A chi critica gli altri

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In generale se una persona mi critica e persino se mi insulta, la incito volentieri a farlo, purché le sue intenzioni siano buone.

Se vediamo un difetto in qualcuno ma gli ripetiamo che tutto va bene, è una cosa priva di senso, non porta nessun aiuto. Non va bene neanche se gli diciamo che quello che fa non è molto grave, e appena ci volta la schiena lo copriamo di maldicenze. Diciamo in faccia agli altri quello che pensiamo. Chiariamo quello che deve essere chiarito.

Distinguiamo il vero dal falso. Se abbiamo dei dubbi, manifestiamoli. Esprimiamoci anche se le nostre parole debbono essere un po’ dure. Ci guadagneremo in chiarezza, e i pettegolezzi perderanno sostanza. Se ci serviamo soltanto di cortesie zuccherose, rimarrà sempre una base per le voci menzognere.

Personalmente amo i discorsi diretti.

Un giorno qualcuno mi ha detto: “Secondo Mao Tse-tung bisogna ardire di pensare, ardire di parlare e ardire di agire”. È vero che per lavorare e per intraprendere abbiamo bisogno di pensare. Dobbiamo anche avere il coraggio di dire quello che pensiamo e di fare quello che diciamo.

Se nessuno agisce, non è possibile nessun progresso e non può essere corretto alcun errore. Ma bisogna chiedersi anche se quello che diremo o faremo sarà utile a qualcosa. Se con le migliori intenzioni del mondo diciamo a qualcuno delle cose offensive che non gli fanno alcun bene, non avremo ottenuto il nostro scopo perché il nostro modo è stato troppo violento o troppo diretto. Forse quella persona aveva bisogno di una pietosa menzogna.

Nel buddhismo Hinayana, i sette atti negativi del corpo e della parola l’omicidio, il furto, la scostumatezza sessuale, la menzogna, la calunnia, le parole violente e i propositi senza seguito sono proibiti.

Nel buddhismo Mahàyana, invece, è consentito anche un atto oltremodo negativo come quello di uccidere, se è assolutamente necessario per il bene degli altri e non si accompagna ad alcun desiderio egoistico.

In ogni caso, penso che in generale si debba dire la verità, e che possa fare del bene anche se viene espressa con parole dure. Ma bisogna evitare di criticare o di insultare chiunque e in qualsiasi modo con intenzione malevola o con una visione negativa delle cose. In questo caso le nostre parole fanno soffrire gli altri, noi stessi ci sentiamo a disagio e l’atmosfera diventa subito irrespirabile.

 

tratto dal libro: I consigli del cuore

Ogni bene, Osvaldo Sudhammo

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