Je ne suis pas Charlie

Inutile riassumere ciò che è accaduto.

Le grandi manifestazioni mi sono sembrate un pianto violento di un bambino male educato, che abbia ricevuto un grande ceffone a causa di una sua malefatta… lui che pensava che tutto gli fosse lecito, giustificato e giustificabile.

Questo bambino male educato che sapendo di poter dire e fare qualsiasi cosa ha offeso un altro bambino, un bambino violento che è altrettanto male educato e anche violento.

Un maleducato… offende un violento… quale risultato atteso? Quale Karma ci possiamo aspettare?

I 5 Precetti avrebbero potuto aiutare questi due bambini.

Il Precetto di Non Uccidere alcun essere vivente… ne con il kalashnikof, ne con la matita. L’uno toglie materialmente la vita, senza possibilità di ritorno indietro. L’altra toglie la dignità della vita, della religione, della libertà di esprimersi come uno crede in quel che crede.

Il Precetto della Giusta Parola… tanto urlata come giusta da una parte e dall’altra… da entrambi i bambini; come davanti alla maestra che deve punire l’uno o l’altro si accusano a vicenda di essere stato uno vittima dell’altro e viceversa. La parola della satira è divisiva. La parola della violenza è divisiva.

I 5 Precetti vanno nel senso della Comunione con l’altro, del Rispetto reciproco, della Libertà alla propria dignità di Uomo, di Religione, di Esistere accanto al mio Prossimo.

Ecco. Bisogna esercitare la propria Libertà nel fermarsi un attimo prima di offendere, di uccidere, di usare violenza, di togliere dignità. Tutto in funzione dell’altro, che in fin fine… siamo noi.

Ogni bene, Osvaldo Sudhammo

 

 

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Una risposta a Je ne suis pas Charlie

  1. massimo scrive:

    non sono d’accordo con lei. malefatte? maleducato? pianto violento? lei usa un linguaggio giudicante dimenticando (?) che questa è la radice stessa della violenza. mi dispiace. massimo.