Agli anziani

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Quando si è anziani, se non si ha una fede religiosa l’importante è riconoscere che le fondamentali esperienze di sofferenza — la nascita, la malattia, la vecchiaia, la morte — costituiscono parte integrante della vita.
Dal momento in cui si nasce, invecchiare e poi morire diventa inevitabile.
È così.
Non serve a niente dirsi che non è giusto, che dovrebbe essere diverso.
Secondo il buddhismo la possibilità di vivere a lungo è dovuta ai nostri meriti passati.
Anche se non siete buddhisti, pensate a quelli che muoiono giovani e rallegratevi di avere avuto una vita lunga. Se la prima parte della vostra vita è stata ricca, ricordatevi che durante quel periodo avete portato un contributo alla società, che avete fatto un’opera utile con intenzioni sincere. Ora non avete niente da rimpiangere. Se avete una fede religiosa, pregate o meditate in funzione della vostra fede. Se il vostro spirito è limpido, riflettete anche voi sul fatto che la nascita, la malattia, la vecchiaia e la morte fanno parte di qualsiasi vita umana e sono ineluttabili.
Riconoscerlo e accettarlo appieno consente di invecchiare in modo più sereno. È quanto accade a me, che tra non molto avrò sessantasette anni.
Se di tanto in tanto non ammettessi, dentro di me, che tutti gli anni trascorsi hanno fatto invecchiare il mio corpo fisico, mi riuscirebbe difficile accettare la mia situazione.
Quando si è vecchi è bene prender coscienza, senza illudersi, di quello che significa realmente, e cercare di trarne il meglio. Chiedetevi che cosa potete dare a questa società da cui dipendete ancora. Con le conoscenze che avete acquisito potete senz’altro essere più utile agli altri di quelli che non hanno vissuto a lungo come voi. Raccontate la vostra storia ai familiari e agli amici, condividete con loro le vostre esperienze. Se amate la compagnia dei vostri nipotini, mentre li accudite trasmettete loro il vostro sapere e contribuite alla loro educazione. Soprattutto, non siate come quei vecchi i quali tutto il giorno non fanno che lamentarsi e compatirsi.
Non sprecate così le vostre energie. Non piacerete a nessuno e la vostra vecchiaia diventerà un vero tormento.

tratto dal libro: I consigli del cuore

Ogni bene, Osvaldo Sudhammo

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