Nato e Creato… Non-nato e Non-creato…

Nel pomeriggio durante la meditazione ponevo l’attenzione sull’impermanenza e mi è apparso chiaro che essa, in quanto  tale (non durevole),  non è esperibile.

Essa come l’anatta e come dukkha non sono causa ma effetto del fenomeno nel quale, pur se con queste caratteristiche, si manifestano.

Mi trovo quindi in un impasse  nella pratica.

Come giungere al “non-attaccamento”, al lasciar andare?

Nel quotidiano riesco abbastanza facilmente a non essere vittima degli inquinanti della mente ma non vorrei che fosse un processo di rimozione ben mascherato invece che la comprensione profonda dell’insostanzialità  del fenomeno.

Spero di essermi spiegato…

Un caro saluto a tutti voi,

Claudio

– – – – –

Ieri dopo uno scambio di battute riguardo le foto pubblicate da Giorgo, su Facebook “Gli amici del Santacittarama”, che ritraggono Ajahn Sumedho, mi sono seduto per la quotidiana pratica formale e seguendo i suggerimenti appena letti ho iniziato ad osservare il sorgere dei pensieri e delle sensazioni…

Sono un discepolo abbastanza indisciplinato e tendenzialmente controcorrente: mi è apparso abbastanza inconcludente osservare ciò che per sua natura è “anicca” (e “anatta“) e lasciato andare…

Mi è apparso chiaro il significato di quanto suggerisce il Buddha in un sutta, di cui non ricordo assolutamente il nome, che fa riferimento al  “nato e creato” in contrapposizione al “non-nato e no-creato”.

L’avevo sempre collegato a “rupa“, alla forma fisica; fa invece riferimento agli altri aggregati che al loro sorgere ci immergono nel samasara.

Metta, Claudio (Claudio2)

 

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36 risposte a Nato e Creato… Non-nato e Non-creato…

  1. Cassandra scrive:

    per Sudhammo
    Caro Osvaldo, credo che questa tua ultima indicazione “stradale” sia per noi tutti molto utile nella ricerca di uno spazio dove scrivere i commenti, in modo che siano pertinenti all’articolo e che abbiano una sequenza logica e coerente.
    E scusa se prima mi sono permessa di buttarla sul divertente, ma sono stata provocata da alcune tue frasi, e dall’apparente confusione creatasi con le indicazioni precedenti.
    con affetto, Cassandra

  2. Sudhammo Sudhammo scrive:

    INDICAZIONI STRADALI
    ================

    cassandra, hai ragione.
    mi sono fatto trasportare dai nomi…
    i brahma vihara sono le quattro dimore celesti.
    dove sono?
    facili da trovare:
    – indice,
    — numerologia,
    — quattro dimore celesti.

    va meglio?
    ricorda… questo blog ha l’impostazione di un libro. consulta l’indice e troverai tutto.
    male che vada c’è sempre la funzione di “cerca” in fondo ad ogni pagina.

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  3. Cassandra scrive:

    per Osvaldo Sudhammo (2 dic, 11:45)
    «se vuoi aggiungere un commento all’argomento dei 4 brahma vihara, potresti scriverlo sul blog della metta, oppure della compassione, oppure aspettare gli altri due. così facendo i commenti che riguardano i brahma vihara restano nello stesso contesto, uno dopo l’altro o quasi.»
    Caro Osvaldo, conoscendo da tempo le tue battute di spirito argute e simpatiche (da un’altra panchina), tento di traslitterare le indicazioni che ci hai fornito riguardo alla collocazione dei commenti.
    Se vuoi andare da Brahama Vihara prendi la stradina a destra, che si trova a 74 metri, poi vai avanti per circa sette minuti e giri a sinistra nel vicolo della Metta, quindi in fondo al vicolo troverai la salita della Compassione, e andando verso… non ricordo dove, forse sarai arrivato ai Brahama Vihara che sono 4, ma non sono sicuro… Però ci sono i piccioni che mangiano le briciole.
    ciao, con affetto, Cassandra

