Metta secondo Venerabile Ajahn Sumedho

 

Metta significa un po’ di più che la sola gentilezza. E’ una gentilezza penetrante, una gentilezza consapevole. 

Metta significa che noi possiamo coesistere pacificamente, in modo gentile, insieme alle persone senzienti  e con gli esseri al di fuori del nostro intorno.

Non significa piacere. Qualcuno è estremo. Dice: “Amo le mie debolezze perchè sono realmente me stesso. Non sarei proprio me stesso se non avessi le mie piacevoli debolezze.”. Ciò è sciocco. Metta è essere pazienti, essere capaci di coesistere con, piuttosto che tentare di annientare i parassiti della nostra mente.

La nostra società è troppo spesso tale da voler annientare i parassiti allo stesso tempo sia dentro che fuori, volendo creare un ambito dove non ci siano parassiti. Sento monaci dire: “Non posso meditare perchè ci sono troppi insetti; se solo potessimo liberarci di loro…”. Anche nelle difficoltà puoi realmente amare gli insetti, puoi avere Metta per loro, rispettando il loro diritto di esistere a non scoprire un risentimento per la loro presenza. Allo stesso modo, se faccio Metta avendo in quel momento l’umore depresso e gli permetto di essere presente, riconoscendolo e senza chiedermi che non fosse qui, questo scomparirà. Sentire questo sorgere naturalmente e andare via. Lo facciamo restare più a lungo perchè vogliamo fosse lontano per sempre. La lotta del provare a liberarsi di qualcosa che non ci piace sembra come fare sicchè resti più a lungo, come l’effetto contrario.

Più proviamo a controllare la natura, manipolarla in accordo con la nostra avidità e desiderio, più finiamo per inquinare l’intera terra. Molti sono sempre molto attente ora perché possiamo vedere così tanto l’inquinamento da prodotti chimici e pasticidi che usiamo tentando di annientare i parassiti nelle nostre menti, finendo per aumentare l’inquinamento – abbiamo esaurimenti nervosi e poi i parassiti tornare più forti che mai.

La nostra società moderna non incoraggia troppo la pratica di Metta verso gli anziani, i malati e i morenti. La nostra società è decisamente molto più orientata verso la giovinezza e il vigore, verso l’essere giovane e restare tale più a lungo possibile. Quando diventi vecchio, sei come inutile, non puoi fare nulla bene, sei lento, neanche troppo attraente; e così le persone non vogliono stare con te.  Molti anziani sentono che non hanno uno spazio nella società. Diventano anziani e sono messi da parte come persone inutili. La nostra società tratta gli handicappati e malati mentali nello stesso modo. Proviamo di tenerli lontano così che non possimao vederli o saperli intorno. Questo provare ad ignorare i fatti della vita come la morte, l’infermità e la vecchiaia comporta un incremento di malattie mentali, crolli menatali e alcolismo.

… … …

Quando pratichiamo Metta stiamo iniziando ad essere disposti ad imparare dalle termiti e dalle formiche, da quelli che sono lenti, anziani, malati e morenti. Diventiamo disponibili a perdere tempo per avere cura di qualcuno che sia malato… e avere pazienza. Diventiamo disposti di prendere il tempo ai nostri impegni della vita per aiutare e essere con qualcuno che sta morendo. Questa è la direzione che dobbiamo prendere per generare realmente umanità e una buona società.

Prima che possiamo iniziare a fare grandi cambiamenti nella società, dobbiamo iniziare con noi stessi, avendo atteggiamento di Metta per le condizioni della nostra mente e del corpo. Possiamo avere Metta verso la malattia quando stiamo male. Non significa che stiamo aiutando la malattia ad stare più a lungo per non farci fare una iniezione di pennicellina perchè stiamo praticando Metta verso quei piccoli germi che ci infettano. Significa non dimorare nell’avversione al malessere e nella debolezza del corpo quando siamo malati. Possiamo imparare a meditare sulla febbre, sulla stanchezza, sul dolore fisico e sui dolori che sentiamo. Non dobbiamo compiacerci di loro, ma quel che abbiamo bisogno è di prendere tempo per stare con loro per provare a comprenderli finchè semplicemente li sentiamo. Quando non pratichiamo Metta, tendiamo a reagire a queste condizioni con il desiderio di annullarle e il desiderio di annullarle sempre prima tale che ci porta alla disperazione.

… … … 

Qualche volta dovrete vivere con persone le quali non vi piacciono o le quali vi fanno irritare o annoiare. Questo sarebbe buono per me perchè inizierei a capire le persone che non avrei mai avuto il tempo di capire in altro modo. Se avessi avuto lo possibilità di scelta, non avrei vissuto con questo tipo di persone; ma siccome tale scelta non è stata possibile da questa ho imparato ad essere più sensibile e aperto. Ho imparato ad avere Metta e permettere alle persone di essere come loro sono, piuttosto che provare in continuazione di forzare i loro cambiamenti, forzandoli ad essere come avrei voluto che mi piacessero, o provando a liberarmi di loro.

… … … 

Nella mia esperienza, ho imparato quanto sia frustrante la vita quando ho una idea di come vorrei che fosse. Iniziai a osservare la mia propria sofferenza piuttosto che provare a contrallare qualunque cosa in accordo con i miei desideri. Invece di avanzare richieste o provare di controllare qualsiasi cosa. Iniziai a scorrere con la vita e che fu molto più facile nel lungo termine che non il manipolare che ero uso fare. Possiamo essere pienamente consapevoli delle imperfezioni e non dismetterele o essere irresponsabili; la pratica di Metta significa che non stiamo creando problemi intorno a noi con l’abitare nelle avversioni. Possiamo permetterci di fluire con la vita.

La nostra esperienza di vita qualche volta non è molto piacevole, godibile o bella: in altro tempi è invece è tutto questo. La vita è nel modo che la vita è. Le persone saggie possono sempre imparare da entrambi gli estremi, senza attaccamento o senza creare problemi, ma coesistendo con tutte le condizioni.

 

( tratto dal libro Cittaviveka, raccolta di insegnamenti di Ajahn Sumedho )

Ogni bene, Sudhammo 

   

<< blog associato

Questa voce è stata pubblicata in metta: la benevolenza amorevole. Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.