Ai presuntuosi

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L’aspetto più grave della presunzione è che ci impedisce di migliorarci.

Se pensate: “So tutto, sono veramente in gamba”, non imparerete più niente, ed è una delle cose peggiori che possano capitarvi.

La presunzione è anche fonte di numerosi problemi sociali.

Fa nascere la gelosia, l’arroganza, il disprezzo, l’indifferenza e talvolta induce a commettere abusi e violenze nei confronti degli altri.

Bisogna distinguere la presunzione dalla fiducia in se stessi. La fiducia in se stessi è necessaria. È quello che in determinate situazioni ci mette in condizione di non scoraggiarci, e di pensare a buon diritto: “Sono in grado di riuscire”. È diversa anche dall’eccesso di autostima, dovuto a una valutazione inesatta delle nostre capacità o delle circostanze.

Se pensate di essere capaci di svolgere un compito che gli altri non possono portare a buon fine, non si può dire che siete presuntuosi, purché la vostra valutazione sia fondata. È come se una persona alta di statura si presentasse tra individui bassi che vogliono afferrare un oggetto collocato troppo in alto per loro, e dicesse: “Non affaticatevi, io ci arrivo”. Questo significherebbe soltanto che ha la fortuna di essere più qualificato degli altri per compiere una data azione, non che è superiore a loro o che può umiliarli.

La presunzione non è mai giustificata. Si basa su una valutazione sbagliata di se stessi, o su dei successi temporanei e superficiali.

Ricordiamoci dei suoi effetti negativi. Prendiamo coscienza dei nostri difetti e dei nostri limiti, e rendiamoci conto che nella sostanza non siamo diversi da coloro cui ci riteniamo superiori.

 

tratto dal libro: I consigli del cuore

Ogni bene, Osvaldo Sudhammo

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