La pratica sulle sensazioni piacevoli ( 2 )

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Se lavoriamo pazientemente nel tempo con la consapevolezza cominciamo a distinguere il profilo di queste sensazioni che sorgono in seguito al piacevole.

Cominciamo a svegliarci intorno al fatto che tutto questo chiasso che nasce in realtà è solo uno spesso schermo che si frappone tra noi e la sensazione piacevole.

E’ qualcosa che rende difficile il contatto e la fruizione tranquilla e serena del piacere legato alla vista, all’udito, al gusto, alla mente, alla creatività.

La pratica che si fa per imparare la capacità a stare con il disagio va automaticamente a nutrire la capacità di stare con il piacevole; non sono due compartimenti stagni, ma la pratica si rivolge alla stessa cosa che ha due toni diversi.

E’ importante veder quanto la nostra idea che facilmente alberga dentro di noi – che non esistono problemi nel rapporto con il piacevole – sia illusoria.

Quella contrazione di fondo che ci rende difficile essere presenti, accettanti, non giudicanti nel disagio, è a sua volta ciò che rende difficile essere presenti, accettanti, non giudicanti nella sensazione di gioia, di piacere.

Questa nostra contrazione di fondo – dukka – distorce il piacevole.

Questo ho ascoltato dal Maestro Corrado Pensa

Ogni bene, Osvaldo Sudhammo

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