  4. Sudhammo Sudhammo scrive:

    GARIBALDI
    =======

    ” … continuo a non capire ma mi adeguo … ”

    lo disse anche garibaldi a cavour… e alla fine hanno fatto l’italia…
    🙂

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  5. Claudio2 scrive:

    continuo a non capire ma mi adeguo eh!eh! se scrivessi due righe in risposta a un quanto scrive nimmala su bramha viharas rimarrebbe lì e tu , cassandra e spero altri ancora rimarrebbero nella stessa “sezione”

  6. Sudhammo Sudhammo scrive:

    DOMANDA SEMPLICE… RISPOSTA SEMPLICE…
    ===============================

    claudio scrive: ” … perchè non fai un modo che si possa rispondere … ”
    xkè se ogni articolo avesse la possibilità di commentare, i commenti si spalmerebbero su una quantità di articoli più alta dei commenti stessi… quindi sparirebbero, è come se sparissero.

    claudio scrive: ” … il dialogo verterebbe su quanto proposto dall’autrice … ”
    se vuoi aggiungere un commento all’argomento dei 4 brahma vihara, potresti scriverlo sul blog della metta, oppure della compassione, oppure aspettare gli altri due. così facendo i commenti che riguardano i brahma vihara restano nello stesso contesto, uno dopo l’altro o quasi.

    ero certo di non essere stato chiaro in precedenza.
    lo scorso anno ero partito con commenti liberi su tutti gli articoli: era come seminare molliche ai piccioni… e tentare di ritrovarle…
    vi piace il paragone?

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  7. Claudio2 scrive:

    ciao! non riesco a capire…se viene proposto un argomento da nimmala come ha fatto con Brahma Viharas perchè non fai un modo che si possa rispondere il dialogo verterebbe su quanto proposto dall’autrice e dai suoi commmentatori

  8. Cassandra scrive:

    Ciao Osvaldo Sudhammo.
    Avevo anch’io il problema della collocazione dei commenti, o della rintracciabilità di alcuni, come esposto da Claudio.
    Mi sembra che le “istruzioni per l’uso” dei blog siano sufficientemente chiare.
    Stiamo a vedere in seguito se ci sarà meno confusione.
    Con affetto
    Cassandra

  9. Sudhammo Sudhammo scrive:

    STRUTTURA DEL BLOG
    ==============

    gli argomenti dei blog sono tutti definiti nella sezione “BLOG”.
    sono organizzati per argomento e si può parlare su quell’argomento, rispondendo ai vari commenti che qualcuno ha scritto.
    è ovvio che, se si mette dentro un commento che non ha riferimento con l’argomento del blog specifico, la conversazione risulta poco chiara e poco calzante.
    esempio: se andassi a leggere i commenti sull’eticità del pil, non dovrei leggere commenti sulla compassione.

    poi ci sono le tre caselle di posta dove gli autori rispodono e/o partecipano ai dialoghi che chiunque, in qualunque momento pone all’autore, senza un argomento predefinito.

    tutto qua.

    gli articoli che vengono proposti non permettono commenti, altrimenti sarebbero dispersi nei singoli articoli; che sarebbe quindi impossibile qualsiasi dialogo tra le persone fatto di domande, ripsote, esposizione dei propri punti di vista, racconto di esperienze, di aneddoti, di qualsiasi cosa si reputi interessante per gli altri.

    sono riuscito a fare un po’ di chiarezza in più?
    I hope so… but I’m not sure…

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  10. Claudio2 scrive:

    ciao
    cassandra non era riferito a te ma al programma di questo blog…se copio una tua frase o di qualsiasi altro me la fa vedere ma dopo averla inviata questa scompare, riguardo il post a cui fai riferimento avevo scritto che si evince una forzatura della mente riguardo a chi ti ha “danneggiato perchè scrivi che “volutamente” …spero di essermi spiegato. invece devo dire che mi trovo dinanzi a un problema ho piacere a conversare con voi ma per come funziona il blog questo si struttura in modo dispersivo, non è possibile inviare un commento o no ho capito come si fa…ho serie difficoltà a cogliere l’utilità , è un rapporto troppo frammentario ogni bene claudio

  11. Cassandra scrive:

    Claudio, oggi alle 12:17.
    Se è riferito ai miei commenti, credo di non aver compreso bene questo tuo ps «quando scrive a volte non riporta il copia e incolla».
    Non scrivo mai col copia&incolla, tranne che per citare una vostra frase alla quale mi riferisco, per non andare fuori tema.
    Scusa la pignoleria…

    Breve risposta a Bianca Nimmala.
    Grazie per il tuo apprezzamento, fa piacere sentirsi compresi.

