A chi è tormentato dall’invidia e dalla gelosia

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L’invidia ci rende infelici e ci impedisce di progredire spiritualmente.

Se si manifesta tramite l’aggressività, nuoce anche agli altri. È un sentimento oltremodo negativo. In linea generale è assurda. Non impedisce a coloro di cui siamo invidiosi di avere ancora più soldi o più pregi, ma di per se stessa crea dentro di noi una nuova sofferenza. E quale sentimento è più vile, quando è così forte da indurci a distruggere il successo o la ricchezza degli altri? Non c’è alcun dubbio, prima o poi si ritorcerà contro di noi.

L’invidia è assurda anche per un secondo motivo: perché il benessere di una società dipende da tutti quelli che la compongono. Se alcuni prosperano, la società ci guadagna, quindi in certa misura ci guadagniamo anche noi. Quando vediamo una persona agiata, anziché irritarci dovremmo pensare che è un vantaggio anche per noi.

Se si tratta di qualcuno che amiamo o che dipende da noi, possiamo soltanto rallegrarci del suo successo. Rallegriamocene anche se non nutriamo molta stima nei suoi confronti, ma la sua riuscita è benefica per la società. Da soli non saremmo capaci di far prosperare il nostro paese. Per farlo ci vuole il concorso di molti sforzi e di molti talenti.

Quindi è una buona cosa che l’individuo in questione rientri nel novero delle persone capaci. E anche supponendo che uno più ricco e più intelligente di noi ne tragga profitto solo per sé, che cosa ci guadagniamo a soffocare per l’invidia? Perché un altro non dovrebbe avere il diritto di possedere quello che noi stessi desideriamo?

La gelosia mi sembra più giustificabile, pur restando comunque una reazione negativa. È il sentimento che assale, all’interno di una coppia, la persona la cui fiducia e stata tradita dal compagno o dalla compagna.

Supponiamo che due persone sinceramente innamorate decidano di vivere insieme, vadano d’accordo, abbiano piena fiducia l’una nell’altra, mettano al mondo dei bambini, e poi, un giorno, uno dei due si prenda un amante. È del tutto comprensibile che l’altro non ne sia contento. Anche la persona gelosa può avere la sua parte di responsabilità.

Un tale mi ha raccontato che si era sposato, ma più tra lui e la moglie aumentava l’intimità e più si conoscevano, più cresceva in lui l’apprensione, addirittura l’avversione all’idea che avrebbero finito per sapere tutto uno dell’altra. Tra loro erano nate delle tensioni, e la moglie era andata a vivere con un altro uomo. La sua reazione mi è parsa sbalorditiva.

Quando si vive in due è normale che si diventi sempre più intimi. E più si è vicini, meno si ha bisogno di mantenere dei segreti.

Non è piacevole potersi fidare pienamente di qualcuno? Non è assurdo, una volta sposati, non avere fiducia l’uno nell’altro? Se fin dall’inizio si diffida del compagno, è logico che uno vada a cercare altrove quello che non trova a casa sua.

 

tratto dal libro: I consigli del cuore

Ogni bene, Osvaldo Sudhammo

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