Agli omosessuali

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Molte persone mi chiedono che cosa penso dell’omosessualità.

Per quanti di voi hanno una religione, la cosa migliore è decidere che cosa fare o non fare in funzione della vostra fede. Alcuni cristiani affermano che l’omosessualità è una colpa grave, altri no, alcuni buddhisti la ammettono, mentre altri ritengono che in pratica equivalga a smettere di essere buddhisti.

Secondo i testi fondamentali del buddhismo ci sono degli atti nocivi da evitare, tra cui la cattiva condotta sessuale.

Con questo termine si indica soprattutto l’atto di prendere il coniuge di un altro, ma esso include anche l’omosessualità, i rapporti sessuali orali e anali e la masturbazione.

Questo non vuole dire che tali pratiche ci escludano dal buddhismo. A parte le concezioni erronee consistenti nel pensare che il Buddha o la legge della causalità non esistano, alcuni dei dieci atti nocivi, persino l’omicidio, non hanno come conseguenza di renderci non buddhisti.

Colui che uccide un essere umano commette senza dubbio un atto oltremodo nocivo.

Se è un monaco e per di più cerca di nascondere il suo crimine, infrange definitivamente i suoi voti e cessa di appartenere alla comunità monastica. Ma può continuare a praticare la via.

Se non professate una religione e desiderate avere dei rapporti sessuali con qualcuno del vostro stesso sesso con il suo assenso, senza che ci sia violenza né abuso di alcun tipo, e se questo vi procura una soddisfazione non violenta, non ho niente da ridire. Anzi, è una

questione importante, secondo me è un’ingiustizia che talvolta gli omosessuali siano respinti dalla società, puniti, e che perdano il lavoro.

Non  si possono mettere sullo stesso piano dei criminali.

Ritengo che, secondo il buddhismo in generale, l’omosessualità costituisca una colpa soprattutto in rapporto a certi precetti, ma che non sia nociva in sé, al contrario della violenza, dell’omicidio o di altri atti che fanno soffrire altre persone.

Lo stesso vale per la masturbazione. È per questo che non c’è alcun motivo di respingere gli omosessuali o di tenere un atteggiamento discriminatorio nei loro confronti.

Aggiungerei che non è giusto nemmeno denigrare sistematicamente le religioni che condannano la cattiva condotta sessuale soltanto perché questo non corrisponde alle nostre idee o ai nostri comportamenti. Prima di criticare una regola, è meglio cercare di capire le vere ragioni da cui scaturisce.

 

tratto dal libro: I consigli del cuore

Ogni bene, Osvaldo Sudhammo

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