    Ciao Claudio, ciao Bianca, ciao a voi tutti
    Cassandra

  12. Nimmala Nimmala scrive:

    Ahahah, tanto non le avremmo comprate le pentole.
    Ciao sudhammo, ho scritto si dice che……, ovvero ho udito dire si riemerge piu forti. Io non lo interpreto cosi, infatti ho concluso il commento con un
    dipende.
    Con metta
    Bianca nimmala

  13. Sudhammo Sudhammo scrive:

    L’ESPERIENZA E’ LA SOMMA DELLE FREGATURE PRESE…
    ====================================

    bianca nimmala scrive: ” … si riemerga piu’ forti … ”

    più forti… più forti… mmmhhh…
    mi fa pensare questa espressione…
    mi fa riflettere…
    il luogo comune di quel “più forti” è di farsi una scorza più dura intorno… di alzare uno scudo più alto di prima…
    nel buddhismo questa scorza si tende a toglierla, e quando si riforma a lavorare su se stessi per toglierla di nuovo, in quanto riconosciamo che è fatta di giudizi e pregiudizi.
    nel buddhismo non esistono scudi, ma piuttosto la determinazione che ciò che il buddha ci ha insegnato con il dhamma è condiviso da tutti noi facenti parte del sangha.
    ritengo dentro di me che questa è la vera forza che si accresce davanti alle problematiche della vita se e solo riesco a viverle seguendo l’esempio dei tre gioielli.
    chiudo qui, altrimenti sembra che vi voglio vendere delle “pentole”.

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  14. Sudhammo Sudhammo scrive:

    GIUDA
    =====
    manu i scrive: ” … redimere gli uomini di cattiva volontà …”
    28 novembre 2012 alle 18:55

    cara manu_i
    quando partii per il servizio militare ero di triste che non immagini: non tanto xkè avevo nostalgia di casa, no questo no. quanto per il fatto di dover lasciare il mio lavoro e perdere un anno a giocare con i soldatini. un anno perso!
    che c’entra?
    c’entra che durante il pedioro del car a salerno, mi ero portato una libro di uno scrittore del quale non ricordo il nome, ma era appena morto da pochi mesi, e prima di morire aveva lanciato sul mercato questo libro dove si metteva in risalto l’importanza della figura di giuda! senza giuda gesù cristo non sarebbe quello che è.
    mi è piaciuto il riferimento alla lettura che hai riportato della moglie di corrado pensa: un’altra causalità.
    la nostra vita è duale; la nostra mente è duale.
    vediamo la luce laddove abbiamo sperimentato il buio.
    vediamo il bene laddove abbiamo sofferto il male.
    vediamo il bianco xkè esiste il nero.
    da un certo punto di vista ho dentro di me i sentori che tutti -ma proprio tutti- prima o poi sperimenteremo sia la parte buona che la parte cattiva di questa entità che torna dentro questi dialoghi. la sperimenteremo xkè dobbiamo capire “da dentro” cosa si prova ad essere buoni, comprendendolo e non-comprendendolo, ed a essere cattivi, comprendendolo e non-comprendendolo.

