Metta secondo Fred Von Allmen

Dall’intensivo con Fred Von Allmen

( maggio 1997 )

L’idea cardine della meditazione di consapevolezza – vipassana – è di sviluppare l’attenzione verso l’esperienza immediata, verso quello che c’è adesso in questo momento; si vive, così, l’esperienza del contatto immediato e non concettuale. L’importante è avere un atteggiamento di accettazione, di accoglienza, di rispetto; quindi, generalizzando, avere un atteggiamento amorevole è più utile in quanto le caratteristiche dette si svilupperanno meglio.

Quando persiamo alla pratica di metta, si pensa alla “gentilezza verso esseri”, ma è lo stesso atteggiamento di quando siamo rispettosi e gentili verso la nostra stessa esperienza. Così come nella metta verso gli esseri si parla di pratica verso persone difficili, di persone indifferenti oltre che persone care, allo stesso modo nella nostra vita abbiamo esprienze difficili, neutre o piacevoli. Quindi l’atteggiamento deve essere lo stesso  sia che stiamo praticando verso gli altri o verso noi stessi. Nella pratica di metta  sviluppiamo un atteggiamento che è  centrale in ogni situazione: usiamo parole, concetti e frasi, diversamente dalla pratica di consapevolezza dove utilizziamo la pura attenzione. Nella metta si usano frasi  generali di augurio.

La benevolenza è “il desiderio che gli esseri siano felici”, così come la compassione è “il desiderio che gli esseri siano liberi dalla sofferenza”, così come la gioia compartecipe è “il volere che gli esseri continuino ad avere la gioia che hanno”; quindi la metta è il desiderio che io e gli altri possiamo essere felici.

Possiamo scegliere alcune frasi da usare nella pratica verso persone facili e difficli; le frasi da ripetere devono essere aperte, così da essere applicabili indistintamente a tutte le persone. Potremmo ripetere: 

may be I happy and in peace… che io possa essere felice e in pace…

may be I health well… che io possa avere buona salute…

may be I live ease… che io possa vivere in agio…

Si ripetono frasi simili, con cose che chiunque vorrebbe avere. Nella pratica di metta è  molto importante cominciare da noi stessi. Solo nella misura in cui riusciamo a sviluppare il rispetto verso noi stessi riusciamo a svilupparne per gli altri.

Chiudere gli occhi, rilassarsi e connettersi con l’area del cuore; connessi con il respiro nell’area del cuore iniziamo a ripetere le frasi dette, non meccanicamente, ma sapendo quello che stiamo dicendo. Questo significa non ripetere le frasi pensando a qualche altra cosa, o dicendole distrattamente, ma facciamo lo sforzo di ripeterle sapendo quello che stiamo dicendo, attentamente. Non dobbiamo pensare alle implicazioni che possono sorgere dalle frasi che ripetiamo, ma semplicemente restiamo in contatto con il nostro cuore e ripetiamo le frasi in continuazione sapendo il significato di quel che si dice. Il resto accadrà da solo; a volte lentamente, a volte rapidamente, a volte sentiremo un buon sentimento, a volte molto aperti, a volte uniti, a volte niente. Con la metta possiamo scegliere non quello che sentiamo, ma scegliere di dire frasi secondo le modalità descritte.

Usare le frasi come un fuoco fotografico: la metta è anche raccoglimento. Così come desideriamo la nostra felicità desideriamo la felicità degli altri: le frasi da usare nella lingua inglese e tedesca suonano un po’ diverse come una imposizione, un ordine, una richiesta forzosa; quindi qualcuno potrebbe pensare che fatta per un paio di giorni questa debba funzionare subito. Ci mettiamo dentro un’aspettativa in tempi brevi.

Poi c’e’ una influenza del tipo “new age” del tipo faccio metta verso quella persona così si sentirà bene… debbono sentirsi bene… li benedico…

 Invece metta è “un invito”.

Non è bene pensare alla nostra mente come un qualcosa di così potente che possa cambiare le sorti altrui e renderli felici; già ci sono stati molti santi e salvatori fino ad oggi nel mondo che avevano la perfezione della gentilezza e non sono stati capaci di trasformare l’umanità in un insieme di esseri amabili. Se avessero potuto lo avrebbero sicuramente fatto. Bisogna stare attenti su questo aspetto. Se sviluppiamo genuinamente la gentilezza dentro di noi, questa avrà un effetto su altri intorno a noi, fornendo loro una ispirazione e portarli a rivedere i loro atteggiamenti; questo è molto importante e potente. Ma ciò funziona solo se riesco a trasformare qualcosa dentro di me.

Ci sono casi di guarigioni tramite la pratica di metta, ma non e’ quello che dobbiamo fare in questo momento ed dobbiamo essere più realistici. L’autosuggestione può far crescere una sensazione di potenza con l’illusione che abbia un effetto sugli altri; dobbiamo fare molta attenzione perchè non è la direzione della pratica di metta. La pratica di metta è augurare veramente  del bene. Se impieghiamo il tempo nell’augurio anzichè perderlo nel giudicare questo determinerà una grande differenza positiva; rimpiazzare i giudizi con la metta, e farlo la maggior parte del tempo, per rimpiazzare le vecchie abitudini giudicanti.

Dalla pratica di metta fatta solo qualche minuto della giornata non possiamo aspettarci molto: l’importante è addestrare questo nuovo modo di guardare le cose, addestrare il nuovo atteggiamento.

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