La benevolenza amorevole

 
E’ la capacità di accogliere tutte le parti di noi e del mondo; praticare Metta illumina la nostra integrità interiore, in quanto ci affranca dal bisogno di negare i nostri differenti aspetti; con la forza salutare dell’amore possiamo aprirci ad ogni cosa.

Il culmine della Metta è divenire veri amici di noi stessi e di tutte le forme di  vita.

La pratica rivelando la forza dell’amore che può sradicare la paura, la rabbia e la colpa, comincia con l’amicizia verso se stessi. Il suo fondamento consiste nell’imparare come essere amici di se stessi. 
Meditando, sia nella pratica formale che in quella informale, indirizzare frasi amorevoli verso le persone classiche di questa pratica:

1.    se stessi;
2.    il nostro benefattore;
3.    un amico;
4.    una persona neutra o una conoscenza;
5.    una persona difficile o nemica;
6.    tutti gli esseri.

Le frasi di Metta più ricorrenti sono:

… che io possa essere felice …
… che io possa essere libero da problemi interni ed esterni …
… che io possa essere felice mentalmente …
… che io possa essere felice fisicamente …
… che io possa avere l’indispensabile per vivere …

Guardare le persone e dirgli che possono essere amate e che loro stesse possono amare significa offrirgli un dono straordinario, che è anche un regalo per noi stessi: ci accorgiamo di essere una cosa sola col tessuto della vita. 

Insegnare a noi stessi e al mondo che ci circonda questa innata capacità di amare ed essere amati è il grande potere dellapratica di Metta. 

La psicologia buddhista la identifica nella coscienza: quando una persona sperimenta la rabbia, il suo cuore è arido, ma smette di esserlo quando prova amore. Avere un cuore amorevole, anche per la durata di uno schiocco di dita, rende una persona un essere veramente spirituale.

 

( Questo ho ascoltato dal Maestro Corrado Pensa )

Ogni bene, Sudhammo

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