A chi si abbandona all’alcol e alla droga

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Coloro che assumono alcol o droghe in generale sanno di distruggersi ma non riescono a trovare in sé la forza necessaria per fermarsi.

Questa debolezza, come la fragilità di fronte ai traumi di cui abbiamo parlato in precedenza, è spesso un tratto della nostra personalità. Tutti sanno che le droghe sono dannose per la salute e ottenebrano lo spirito. Anche se nel breve termine placano la paura e l’angoscia, sono incapaci di far sparire la sofferenza. La mascherano temporaneamente.

Per vincere la sofferenza bisogna innanzitutto individuarla, riconoscerne la natura e le cause, ma la confusione creata da tali sostanze lo rende impossibile.

In un documentario televisivo della BBC ho sentito dei giovani russi dichiarare che il piacere della droga supera di gran lunga il piacere sessuale, considerato il più intenso per l’uomo come per l’animale.

Si comprende dunque il potere che hanno tali sostanze di far dimenticare i pericoli a cui espongono. Eppure, come si può credere che l’oblio e la confusione possano liberarci dei nostri problemi? Scherzando dico spesso che il nostro spirito è già abbastanza alla mercé dello smarrimento senza che ci sia bisogno di aggravare tale situazione.

L’educazione, il sostegno degli altri e la lucida analisi degli effetti negativi delle droghe possono aiutarvi a trovare la forza necessaria per reagire.

Invece di cercare in tempi brevi una felicità fittizia ed effimera che sbocca immancabilmente nella sofferenza, coltivate in voi stessi la pace e la felicità interiori che non dipendono dalle circostanze né dai sostegni esterni.

Come ho già detto in precedenza nei miei consigli ai giovani, basatevi sulle vostre specifiche qualità, abbiate fiducia nella vostra natura, imparate a camminare da soli. Inoltre apritevi di più verso gli altri.

Sono convinto che il coraggio aumenti allo stesso ritmo dell’altruismo.

 

tratto dal libro: I consigli del cuore

Ogni bene, Osvaldo Sudhammo

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