La pratica sulle sensazioni piacevoli ( 7 )

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Pensiamo ad una giornata media: da una parte i contrattempi, le discussioni, e dall’altra gli incontri, i saluti, i sorrisi, il piacere di intendersi, di parlare, di telefonare.

Tutta questa quantita’ di esperienze puo’ essere vissuta in altro modo che non quello superficiale. Invece di sfiorarci ci puo’ veramente arricchire: il punto e’ di farne esperienza.

Una parte di noi cerca qualcosa che scacci l’ansia, la preoccupazione, e poi il resto puo’ andare come va; e’ una visione molto arbitraria, anche se la sentiamo giusta. In realta’ e’ tutta la prospettiva che va coinvolta.

Sentiamo l’ansia anche perche’ non sappiamo stare nel modo giusto nel piacevole: una quantita’ enorme di energia viene dissipata nello stare in modo avido, pauroso, proliferante.

Tutta quella energia si puo’ recuperare e puo’ essere reinvestita nella tranquilla presenza, e nel tranquillo gioire per cio’ che c’e’ da gioire, del cosi’ come e’, gioendo quando c’e’ e salutandolo quando se ne va.

Se sappiamo stare in modo diverso con il dolore, col disagio, sicuramente sappiamo stare in modo diverso anche con il piacere, e viceversa.

E’ tutta la vita che e’ coinvolta.

Questo ho ascoltato dal Maestro Corrado Pensa

Ogni bene, Osvaldo Sudhammo

 

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