Le raffigurazioni del Buddha

Il Buddha viene rappresentato in otto raffigurazioni -più una- dove ognuna di queste fa riferimento ad un giorno della settimana iniziando dalla giornata di domenica.

Ogni figura esorta l’attenzione dell’argomento tipico delle giornata di riferimento.

Ecco il significato delle posizioni, giorno per giorno.

Domenica sta nella posizione del Raggiungimento del Nirvana;

Lunedì sta nella posizione della Pace;

Martedì sta nella posizione del momento del Morire;

Mercoledì sta nella posizione dell’Offerta; per questo giorno esistono due posizioni. La prima è quella riportata nella foto, mentre l’altra il Buddha è seduto con le mani poggiate sulle ginocchia e una mano ha il palmo girato verso il basso e l’altra mano ha il palmo girato verso l’alto;

Giovedì sta nella posizione della Meditazione;

Venerdì sta nella posizione della Riflessione;

Sabato sta nella posizione della Protezione.

Esiste un’altra posizione -forse la più importante e la più comune- che raffigura il Buddha seduto in meditazione a gambe incrociate nella posizione a doppio loto, con la mano sinistra poggiata sulle gambe e la mano destra con le dita che toccano la terra: è l’immagine dell’Illuminazione, dove ammette di aver raggiunto l’Illuminazione e che la Terra ne è testimone, nonostante le tentazioni subite.

Le immagini del Buddha di tutta la Thailandia seguono generalmente rigidi canoni iconografici ritrovati nei testi di arte buddista risalenti al III secolo. Quasi sempre immutato è il codice che regola la posizione del corpo (asana) e la posizione delle mani (mudra).

Esistono quattro posizioni basilari: il Buddha in piedi, il Buddha seduto, il Buddha che cammina e il Buddha sdraiato, di cui le prime tre associate alle attività quotidiane del Buddha (insegnamento, meditazione, offerta di un riparo ai discepoli), mentre la quarta agli ultimi momenti trascorsi sulla terra, quando raggiunse il nirvana. Queste posture si associano a posizioni di mani e piedi e creano i comportamenti (mudra) indicanti i temi basilari del Buddhismo.

Abhaya mudra, il Buddha in piedi con una mano alzata, simboleggia l’offerta di protezione del Buddha ai suoi seguaci e la liberazione dalle paure, ovvero la rassicurazione.
Bhumisparsa, il mudra più diffuso, rappresenta il Buddha in posizione seduta con la mano sinistra appoggiata sul grembo e la mano destra che tocca il suolo. Questa posizione delle mani simboleggia un episodio importante della leggendaria vita del Buddha, quando l’asceta sedeva in meditazione sotto un albero Bodhi a Bodh Gaya in India, e si rifiutava di muoversi per raggiungere l’illuminazione. Mentre Mara, l’equivalente buddhista di Satana, lo tentava con donne e feste, Buddha toccava la terra, chiedendo alla natura di sostenere la propria determinazione e aiutarlo a resistere. Subito dopo raggiunse l’illuminazione.
Dhyana, entrambe le mani sono appoggiate sul grembo e i palmi sono rivolti verso l’alto, con la mano destra sopra la sinistra: simboleggia la meditazione.
Vitarka o dhammachakka, questo mudra rievoca il primo sermone del Buddha, con il pollice e l’indice di una mano (vitarka) o di entrambe le mani (dhammachakka) si uniscono a cerchio mentre le altre dita sono tese verso l’esterno.
Invocazione della pioggia sui campi di riso, Buddha in piedi con braccia tese lungo i fianchi con i palmi appoggiati sulle cosce, mudra non diffuso e caratteristico delle provincie settentrionali

Ogni bene, Sudhammo

 

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Una risposta a Le raffigurazioni del Buddha

  1. Claudio Claudio scrive:

    Esauriente questa spiegazione, visto che un caro amico tornando dalla Thailandia mi ha donato una piccola immagine del Buddha nella raffigurazione del lunedì….grazie Sudhammo!!