Agli scienziati

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Sebbene in alcuni settori della scienza e della tecnologia le scoperte non abbiano conseguenze di fondamentale importanza, in altri, come la genetica o la fisica nucleare, le loro applicazioni possono risultare oltremodo benefiche e oltremodo nocive.

È auspicabile che in queste discipline gli scienziati si sentano responsabili del proprio lavoro e non chiudano gli occhi sulle eventuali catastrofi che possono derivarne.

Spesso gli specialisti hanno un’ottica troppo ristretta. Non si preoccupano abbastanza di ricollocare le loro ricerche in un contesto più ampio. Non dico che partano da cattive intenzioni, ma dedicandosi esclusivamente allo studio approfondito di un settore molto specialistico non hanno il tempo di riflettere sugli effetti a lungo termine di quello che scoprono.

Ammiro Einstein, che aveva avvertito dei possibili pericoli derivanti dalle ricerche sulla fissione nucleare.

Gli scienziati dovrebbero sempre tenere presente la necessità di non causare danni. Penso in particolare ai possibili effetti imprevisti della ricerca genetica. Mi sembra terrificante il fatto che in futuro, tramite la donazione, si potranno creare esseri la cui unica ragione di esistere sarà di fornire pezzi di ricambio per coloro che ne hanno bisogno.

Allo stesso modo, non posso non condannare l’impiego di feti umani a fini sperimentali e, in quanto buddhista, la vivisezione e qualsiasi altra pratica crudele su esseri senzienti, anche se compiuta a scopo di ricerca.

Come si fa a negare a tutta una categoria di esseri il diritto di non soffrire, quando si rivendica con voce alta e chiara lo stesso diritto per se stessi?

 

tratto dal libro: I consigli del cuore

Ogni bene, Osvaldo Sudhammo

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