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  15. Nimmala Nimmala scrive:

    Ciao cassandra. Spieghi ed esterni molto bene i concetti. Sono io che volevo evidenziare nonostante la mia fede buddista, le reali difficolta’ esistenti a mettere in pratica gli insegnamenti. Sentirsi buddisti sta a significare percorrere un cammino fatto di ostacoli, di momenti in cui la mente attraversa un buio profondo e non risponde come si vorrebbe se non riportata all’attenzione. Apparentemente un tunnel senza uscita. Ho trovato in te una piacevole compagna di percorso, con la quale scambiare opinioni ed esperienze di questa esistenza. Sento che sei intelligente e forte.
    Con metta bianca nimmala

  16. Cassandra scrive:

    A Bianca Nimmala, commento-risposta di ieri alle 19:29.
    Ciao Nimmala.
    Anch’io mi rivolgo a te (a voi tutti) con trasparenza e sincerità, oltretutto sono solo un’ospite che desidera approfondire una materia che mi interessa.
    Inoltre non penso affatto che qualcuno che scrive articoli in questo sito voglia mettersi su un piedistallo, ché di padreterni ne esistono anche troppi nelle varie religioni.
    Se vi fosse qualche mia frase soggetta a interpretazione diversa dalle mie intenzioni – parola scritta e parola detta sono molto diverse, come sai –, fatemelo presente che cercherò di spiegare meglio il significato di alcune frasi.
    Con affetto e stima
    Cassandra

  17. Claudio2 scrive:

    come volevasi dimostrare, cassandra scrive che allontana volonariamente dalla mente

  18. Claudio2 scrive:

    ps quando scrive a volte nonriportail copia e incolla

  19. Claudio2 scrive:

    ciao cassandra per silenzio della mente intendo la fine di quella mente che non è mai ferma, confabulatrice e che non riposa mai nel presente, una mente attenta all’accadente ma del quale non esprime giudizio semplicemente lo accoglie non per accidia ma perchè ne conosce la sua vera natura;a nimmala dico che quei quattro stati sublimi non ci vengono regalati sono il frutto di un cammino in cui avviene la spoliazione del proprio ego che impedisce a questi di manifestarsi, riguardo la forzatura la rilevavo nelle stesse parole di cassandra quando scrive che implica che “naturalmente” ne è vicina buona giornata a tutti voi con metta claudio

  20. Nimmala Nimmala scrive:

    Si chiamano non a caso i quattro stati sublimi. Metta, karuna, mudita, upekkha. E sublime cassandra significa aver fatto pace con l’universo!
    Con costanza i miglioramenti per noi stessi verso gli atri e viceversa mutano. Ce la possiamo fare. Con fiducia, quel giorno inshalla, come si dice dalle mie parti arrivera’
    Con metta
    Bianca nimmala

  21. Nimmala Nimmala scrive:

    Ciao claudio, come scrivi in risposta a cassandra, sulla forzatura alla quale sottopone la mente e che esiste solo karuna. La forzatura si puo’ leggere anche capovolgendo la situazione. Imponendosi karuna! Tu sai molto bene che non basta leggere per apprendere e fare nostri ” the four sublime states”. Ci vuole tempo, costanza ed esercizio affinche’ la mente le assimili come dimora spontanea.
    Con metta
    Bianca nimmala

  22. Nimmala Nimmala scrive:

    Volevo aggiungere che ognuno colloca la propria spiritualita’ nella religione o filosofia nella quale si rispecchia meglio. E che comunque la vita non e’ per tutti la stessa. Un prete una volta mi disse che dio non manda mai a qualcuno cio’ che non possa sopportare. Mi fa riflettere e sorridere… I percorsi che ci troviamo di fronte durante la nostra esistenza talvolta ci mettono a dura prova, per sviluppare la pazienza che esaurisce portando sgomento. Toccando a fasi alterne il fondo per poi risalire. Si dice che si riemerga piu’ forti, giusto? La mia risposte e’ che dipende da cio’ con cui ti trovi a fare i conti.
    Con metta
    Bianca nimmala

  23. Nimmala Nimmala scrive:

    Cara Cassandra, la mente non trova mai il silenzio, ne una pace assoluta. Altrimenti si potrebbe dire di essere illuminati. Ci sta che qualcuno riesca a tenerla sempre silenziosa. Io non sono tra loro. Sono una buddista praticante, che ha avuto e continua ad avere molte difficolta’ di recupero degli stati d’animo e mentali. Non sai quante volte penso di non avere imparato niente. Essermi tolta le abitudini, impronte che pensavo indelebili nel rapportarmi con la mente, affidandomi a lei. Accolgo oggi, questa condizione transitoria e impermanente! Mi rivolgo a te con trasparenza e sincerita’ perche’ questa sono io. Non sono il tipo che butta giu due frasi confezionate per fare la bella figura di quella che ha risolto e compreso tutto!
    Con affetto di metta
    Bianca nimmala

