Agli uomini e alle donne

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Gli uomini e le donne si differenziano, è ovvio, dal punto di vista fisico, e questo comporta anche alcune diversità sul piano emotivo. Ma sono fondamentalmente uguali nel modo di pensare, nelle sensazioni e in tutti gli altri aspetti della loro persona.
Gli uomini sono più adatti a fare lavori di fatica; le donne sembrano più efficienti nei compiti che richiedono lucidiità e capacità di pensare in fretta.
Per lo più, uomini e donne sono su un livello paritario nelle sfere in cui occupa un ruolo importante la riflessione.
Poiché tra di essi non esistono differenze significative, va da sé che hanno gli stessi diritti e che qualsiasi discriminazione è ingiustificata.
Inoltre gli uomini hanno bisogno delle donne quanto le donne degli uomini.
Quando i diritti delle donne vengono calpestati, esse devono rivendicarli e gli uomini devono sostenere la loro lotta.
Io stesso da vent’anni mi batto in India perché le donne possano, tra l’altro, proseguire gli studi e occupare posti di responsabilità a tutti i livelli sociali allo stesso titolo degli uomini.

Secondo il buddhismo uomini e donne possiedono, senza alcuna differenza, ciò che si chiama la natura del Buddha, o potenziale per il Risveglio.
Nella sostanza sono dunque perfettamente uguali.
È vero che in alcune tradizioni la segregazione c’è sempre stata. Ma aveva cause di carattere soprattutto sociale e culturale. Nagarjuna, nel suo Ratnavali o “Preziosa ghirlanda”, e Santideva, nel Bodhicaryavahira o “Guida allo stile di vita del bodhisattva”, parlano dei “difetti del corpo delle donne”. Ma con questo non intendono dimostrare che le donne sono inferiori.
La maggior parte di quanti avevano pronunciato i voti monastici erano uomini, e la descrizione dei difetti aveva come unico scopo di aiutare tali uomini a vincere il desiderio del corpo femminile. Una monaca deve certo fare un’analisi analoga del corpo maschile.

Nelle pratiche più elevate del Vajrayàna non soltanto non si opera alcuna segregazione tra uomini e donne, ma l’elemento femminile svolge un ruolo fondamentale, al punto che il disprezzo verso le donne è considerato una trasgressione alla dottrina.

tratto dal libro: I consigli del cuore

Ogni bene, Osvaldo Sudhammo

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