Agli scrittori e ai giornalisti

blog associato: buddhismo del quotidiano

Gli scrittori e i giornalisti esercitano grande influenza sulla società.

Inoltre, mentre la vita umana è breve, gli scritti restano e si conservano per secoli. Nell’ambito del buddhismo gli insegnamenti del Buddha, di Sàntideva e di altri grandi maestri hanno potuto diffondere così a lungo la conoscenza dell’amore, della compassione e dell’atteggiamento altruista implicito nello spirito del Risveglio e possono essere studiati ancora oggi soltanto perché tramandati per iscritto.

Purtroppo altri testi sono stati all’origine di grandi sofferenze, come quelli che hanno diffuso le concezioni estreme del fascismo e del comunismo.

Gli scrittori hanno il potere di causare indirettamente la felicità o l’infelicità di milioni di esseri.

 

Ai giornalisti in generale dico questo: ai nostri giorni, soprattutto nei paesi democratici, il vostro potere sull’opinione pubblica e le vostre responsabilità sono immensi.

Secondo me, una delle vostre funzioni più utili è di combattere la menzogna e la corruzione. Analizzate nei dettagli, in modo onesto e imparziale, il comportamento dei capi di Stato, dei ministri e degli altri personaggi potenti.

Quando è scoppiato lo scandalo riguardo alla vita sessuale del presidente Clinton ho molto apprezzato il fatto che si potesse portare davanti a un tribunale il capo del paese più potente della Terra come qualsiasi altro cittadino.

È un’ottima cosa che i giornalisti ficchino il naso dappertutto e indaghino sulle attività degli uomini pubblici per rivelare se siano o no degni della fiducia dei loro elettori. Ma è importante che lo facciano in modo onesto, senza inganni né parzialità.

Non dovete porvi come fine di far trionfare il vostro schieramento, distruggendo la reputazione di un avversario politico o del partito avverso.

I giornalisti devono anche valorizzare e promuovere le qualità umane fondamentali. In generale si interessano soltanto all’attualità scottante, soprattutto se è orribile. In fondo a se stessi gli esseri umani considerano il delitto un atto imperdonabile e scioccante che non dovrebbe avvenire. È per questo che quando si verifica riempie le prime pagine dei giornali. Lo stesso accade per la corruzione e gli altri misfatti. Invece allevare i propri figli, accudire i vecchi o curare gli ammalati ci paiono comportamenti normali che non meritano di essere citati tra le notizie.

Il difetto principale di questo atteggiamento è che a poco a poco induce la società in generale e i giovani in particolare a considerare gli omicidi, le violenze e altre atrocità come se fossero la norma. Rischiamo di pensare che la natura umana sia crudele e che non ci sia alcun mezzo per impedirle di esprimersi.

Se un giorno ne saremo fermamente convinti, non avremo più alcuna speranza per il futuro dell’umanità. Magari ci diremo: “Dato che è impossibile coltivare le qualità umane e promuovere la pace, perché non diventare terroristi? Visto che aiutare gli altri non serve a niente, perché non disinteressarsi adesso del mondo e vivere per conto proprio, pensando solo a sé?”.

Se siete giornalisti, siate coscienti di questo problema e assumetevi le vostre responsabilità. Anche se i vostri lettori o i vostri ascoltatori non ne appariranno entusiasti, date spazio alle cose buone fatte dagli altri.

 

tratto dal libro: I consigli del cuore

Ogni bene, Osvaldo Sudhammo

<indietro>

Questa voce è stata pubblicata in buddhismo. Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.