  24. Cassandra scrive:

    E adesso rispondo a Bianca Nimmala
    Ciao. Abbiamo diversi punti in comune, noi due.
    Desidero precisare che non sono io volontariamente a fare distinzione fra chi merita la mia compassione – tranne, come già detto, per il dolore fisico – e chi ne è escluso.
    È uno stato d’animo che riemerge, in certe occasioni, da quella parte di memoria che dovrebbe restare nell’oblìo. Come se certi episodi che crediamo di aver seppellito, fossero sepolti sotto la sabbia, e allora basta un alito di vento per farli riemergere.
    Con affetto e stima
    Cassandra

  25. Cassandra scrive:

    Rispondo al messaggio di Claudio2
    Ciao. Ho letto attentamente e riflettuto sulle tue parole.
    Lo stato naturale della mente è quello di pensare, pare che – pur se rallentati – vi siano pensieri anche durante il sonno notturno.
    Non voglio contraddirti, ma sinceramente non credo si possa “fare silenzio nella mente”, silenzio che subentra (forse) in stato di coma, o (quasi sicuramente) con la morte.
    Se voi credenti e praticanti buddhisti ci siete riusciti, è sicuramente una grande conquista.
    Con affetto e stima
    Cassandra

  26. manu i scrive:

    vorrei mettere a disposizione di tutti voi questa lettera che neva papachristou, moglie di corrado pensa , ha inserito in una sua pubblicazione e che per me è la sintesi piu’ elevata di karuna ed equanimità. si tratta di una lettera scritta da un ebreo detenuto nel campo di sterminio di Bergen Belsen…. “Signore, quando verrai nella tua gloria, non ricordarti solo degli uomini di buona volontà. Ricordati anche degli uomini di cattiva volontà. nel giorno del giudizio non ricordarti solo delle loro crudeltà,sevizie e violenze. ricordati anche dei frutti che abbiamo prodotto a causa di ciò che essi ci hanno fatto. ricordati della pazienza, del coraggio, della fratellanza, dell’umiltà, della grandezza d’animo e della fedeltà che i nostri carnefici hanno finito per risvegliare nelle nostre anime. concedi, dunque ,Signore che i frutti da noi prodotti possano servire per redimere gli uomini di cattiva volontà”. metta a tutti voi

  27. Nimmala Nimmala scrive:

    Ciao cassandra, karuna sta proprio in questo non facile compito, riuscire a sentirla dentro di noi senza eccezioni. Ci si arriva coltivandola e con il tempo, come con metta. Io, come te, a lungo ho avuto lo stesso stato d’animo. Facevo distinzione classificando chi non si meritava la mia compassione. Ed e’ proprio il comportamento degli altri nei nostri confronti a far sorgere in noi la chiusura, come dici tu. Biosogna proteggerci certamente da stati emotivi che ci possono danneggiare. In uno dei commenti passati ci siamo trovate in simbiosi anche nei confronti della sofferenza, ricordi? Provare pena fino a farla nostra. Alcuni affermano ed in parte e’ giusto, forse…. Che non sia di aiuto reciprocamente, ma siamo esseri umani con le nostre debolezze. E fare nostre le sofferenze altrui, rimane comunque un atto d’amore.
    Con affetto di metta
    Bianca nimmala

  28. Claudio2 scrive:

    ciao! avrei voluto anch’io rispondere a sudhammo a quanto scritto sulla compassione proprio riportando ciò che evidenziato cassandra ma inquadrando questa paramita in quello che è lo stato naturale della mente, fai silenzio nella tua mente in essa, cassandra può esserci solo karuna…rifletti sulla forzatura a cui sottoponi la “tua” mente che perdendo l’equanimità diviene sofferente

