Come è iniziato il Monastero Santacittarama

 

Come è iniziato il Monastero Santacittarama? 

Il Monastero Santacittarama è il primo della tradizione del Buddhismo Theravada in Italia.
In lingua Pali significa “Il Giardino del Cuore sereno”. 

La storia della sua formazione può essere fatta risalire all’estate del 1986 quando il Venerabile Saddhatissa fu invitato a Roma da un gruppo di emigrati di Sri Lanka per alcune cerimonie Buddhiste; a queste fu invitato a partecipare anche Vincenzo Piga fondatore della “Fondazione Maitreya”, una organizzazione Buddhista di supporto ampiamente meritevole di aver divulgato il Buddhismo in Italia.

    Vincenzo Piga

Durante una riunione all’Ambasciata di Sri Lanka, il dott. Piga chiese al Venerabile Saddhatissa se c’era la possibilità di avere qualche monaco Theravada a Roma o dintorni, per costituire un centro, precisando che la “Fondazione Maitreya” avrebbe acquistato un edificio per ospitarlo.

Il Venerabile Saddhatissa promise di interessarsi ed informò che un monaco Theravada di origine italiana era stato mandato da Amaravati in Nuova Zelanda per dirigere un centro di meditazione. 

Nel Febbraio del 1986, ottenuto l’indirizzo, il dott. Piga scrisse in Nuova Zelanda al monaco suddetto, Thanavaro Bhikkhu, a cui da allora è stata regolarmente inviata la rivista “PARAMITA”.

Negli anni 1987 e 1988 ci fu un saltuario scambio di corrispondenza tra la “Fondazione Maitreya” e il Venerabile Thanavaro Bhikkhu.

Finalmente, nella primavera del 1989 l’ambasciatore di Sri Lanka, Chandra De Zoysa, diede notizia che per il VESAK sarebbe arrivata a Roma una delegazione di monaci Theravada, e che se si fosse trovato un edificio per costituire un Vihara, qualcuno di loro sarebbe stato disposto a fermarsi. Poterono occuparsi della ricerca solo i coniugi Piga, che finalmente, nel Marzo ’89 , sentito il parere favorevole dell’Ambasciatore, acquistarono un villino a Sezze.

Purtroppo risultò che le notizie sulla disponibilità di monaci di Sri Lanka erano inesatte. Allora la “Fondazione Maitreya”, che già aveva iniziato alcuni lavori di sistemazione del villino di Sezze, chiese la collaborazione di Solé-Leris e di Corrado Pensa per ottenere dei monaci da Amaravati.

  Corrado Pensa

Ma nel Marzo 1989 giunse da Amaravati una risposta negativa ( per circa quattro anni non avrebbero aperto nuovi monasteri).

  Venerabile Ajahn Sumedho

Intanto nel Maggio 1989 il Venerabile Sumedho accettò l’invito della “Fondazione Maitreya” di venire a Roma a Novembre per un seminario di Vipassana, organizzato in collaborazione con l’A.Me.Co.; contemporaneamente anche il Venerabile Thanavaro informò il dott. Piga che avrebbe lasciato la Nuova Zelanda e che si sarebbe fermato in Italia per far visita ai suoi genitori, prima di proseguire per Amaravati in Inghilterra e che inoltre si sarebbe fermato a Roma con Ajahn Sumedho.

Fu così che nel novembre 1989, dopo il seminario di Vipassana, Ajahn Sumedho e Ajahn Thanavaro visitarono il villino di Sezze e, in una riunione all’ambasciata di Sri Lanka, fu deciso che Amaravati avrebbe aperto un centro a Sezze, con il Venerabile Thanavaro e un Anagarika; d’altra parte la “Fondazione Maitreya”, l’A.Me.Co., e l’Ambasciatore Chandra si impegnarono a sostenere il Vihara.

L’apertura ebbe luogo il 21 Marzo del 1990, e Santacittarama fu aperto ufficialmente con l’entusiasmo e il supporto di entrambi i buddhisti italiani e asiatici residenti in Italia. I monaci furono calorosamente accolti dalla cittadinanza di Sezze e come vuole la tradizione mantennero il quotidiano giro della questua (pindapata) a cui la gente rispondeva spesso generosamente offrendo del cibo nelle loro ciotole.

   Venerabile Thanavaro a Sezze

Quando il Venerabile Thanavaro avava lasciato l’Italia , oltre 15 anni prima, gli insegnamenti del Buddha erano sconosciuti alla maggioranza degli italiani; ma al suo ritorno trovò che il buddhismo si era radicato in italia in varie forme (Vipassana, Zen, Tibetano).

Il monastero fortemente voluto dall’allora Ambasciatore dello Sri Lanka, Chandra De Zoysa, e inizialmente sponsorizzato dalla “Fondazione Maitreya”, dall’A.Me.Co., dalla comunità thailandese, birmana e da quella dello Sri Lanka ha ricevuto negli anni un crescente sostegno dall’Ambasciata Thailandese che assieme alla sua  comunità contribuisce tutt’oggi a sostenere il Santacittarama assieme a tanti italiani che si sono avvicinati al Buddhismo.

L’incremento e l’espansione del Buddhismo in Italia è culminato con il suo riconoscimento legale nel Gennaio del 1991 come religione ufficiale in Italia (con rappresentanze collettive tramite l’U.B.I. – Unione Buddhista Italiana). Tale è un segno tangibile della crescita del Buddhismo in Italia che riflette l’impegno sincero e genuino degli italiani interessati ad un modello di vita spirituale.

 

L’otto marzo del 1996, dopo 18 anni di vita monastica, di cui gli ultimi 6 lo vedono Abate, Maestro di meditazione, Presidente dell’Unione Buddhista Italiana e membro della Fondazione Maitreya, Thanavaro decide di ritornare allo stato laicale. Lascia così la sicurezza del monastero insieme all’immagine pubblica, di notevole impatto, che lo accompagnava da anni, per ricominciare una vita quasi nell’anonimato.  Mantiene comunque regolari impegni di insegnamento a Roma e si reca su invito in vari posti in Italia per ritiri. Questo fatto non va visto come una frattura tra la precedente vita monastica e la sua attuale vita nel mondo ma, piuttosto, come l’attuazione dei principî che sostengono la vita monastica nell’ambito della vita quotidiana, cioè in un contesto ‘privo di cinture di sicurezza’. È, insomma, una nuova fase, frutto di una rinnovata creatività. È proprio la creatività l’aspetto che più colpisce di Thanavaro. Gli succede nella carica di abate il Venerabile Ajhan Chandapalo che insieme al Venerabile Ajhan Jutindaro e l’allora Venerabile Ajhan Dhammiko provvedono al trasferimento del monastero a Frasso Sabino, vicino Rieti. 

  Venerabile Ajahn Chandapalo

Al Monastero Santacittarama tutt’oggi si mantengono abitudini monastiche simili a quelle dei monasteri inglesi (di Amaravati, Chithurst ecc.).  Durante i fine settimana il Santacittarama riceve un flusso costante di visitatori che vanno ad offrire il pasto e si interessano agli insegnamenti del Buddha. I monaci sono anche in rapporto con vari gruppi locali religiosi interessati.

 

Con Metta, Mario Thanavaro

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