A chi si preoccupa per le sorti del mondo

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Un ristretto gruppo di intellettuali, religiosi e scienziati ha preso coscienza degli impellenti problemi sorti nel mondo: l’ambiente, le guerre, le carestie, le sofferenze di un gran numero di popolazioni, l’abisso tra le nazioni ricche e le nazioni povere. Il problema è che si limitano a esprimere il proprio punto di vista e lasciano l’onere dell’azione sul campo a un numero limitato di organizzazioni.

In realtà siamo tutti coinvolti, tutti responsabili. Mi sembra che anche in questo consista la democrazia. Al nostro livello dobbiamo tutti agire, operare con gli altri, discutere dei problemi, stimolare i responsabili a operare in modo positivo, criticare con fermezza le politiche distruttive, appellarci alle Nazioni Unite e ai governi. Allora avremo senza dubbio la possibilità di esercitare un’influenza più incisiva.

Qualcuno mi prende per una specie di profeta. Io parlo soltanto a nome degli innumerevoli esseri umani che soffrono per la povertà, la guerra, la compravendita delle armi, e che non hanno la possibilità di esprimersi. Sono soltanto un portavoce. Non ho alcuna aspirazione al potere, né intendo confrontarmi con il resto del mondo. Non ne avrei il coraggio!

Non è compito di un tibetano isolato che viene da un paese lontano assumere una sorta di responsabilità straordinaria e lanciarsi in una simile battaglia. Sarebbe stupido. Del resto, alla mia età, sarebbe ora che mi facessi da parte! Mi auguro sinceramente di avere ancora tempo per meditare e acquisire una esperienza interiore più profonda.

Ma per quanto riguarda i miei impegni, resterò irremovibile fino alla morte, anche se dovessi andare alle conferenze in sedia a rotelle!

 

tratto dal libro: I consigli del cuore

Ogni bene, Osvaldo Sudhammo

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