  29. Cassandra scrive:

    Caro Osvaldo Sudhammo,
    nell’articolo “Karuna, la compassione” affermi che lo stato mentale della compassione significa «imparare a vivere con empatia verso tutti gli esseri viventi, senza eccezioni».
    Provo sempre dispiacere verso il dolore di un essere, ma se una persona che mi ha fatto del male si trova in uno stato di disagio (psicologico, economico o altro che non sia un dolore fisico), sinceramente non riesco a provare compassione alcuna.
    E non è una ritorsione o, peggio, una forma di vendetta, ma una chiusura che è stata innestata da quella persone con il suo comportamento.
    Allora, per non ritrovarmi nel lato oscuro e dare spazio a sentimenti che non mi appartengono, mi allontano anche mentalmente per non rievocare una vecchia o recente avversione, che farebbe del male solo a me.

    Pace e bene
    Cassandra

  30. Sudhammo Sudhammo scrive:

    UN DUBBIO LECITO
    ============

    claudio scrive: ” … un processo di rimozione ben mascherato … ”

    gentile claudio,
    il tuo dubbio mi sembra lecito: direi anche di più… è fondamentale.
    un argomento simile ho tentato di farlo venire a galla tra i lettori e gli scrittori nel blog “la distanza tra cervello e cuore”.
    volevo appunto sollecitare l’attenzione all’osservazione dei fenomeni e ai sentimenti che sorgono in ognuno di noi… e che “mentalente” ci rendiamo conto di rimuoverli o di aver tenato di rimuovere…
    mentre la vera consapevolezza non sta nel cacciare via qualcosa, ma riconoscela per quello che è. la costanza della pratica ci porterà quasi automaticamente a lasciar andare tali stati, in virtù dell’averli riconosciuti come stati della mente, dentro la mente stessa, e quindi privi di ogni propria sostanzialità.
    la strada per arrivare a ciò è da percorrere, non è impervia, ma ha delle curve, dei dossi che nascondono, delle buche nelle quali cadere…
    e noi risolutamente e con determinazione continuiamo la nostra pratica.

    ogni bene, osvaldo sudhammo
    ps
    grazie per avermi inviato un aggiornamento del tuo blog.

  31. Sudhammo Sudhammo scrive:

    NATO… NON-NATO…
    ============

    ciò che mi viene chiaro alla mente su questo argomento è la famosa frase che si legge nella fisica: “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”.
    quindi significa che ciò che c’è oggi è solo una “trasformazione” di ciò che era qualcosa di altro ieri, e ancora diverso tempo fa…
    tutto si trasforma; quindi inutile attaccarci a ciò che non è permanente o impermanente, appunto.
    ciò che è impermanente è destinato a perire, trasformandosi in altre cose, e le cose sono rilevate solo attraverso i nostri cinque sensi più la mente.
    è per questo che seguendo i cinque sensi e i loro oggetti di essere percepiti ci attacchiamo alle cose impermanenti che ci danno appagamento del desiderio, facendoci dimenticare che sono impermanenti: scoprendolo scopriamo la sofferenza, che ci fa sperare di averne ancora per soddisfare altri desideri. ecco apparire il “samsara”… desideri su desideri da appagare uno dopo l’altro, senza fine, generandosi come le bambole russe a matrioska.
    come dice bene claudio, meditare ponendo l’attenzione alle cose semplici e impermanenti come è il respiro fa comprendere il senso dell’impermanenza delle cose, dalle piccole e insignificanti -come un respiro- a quelle grandi -come la vita stessa, i sentimenti, le ansie, le paure.

