Agli angosciati

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Un modo efficace per combattere l’angoscia è di preoccuparsi meno di sé e più degli altri. Quando davvero comprendiamo le difficoltà degli altri, le nostre perdono di importanza. Quando li soccorriamo, la nostra fiducia aumenta e la nostra angoscia diminuisce. Certo bisogna che il desiderio di aiutare sia sincero.

Se abbiamo come unico scopo di liberarci del nostro malessere, questo ci riporterà inesorabilmente a noi stessi e alle nostre paure.

Esistono persone che sono invase fin dal risveglio da un’angoscia inesplicabile. Questo sentimento può avere cause di ogni genere. Alcuni sono stati maltrattati dai genitori o da fratelli e sorelle quando erano piccoli, altri hanno subito abusi sessuali. Si è perpetrata su di loro una violenza, e faticano a parlarne. A poco a poco in loro si instaura una specie di paura e stanno male.

Quando riescono a esprimere quello che hanno vissuto, se hanno accanto qualcuno capace di far comprendere loro che è una cosa conclusa, che si tratta del passato, hanno l’opportunità di mettere la parola fine a questo capitolo della loro vita.

In Tibet si dice che per stasare un orecchio bisogna soffiarci dentro.

Se siete angosciati perché non avete nessuna fiducia in voi stessi e pensate che niente di quello che fate riuscirà, fermatevi a riflettere un momento. Cercate di capire perché vi considerate perdenti fin dall’inizio.

Non troverete nessuna spiegazione valida. Il problema nasce dal vostro modo di pensare, non da una reale incapacità.

 

tratto dal libro: I consigli del cuore

Ogni bene, Osvaldo Sudhammo

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