La pratica sulle sensazioni piacevoli ( 3 )

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Per esempio ci contrae il tempo: se siamo davanti ad un paesaggio gradevole e c’e’ pochissimo silenzio dentro di noi, e’ come se il paesaggio fosse contratto, e’ come se il tempo ci incalzasse perche’ dobbiamo passare ad altro, perche’ dobbiamo confrontarlo con altre cose viste, perche’ stiamo facendo dei piani intorno alla possibilita’ di ritornare li’ dove siamo. Se quel paesaggio diventasse qualcosa come il respiro, quando la mente prolifera ce ne accorgiamo e torniamo a gustare la bellezza del paesaggio, torniamo al monte, torniamo alla valle boscosa.

Ci stiamo correlando alla nostra esperienza piacevole con consapevolezza, diversa cioe’ dall’abituale che e’ spesso irta di reattivita’, eccitata di proliferazione.

Guardare senza consapevolezza rende opaco il panorama, smorza i colori. Quando una vista fisica ha le radici in una consapevolezza diventa penetrante.

Un grande meastro di consapevolezza quale Krisnamurti ha lasciato pagine indimenticabili sui paesaggi naturali: leggendole ci accorgiamo c’e’ tanta forza, chiarezza, semplicita’ in quelle descrizioni. Questo occhio semplice e pulito che e’ la consapevolezza vibrante.

Questo ho ascoltato dal Maestro Corrado Pensa

Ogni bene, Osvaldo Sudhammo

 

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