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  32. Claudio2 scrive:

    ps dove è consuetudine dire “parla come magni” eh!eh!e

  33. Claudio2 scrive:

    scusate tutti , è mio abitudine usare pochi termini pali per lo stesso motivo che , a volte, si preferisce l’inglese che con un termine esprime meglio un’idea tutto questo anche se sono romano dove è consuetudine dire eh!eh! mi spiace di non essere stato chiaro vediamo se mi riesce meglio…la vipassana è un metodo di meditazione che ci invita a porre l’attenzione sulle sensazioni che sorgono in noi , sia quando facciamo meditazione formale che quando svolgiamo qualsiasi altra attività, questo per “vivere”in consapevolezza ed assaporare meglio l’accadente (tich nahat monaco viet la suggerisce infatti per ogni azione) …bene , mi siedo pongo l’attenzione al nervo della gamba che incomincia a dolere (dukkha), ora questo dolore è dato dal sorgere di cinque aggregati (la forma la percezione la sensazione le proiezioni mentali la coscienza) bene fino a quando daremo sostanza a questi ci sara il ciclo della rinascita non facendoli sorgere (non nato non cretto) si è nel nibbana…tutto sta riuscirci ; spero di essere stato più chiaro eh! eh ! vi aspetta se sudhammo lo pubblica una seconda puntata
    sono “stringato” perchè queste esperienze vengono vissute non sono frutto di un pensiero cognitivo ma associativa
    ogni bene claudio

  34. Sudhammo Sudhammo scrive:

    IL LINGUAGGIO
    =========

    andreina, hai ragione…
    claudio, hai ragione…
    molte volte un linguaggio “tecnico” aiuta a racchiudere concetti complessi: capita anche in altri ambiti quando utilizzando delle parole inglesi si riesce a trasmettere meglio: capita anche a me.
    è ovvio che per i principianti ciò genera sconcerto e disorientamento. ma è altrettanto vero che bisogna iniziare ad abituarsi all’uso di certe espressioni.
    claudio mi aveva sollecitato a voler scrivere, avvisandomi di essere però estremamente stringato, quasi essenziale. gli ho consigliato di fare uno sforzo nell’allargare i concetti che vuole trasmettere.
    mario thanavaro è invece eccezionale nel trasmettere in modo chiaro e semplice concetti molto complessi; ma come avrai visto ha bisogno di molto spazio.
    bianca nimmala è pane-al-pane e vino-al-vino; così come pensa scrive, così come scrive pensa.
    osvaldo sudhammo aveva 6 in italiano, eppure tento di sforzarmi anche io.
    sono certo che claudio metterà tutto se stesso per cercare di esporre i suoi concetti con parole più semplici e descrittive che aiuteranno te e tanti altri lettori ad utilizzare un linguaggio più vicino alla realtà del quotidiano.
    stai tranquilla e non ti spaventare: la tua perplessità mi è arrivata per email anche da altri lettori. anche io ebbi difficoltà all’inizio quando seguivo corrado pensa: la sera facevamo canti in pali, ripetendo a pappagallo frasi e parole che suonavano strano. poi ti abitui a certi vocaboli e tutto diventa più facile.
    ho fatto questa richiesta anche ad ajahn chandapalo, quando recita i canti durante le cerimonie e gli incontri al monastero: adesso fa un breve riassunto di ciò che dirà con il canto pali… anche se continuo a non capire assolytamente nulla.

    sono certo che claudio si metterà a tua (e di tutti) disposizione per essere più chiaro e mettere in condivisone tutta la sua preparazione ed esperienza.

    ogni bene, osvaldo sudhammo

  35. Nimmala Nimmala scrive:

    Andreina cara, non disturbi affatto. Condivido con te la necessita’ di espressioni piu semplici, piu parlate dei concetti. Non solo per i principianti, visto che sono convinta che di fronte alle esperienze di questa complicata e complessa vita, tutti siamo principianti. Almeno io mi riscopro sempre un passo indietro nonostante gli anni.
    Con affetto di metta
    Bianca nimmala

  36. Andreina scrive:

    Anicca = Impermanenza, Transitorietà
    Anatta = Impersonale, Senza essenza individuale, Non-anima, Non-se
    Rupa = Forma, Materia
    Samsara = Ciclo di Morte e Rinascita

    Per fortuna che Sudhammo ha fatto il glossario: altrimenti sarebbe incomprensibile. Ma anche sostituendo le parole con il significato le frasi mi sembrano lontane dalla mia formazione buddista, ancora fresca. Forse per noi principianti o comunque poco avvezzi al linguaggio buddista sarebbero piu’ gradite parole vicine a noi. Non voglio disturbare ancora.
    🙂 Andreina 🙂