
    il cervello aiuta a comprendere le cose che ci girano intorno nel nostro quotidiano, a comprendere quali possono essere le migliori soluzioni, anche trascendenti, affinché il proprio interiore si senta a suo “agio”…
    il cuore aiuta a farlo entrare dentro, a dargli un significato sentimentale…

    personalmente credo che siano indispensabili entrambi, nella giusta misura l’uno con l’altro.
    il primo aiuta nella comprensione, il secondo aiuta nella sentimentalizzazione…
    è la giusta via di mezzo… 🙂
    ogni bene, sudhammo

  15. Sudhammo Sudhammo scrive:

    RICEVO QUESTA EMAIL…
    =========================
    ” … Chiunque legge sa che siamo qua, prima o poi vorranno dire la loro e altrimenti continueranno a leggere. Tu lo sai meglio di me da dati, ma ti dico che ci sono delle mie amiche 5 in Italia e altre 6 qua che ogni giorno non mancano di controllare cio’ che io e te abbiamo scritto e se abbiamo scritto, cosa. Poi le sento al telefono e per email, mi rivolgono un sacco di domande. Io rispondo spesso dovreste scrivere a Sudhammo!
    Questi sono fatti non parole al vento. Esiste un interesse puro per il Buddhismo, altrimenti non riuscirei a spiegarlo. Vogliamo parlare di curiosita’? Magari all’inizio poi svanisce se l’argomento non cattura. @@@@@ mi dice sempre leggo le pubblicazioni e i commenti della panchina perche’ mi fanno stare bene!
    E non ti dico le altre. Vale la pena o no riflettere su questo? Io penso di si. E’ un effetto, una reazione a qualcosa che coinvolge. Fare e farsi domande avendo il coraggio di investigare nella comprensione che c’e tanto che si puo’ fare per noi stessi, e ripeto APRE GLI OCCHI e aggiungo anche IL CUORE. …”
    =================================

    La Panchina è per tutti… sietre liberi di leggere, di scrivere, di condividere…
    Anche a me capita quando vado al monastero di avvicinarmi alla panchina dove altri stanno discorrendo… timidamente mi avvicino… basta un loro cenno e sono con loro…
    Questa panchina “virtuale” è per tutti… è semplicemente “nostra”… è “vostra”…
    Utiliziamola.

    Ogni bene, Sudhammo

  16. Sudhammo Sudhammo scrive:

    SABBIE MOBILI
    ========================
    cara bianca,
    … … delle volte… il sentiero… è fatto anche di “sabbie mobili”…
    … … delle volte… dietro una curva ci potrebbe essere un brigante…
    … … delle volte dopo un dosso… ci potrebbe essere una profonda buca…
    … … ma tutto è “sentiero”…
    … … come diceva ajahn chah… “tutto insegna”…

    ogni bene, sudhammo

  17. bianca scrive:

    Caro Sudhammo, ” La distanza tra cervello e cuore”, puo’ cambiare in un attimo se non si vive nel rispetto di noi stessi e degli altri. Argomento che meriterebbe un commento piu’ approfondito, ma questo terreno e’ insidioso come le sabbie mobili.
    Istinto, che condurrebbe alla perdizione, e/o ponderare bene seguendo un’etica scelta personale, che e’ l’ottuplice sentiero, vivendo in modo retto tutti i suoi aspetti incluso l’amore, questo tanto sofferto e tormentato sentimento. Il piu’ pericoloso, che nell’arco di una vita non crei turbamenti.
    Negare, Concedere, Rinunciare, Accettare………
    Con Metta
    Bianca