considerazioni ( 2 )

Coniugare la pratica di metta con la pratica della retta parola.

Uno dei problemi che si riscontrano praticando sulla parola e’ che si diventa censori di se stessi; quindi piu’ che porre l’attenzione sul non-giudizio, si fa una attenzione particolarmente giudicante.

Cosi’ si snatura completamente la consapevolezza, che per essere tale deve essere non giudicante, imparziale.

In altri termini quando ci cogliamo in una parola vibrante ci viene fuori l’espressione “Ecco…”.

 

L’unione della pratica di metta con la parola deve tendere a minimizzare il giudizio svalutante nei propri confronti che si attiva in particolare modo quando si pratica in questo modo.

Se riusciamo ad avere un’onda di metta insieme con il nostro essere presenti con la parola, se ci teniamo in mano con gentilezza, diventa difficile trattarci male per cosa abbiamo detto e per come lo abbiamo detto; il beneficio che se ne ricavera’ non sara’ solo il nostro…

 

Questa coniugazione di pratiche ha un carattere naturale, organico, proprio in virtu’ del supporto che la metta puo’ dare all’attenzione fruttuosa verso la parola.

 

Se abbiamo dei richiami di metta abbastanza frequenti durante la giornata in modo da poter parlare di “un certo sfondo di metta”, allora siamo sostenuti nell’occuparci della parola, proprio perche’ c’e’ questo sfondo.

La differenza sarebbe quella di aspettare, ad attivare l’attenzione, l’occasione per parlare. Quindi tutti i periodi durante i quali non si parla e’ come se fossimo fuori servizio, per riattivarci quando si riparla: bisogna aspettare l’occasione per praticare metta? O meglio sarebbe creare uno sfondo sul quale sovrapporre la parola quando questa viene sollecitata?

La parola e’ molto potente, molto allenata e molto abitudinaria: infatti possiamo prevedere noi stessi, possiamo scommettere, che se ci viene detto questo risponderemo questo, se ci viene detto quest’altro risponderemo quest’altro, se viene usato questo tono risponderemo con questo tono.

Da un lato questi modi fanno parte del funzionamento dell’essere umano, dall’altro ha una inquietante meccanicita’.

Tutte le forme di parola descritte in precedenza sono di tipo meccanico se usate senza quell’attenzione che ci deriva dalla consapevolezza coniugata alla metta.

 

Coniugare consapevolezza, metta e parola da’ piu’ liberta’, piu’ senso morale, piu’ senso etico all’individuo: non a caso la consapevolezza e’ definita come fattore sempre salutare.

Ricordiamoci che la metta e vipassana sono due facce della stessa medaglia; si parla di compassione e saggezza come delle ali della liberazione. La compassione e’ nella stessa area della benevolenza (metta) e la saggezza e’ nell’area della consapevolezza; quindi due ali sullo stesso corpo.

La parte accettante e morbida della metta,  e la parte discriminante della vipassana; oppure la luce della vipassana e il calore della metta. Non c’e’ una trasformazione che possa avvenire con la sola luce o con il solo calore: occorrono entrambe. Occorre l’amore cosi’ come occorre l’intelligenza.

 

Nel fare questa applicazione di metta e vipassana nel quotidiano, usiamo come punto di riferimento l’attenzione alla parola accompagnata da un atteggiamento benevolente, in senso non abitudinario.

 

In questa tradizione si sottolinea come i fattori salutari “metta” e “sati” abbiano la qualita’ di favorire gli altri fattori positivi.

La loro presenza rende possibile la “pazienza”, la “generosita’”.

 

Praticando consapevolezza della parola infusa di metta cerchiamo di massimizzare questo richiamo di qualita’ di virtu’ positive.

 

Il contatto con il vicino di casa uscendo la mattina puo’ essere gia’ su questa onda. Puo’ sembrare banale, ma queste piccole cose creano abrivio, seguono la legge karmica, un’azione segue un’altra azione della stessa qualita’ o di poco dissimile.

Se un contatto e’ sull’onda della positivita’ anche quello che seguira’ sara’ su un’onda simile. Il processo puo’ andare anche in direzione opposta.

 

Questo ho ascoltato dal Maestro Corrado Pensa

Ogni bene, Osvaldo sudhammo

 

 

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